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Bivacco Città di Mariano Comense

 

Nota: Questa pagina dispone di un tracciato GPS scaricabile nell'apposita sezione.

 

Posta a 2844 metri di quota in un ambiente dall'elevata panoramicità, con una capienza di nove posti in brande reclinabili, questa piccola e caratteristica struttura è stata inaugurata nel 1974 dal Club Alpino di Mariano Comense. E' raggiungibile con un dislivello di 1155 metri da Saint Jacques, nell'alta Ayas. Il tempo necessario per la salita al bivacco varia dalle 3 alle 3.30 ore; l'acqua è disponibile a Saint Jacques e in vari ruscelli nel Vallone di Cime Bianche, che però è da sempre terreno di pascolo. Il Vallone è, purtroppo, minacciato da noto e dibattuto progetto di collegamento funiviario, avversato da Varasc.it.

La salita al Mariano Comense rappresenta un’escursione interessante per conoscere l’estremo lembo di Val d’Ayas che si stende ad ovest del Ventina; offre anche un bel colpo d'occhio sul medio Vallone delle Cime Bianche. E' tuttavia un percorso piuttosto lungo, che nel tratto finale porta a superare il possente spalto roccioso su cui sorge il bivacco; per questi motivi, pur non presentando particolari difficoltà alpinistiche, questa escursione è da riservarsi ad escursionisti esperti ed allenati.

Il bivacco. Zona e sentieristica

Dedicata a Luciano Brenna (1935-1987), la struttura a botte è situata nella conca di Rollin, al di sotto del ghiacciaio del Ventina. Offre riparo in caso di maltempo, oppure diventa un ottimo punto di partenza per nuove ascensioni: da qui si possono infatti raggiungere il Colle Superiore delle Cime Bianche (2982 metri), la Rocca di Verra (3129 metri), la Punta di Rollin (3296 metri) e naturalmente la Gobba di Rollin, di 3902 metri di quota. Sulla sinistra della bastionata rocciosa sottostante al bivacco si erge il Palon de Tzére, punto panoramico sul medio vallone delle Cime Bianche. Piacevole inoltre la vista sul Colle Roisetta, sulla Pointe Sud delle Cime Bianche.

Nei pressi del bivacco vi sono numerosi, piccoli specchi d’acqua, creati dal ritiro del Ghiacciaio di Tzére; il più grande è appunto il Gran Lac de Tzére, la cui cascatella è ben visibile salendo al bivacco dalla cresta sull’alto pianoro di Tzére. Il lago è raggiungibile attraverso pietraie ed una morena; per ulteriori informazioni, si consiglia di visitare l'apposita sezione di questo sito.

Bivacco Mariano. Il restauro

Il Bivacco Mariano Comense è stato riqualificato, ristrutturato e ridipinto (attualmente, di colore giallo brillante, ben visibile da lontano, con stipiti ed altri dettagli in blu) il 21 ed il 22 giugno 2008, da esponenti del Club Alpino della città omonima. E' stata posta una nuova targa che ne attesta i lavori, con il patrocinio della Cassa Rurale ed Artigiana BCC Cantù. Nell'estate 2008 vi è stato rinvenuto da Varasc.it un masso coppellato, descritto, segnalato e rivendicato nel numero invernale 2008-2009 della rivista Carnet Val d'AyasTutte le recenti modalità di salita, nei valloni di Cime Bianche e di Tzère, sono riportate nel manuale Le Vette della Val d'Ayas (pagine 48 e 49).

A fine luglio 2013, esponenti del Club Alpino di Mariano Comense hanno effettuato piccoli interventi di manutenzione e verniciatura sul bivacco, la cui via di avvicinamento presentava ancora alcun nevai. Nell'agosto 2014 il bivacco è parso in funzione e inalterato, così come negli anni seguenti e ancora come nel mese di luglio 2018.

 

Bivacco Mariano Comense. Le vie di salita

Si può raggiungere il bivacco mediante il sentiero 6 che diparte da Fiery, oltre al ponte ligneo sul torrente, recentemente marcato da segnaletica GSW (Grande Sentiero Walser) in giallo. Tale percorso porta ad accedere alla parte inferiore del Vallone di Cime Bianche, deviando quindi verso destra ed accedendo, in prossimità di un caratteristico ruscello dalle sponde sassose e rossastre, al sentiero 6C che prosegue alla volta delle rovine di Tzère e del bivacco stesso. Il resto della salita, dapprima su terreno erboso, avviene su una vasta e salda pietraia, perfettamente segnalata nelle estati 2013 e 2014 (e anni successivi) fino al bivacco, peraltro visibile a grande distanza. Occorre tuttavia prestare attenzione, in presenza di acqua, sulle grandi superfici rocciose lisce e potenzialmente scivolose ai piedi della struttura.

In alternativa, si può risalire il piacevole Vallone o valloncello di Tzère. E' innanzitutto opportuno ricordare che il sentiero 6C, che da Blanchard porta al Bivacco Città di Mariano, nel 2007 è stato sapientemente integrato da una serie di ometti di pietra, ben evidenti, alcuni dei quali parzialmente dipinti in giallo. Nell'agosto 2009 si sono notate numerose ed abbondanti frecce gialle lungo il medesimo percorso, le quali rendono ben più visibile l'itinerario di salita. Altri ometti, meno visibili in quanto mimetizzati nel colore rossastro circostante, proseguono alla volta del vicino Gran Lac de Tzére

Come preannunciato, esiste una comoda variante lungo il tratto inferiore del TMR per le Cime Bianche e, inizialmente, per la salita allo stesso Bivacco Mariano: appena oltre Fiery è infatti stato realizzato l'ottimo sentiero che risale il valloncello di Tzére, accedendo innanzitutto al bosco retrostante la pensione Bellavista. Qui si alza nei boschi descrivendo un'ampia curva sulla destra, panoramica sulla bella cascata proveniente da Tzére e dal lago omonimo: si passa sotto una evidente parete rocciosa nera, con alcuni nomi enigmaticamente scritti in giallo, raggiungendo una bella terrazza panoramica con tanto di panchina e staccionata. Appena oltre il sentiero, recentemente messo in sicurezza, si inerpica sul lato destro (per chi sale) della cascata, con gradini e tubi blu in polietilene corrugato, atti a contenere eventuali tracimazioni. Poco oltre si accede, dopo gli ultimi alberi, al recondito e bellissimo Valloncello di Tzére: il sentiero corre sulla destra del pianoro e del torrente, con frequenti innesti di pietrame nei punti più cedevoli, in piano.

Si arriva ad un ponticello in legname chiaro, con una unica balaustra sul lato a monte: da qui si scorge una bella vista del Palon di Tzére (N45 53.603 E7 42.785) e del Bivacco Mariano. I segni gialli (frecce e TMR) sono frequenti. Oltre il ponte, si piega a sinistra sotto alte pareti nere, risalendo poi di fianco ad un ruscello: si sorpassa una curiosa roccia grigia emergente dall'erba come un dente lungo e dotato di sperone, salendo poi ad unirsi al precedente tracciato TMR - 6,6A, 6B. L'arrivo nel vallone soprastante avviene presso il caratteristico ruscello dalle sponde rossastre (ferrose): procedendo a destra si prosegue per il Palon e per il Bivacco, a sinistra si rientra nel vallone di Cime Bianche. 

Tempistica e salite

Varasc.it è tornato al Bivacco Mariano Comense sabato 22 agosto 2009, proseguendo per il Gran Lac de Tzére. Partiti alle 08.07 da Saint Jacques abbiamo raggiunto il bivacco alle 11.00, ripartendo dopo una pausa per il lago, raggiunto alle 12.10. Durante il percorso si è notato il rifacimento della vetusta e labile segnaletica lungo il sentiero 6C, con numerose e ben visibili frecce gialle. Una di tali frecce suggerisce di superare il piccolo passaggio di arrampicata sottostante il bivacco sulla sinistra, ancorché al centro, come usuale. Tale tratto, in ombra, può spesso rivelarsi ghiacciato; nell'estate 2011, la salita di giovedì 18 agosto non ha evidenziato modifiche sostanziali al percorso, apparso semmai ancor meglio evidenziato.

Varasc.it è tornato al bivacco ed al Gran Lac de Tzére domenica 28 luglio 2013, partendo alle 08.15 dal parcheggio sottostante Saint Jacques e raggiungendo la struttura alle 10.45, il lago alle 11.10. Riparati alle 12.20 al bivacco, sotto la pioggia, siamo ripartiti alle 12.55 raggiungendo in cresta l'alpe Ceuccaz alle 14.15 e Saint Jacques alle 15.10, realizzando un percorso ad anello di 15.8 km.

La salita del 17 agosto 2014 non ha evidenziato alcuna differenza rispetto a quanto riportato, segnalando tuttavia una cospicua presenza di vetri e rifiuti in zona, parzialmente raccolti ove possibile.

La salita del 2 luglio 2018 non ha evidenziato alcun cambiamento rispetto a quanto indicato in questa sezione.

Nota importante (luglio 2014): Proteggi il Vallone delle Cime Bianche grazie al Fondo Ambiente Italiano!

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