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Bivacco
Ulrich Lateltin Posto a 3132 metri di quota sulla parte orientale della cresta a sud della vetta del Testa Grigia, costruito in ferro e lamiere con un interno ligneo, questo bivacco da venti posti letto offre un ottimo riparo in caso di maltempo. E' altresì fruibile come punto d'appoggio per chi intendesse pernottare nel corso dell'ascesa alla Testa Grigia, o semplicemente passare una notte in quota. Si tratta di un bivacco e non di un rifugio: un bivacco è una struttura coperta ma non sorvegliata, che viene quindi affidata al buonsenso degli escursionisti che vi transiteranno. Il gruppo CAI che lo gestisce, quello di Gressoney, chiede il simbolico contributo di tre Euro – da versarsi con bollettino postale, o direttamente in Sezione - a chi vi pernotta. La struttura è aperta tutto l'anno. Il Lateltin, in lamiera grigia e ricurva, può ricordare una grossa tenda ed apparire piuttosto basso di primo acchito, considerando che il sentiero vi giunge lievemente più in alto: in realtà è spazioso e si resta stupiti, accedendovi, nell'osservare i letti a castello sulla sinistra, lo spazio intermedio e perfino la piccola cucina a gas sulla destra. Poco più avanti, in una nicchia esterna sotto le rocce, è custodita una seconda bombola, mentre verso ovest si possono trovare nevai dai quali attingere acqua. Il bivacco poggia su un basamento in pietra e gode di un panorama invidiabile; pochi metri più avanti vi è una croce in memoria di una giovane vittima, troppo sottile per essere scorta con facilità dal basso. E' una struttura dedicata ad Ulrich Lateltin di Gressoney Saint Jean (1899- 1956) e risale al 1950. Il CAI di Gressoney l'ha ammodernata nel 1984. Ai piedi della croce antistante il bivacco, invece, una piccola lapide ricorda il giovane Fabio Cavenago (1972- 1985), di Sulbiate, Milano. Poco dietro al bivacco, e più in alto, si trova un visibilissimo ripetitore; la ricezione per i cellulari, in zona, è ottima. Vai
alla Galleria fotografica Come anticipato, questa struttura si colloca sul percorso verso la sommità della Testa Grigia: le alternative possibili sono due. Si può partire dal Crest, scendere a Cuneaz e guadagnare il Colle Pinter (2776 metri) attraverso il pittoresco vallone di Cuneaz; in questo caso, il sentiero sarà l'11A. Oppure si può raggiungere con la seggiovia l'Alpe Ostafa, da dove parte il sentiero 12 che in poco tempo porta sempre al Colle Pinter. A questo punto, il percorso diviene uno solo: si sale sulla sinistra verso la cresta aerea a sud della Testa Grigia, superando poi un imbuto roccioso piuttosto soggetto alla caduta di roccette e sfasciumi, e si è quindi in cresta. Questa si presenta come un'ampia ed allungata dorsale, appena inclinata sulla sinistra (cioè verso Ayas) e cosparsa di pietrame; non è infrequente avvistarvi degli stambecchi, che spesso stazionano anche sul pendio sotto il bivacco. Il Lateltin, a questo punto, posto alle spalle del viandante: si scorgerà infatti un facile sentiero pianeggiante che, tra grandi rocce rossastre, vi condurrà indietro fino alla sommità orientale della cresta, dove si noterà il ripetitore già visibile da sopra il Colle Pinter. Recenti indicazioni su fondo bianco evidenziano il percorso. Il bivacco è appena più avanti, ma ancora nascosto. Si raccomanda cautela nell'intera zona, oltre alla cura del bivacco stesso - cura che, come malauguratamente notato durante la salita del 25 luglio 2009, può significare semplicemente piegare le proprie coperte.
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