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Lago Perrin

Posto a 2635 metri in un ambiente naturale incantevole e incontaminato, ai piedi dell'erbosa Quota 2777 e dell'omonimo monte, il Lago Perrin si presenta come un bacino d'alta quota di medie dimensioni, dalla forma irregolarmente rettangolare e dalle rive interamente percorribili, caratterizzate da prati e saliscendi erbosi. Oltre che dalla Quota 2777, che lo difende sul lato occidentale, il Perrin è sovrastato a sud-sudest dai 2974 metri dell'imponente e rocciosa Pointe o Monte Perrin, nonché dalla vicina Gran Cima, a est. Tra le due cime sale un caratteristico e ristretto canalino detritico, inizialmente ampio e via via più stretto, che punta verso la zona lunare e poco frequentata ai piedi del Corno Vitello.

In base al rilevamento del 19 luglio 2000 condotto dall'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente, i cui dati sono stati poi pubblicati nel Catasto Laghi, il Perrin ha una superficie di 17.000 metri quadrati e deriva escavazione glaciale generica. Ospita pesci, pole riparie ed abbondanti eriofori; è provvisto di un immissario (proveniente dal canalino orientale) e di un evidente emissario. Si segnala che una serie di escursioni al Lago Perrin è stata sfruttata da Varasc.it, specialmente nelle estati 2008, 2010, 2012, 2013 e 2015, per rimuovere le lattine ed i vetri presenti in gran copia tra le rocce lungo la sponda meridionale. Nel 2018 la presenza di rifiuti è stata minore.

Nel settembre 2008 è stata invece ultimata la messa in sicurezza di un breve tratto della sponda nordoccidentale del lago, tra lo specchio d'acqua ed il piccolo "corno" roccioso che separa il Colle Perrin dalla Quota 2777: il sentiero è stato reso più ampio e stabile, provvisto inoltre di un canapone blu con inserti metallici, identico a quello impiegato alla Punta del Lago, sul sentiero verso il Corno Bussola. Verranno illustrate le quattro principali vie di salita al lago, due delle quali integrate in un piacevole percorso di connessione con i Laghi Pinter. Si propone, naturalmente, di considerare l'escursione al Perrin con salita\discesa dai valloni paralleli di Cuneaz e Mascognaz, coniugando in questo modo due zone di grande bellezza dell'alta Val d'Ayas. Gli itinerari circostanti sono efficacemente descritti, con più percorsi, nel manuale Le Vette della Val d'Ayas.

Lago Perrin. Le vie di salita

Esistono quattro vie per raggiungere il bacino: la prima, riservata a chi si trova già in quota, consiste nel discendere lievemente dai vicini Laghi Pinter e, mediante il sentiero 13C, raccordarsi con il percorso per il Perrin in circa 1.30 ore. La svolta del 13C sorge in un tratto roccioso ai piedi di una grande parete chiara, con macchie scure di umidità, poco prima dell'arrivo sul plateau dove sorgono i Laghi Pinter; il sentiero corre verso sud attraverso un piacevole pianoro erboso, richiedendo di superare alcuni vecchi fronti franosi e risalendo in forte pendenza fino al Colle Perrin sul sentiero 13. Scarse le indicazioni, se si eccettua qualche ometto; la progressione è comunque molto intuibile, poiché il colle resta sempre visibile. Saltuari nevai ad inizio stagione possono richiedere cautela. Tale percorso è stato effettuato, ad esempio, il 14 ottobre 2018 da Varasc.it senza notare variazioni o difficoltà di sorta.

La seconda via, sempre riservata a chi vuole collegare i Laghi Pinter al Perrin, richiede maggiore esperienza e, sebbene più diretta e soprattutto in quota, è segnalata solo da effimeri ometti in pietra, come constatato il 2 agosto 2015. Si tratta di un sentiero pressoché parallelo al sottostante 13C, che diparte tra le roccette oltre l'imbuto emissario del maggiore dei Pinter. Si supera l'emissario, che poco oltre diviene una cascata, proseguendo brevemente su erba prima di accedere alle roccette del fronte franoso a meridione del lago. Da questo punto diparte anche un vecchio percorso (ben poco agevole e segnalato da pochi ometti) per il Colle di Mascognaz; dall'angolo sudoccidentale del Pinter si sale dapprima su stabili rocce piane e chiare, scendendo quindi a mezza costa in zona più franosa, ai piedi dello sperone occidentale della Gran Cima. E' dunque opportuno prestare attenzione alle scariche di sassi e agli smottamenti. Il sentiero, superata la Gran Cima in corrispondenza di due frane instabili e di sfasciumi umidi, perviene direttamente al Colle Perrin ed è stato nuovamente percorso da Varasc.it sabato 24 luglio 2010, richiedendo circa 25 minuti. Presenta dunque il pregio di non dover richiedere una discesa e risalita tra i due bacini, richiedendo comunque una maggiore sicurezza di piede rispetto al 13C. La salita del 2 agosto 2015 ha sottolineato, oltre alla presenza di ometti, la necessità di cautela durante la percorrenza di questo ombroso e panoramico percorso. Tale percorso va scartato dopo la pioggia o in presenza di neve.

Lago Perrin. Le vie di salita dal fondovalle 

La terza via di salita al Perrin parte invece da Mascognaz, mediante il sentiero 14A, un percorso ameno con un tratto finale più impegnativo, di circa 3-3.30 ore totali. Il sentiero si inoltra profondamente nel Vallone di Mascognaz, tra pascoli, boschi ed alpeggi, lungo il Torrent de Mascognaz. Si superano gli alpeggi di Vieille e Chavannes, quest'ultimo recentemente restaurato ed ampliato, lasciando quindi la strada sterrata principale e voltando a sinistra in presenza di una piccola edicola con targa, collocata tra le rocce di un antico fronte franoso. Si segue la deviazione stradale fino alla soprastante Alpe Toulassa Inferiore, ove essa termina, salendo quindi su sentiero tra pascoli, ai piedi dei monti della Nonna, Pezzei e Chaleau. Si supera anche l'alpe Toulassa Superiore (2258 metri), oltrepassando una vecchia botte sulla destra del sentiero, adibita a cisterna. Il sentiero prosegue, ben marcato tra i pascoli, fino all'evidente gendarme roccioso definito Uomo di Pietra; a destra si gode un magnifico panorama sulla Punta Piure. Poco oltre, dopo un ultimo tratto più ripido ai piedi di grandi pareti rocciose, il 14A piega a sinistra fino a risalire l'emissario del Lago Perrin. Un breve tratto di sentiero è stato recentemente rifatto, a causa di lievi smottamenti; si perviene al lago in prossimità di una piccola laguna, meno profonda e solitamente costellata di eriofori. Non si sono notate variazioni di rilievo durante la salita del 23 luglio 2011, né nelle salite/discese degli anni successivi, fino a quella dell'ottobre 2018 già citata in precedenza.

La quarta via di salita al lago consiste nel sentiero 13 che dal Crest prosegue verso la frazione Cuneaz, risalendone il vallone in circa 3 ore. Il percorso si inoltra tra pascoli e boschi, in un ambiente naturale piacevole e panoramicissimo, fino a quota 2160: qui il 13 abbandona il tracciato in comune con l'11A, piegando a destra e valicando il Torrent de Cuneaz che, nel luglio 2006, è stato sconvolto da frane e smottamenti.

Si segnala che lungo il Torrent de Cuneaz, nel 2016, sono stati notati importanti lavori di captazione delle acque, con cantiere e pista sterrata che parte appena a monte del paese.

Si raggiunge la solitaria alpe Pian Long (2179), tra infinite tracce di pascolo; occorre prestare maggiore attenzione alle indicazioni in vernice gialla sulle rocce, proseguendo oltre l'alpeggio verso la testata del vallone. Il sentiero prosegue in lieve salita, in zona boscosa ed ai piedi del Monte Chaleau, incontrando più in alto il sentiero 13C che, come illustrato in precedenza (primo percorso di questa pagina) proviene dai vicini Laghi Pinter. Il tracciato, in zona ormai priva di vegetazione superiore e panoramicissima, raggiunge infine il Colle Perrin immediatamente al disopra del lago, con qualche tratto infossato e rovinato per via del deflusso idrico. La zona è del resto soggetta a rischio idrogeologico; nel luglio 2006 l'intero Lago Perrin venne ricoperto da un pesante strato fangoso, a danno dell'ossigenazione dell'acqua e della fauna ittica. Nel luglio 2011, ad ogni modo, anche questo percorso è risultato perfettamente agibile e ben segnalato, e così negli anni seguenti fino all'autunno del 2018.

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