Sergio Luzzatto 

"Partigia. Una storia della Resistenza"

Le Scie Mondadori, Arnoldo Mondadori Editore S.p.A., Milano 2013. Pagine 373, rilegato, formato 24x16 cm. Prezzo: Euro 19,50.

 

 

  

E' purtroppo raro imbattersi, ai giorni nostri, di volumi direttamente inerenti alla storia valdostana e addirittura ayassina che possano vantare un taglio così eminentemente professionale, oltre ad una tiratura e diffusione pressoché nazionale. Partigia, volume dal titolo così incisivo ed immediatamente comprensibile per qualunque cittadino piemontese che abbia vissuto o conosciuto la storia dell'ultimo conflitto, è l'ultimo lavoro firmato dal professor Luzzatto, ordinario di Storia moderna presso l'Università degli Studi di Torino.

Il volume si presenta come un ineccepibile, approfondito e curatissimo saggio di micro-storia, il genere che personalmente mi affascina di più: all'interno del colossale vortice di violenza, crudeltà e caos che fu la Seconda guerra mondiale, l'autore si sofferma con magistrale perizia sulle vicende di un nucleo partigiano della primissima ora. Non si tratta solamente della descrizione certosina di una serie di eventi precisi e cronologicamente circoscritti, né di un testo piacevolmente leggibile, bensì di un vero e proprio "trattato" implicito su come condurre e proporre al pubblico un'indagine storica. Tale nucleo partigiano era in realtà composto da due formazioni: una principale, formata da elementi provenienti da Casale Monferrato ed insediatasi tra Arcesaz e Graines, in Ayas, ed una formazione minore installatasi ad Amay e Frumy, sul lato opposto del vicino Colle di Joux. All'interno della vicenda di questi ragazzi, saliti in montagna e destinati ad incontrare il loro destino in una cupa alba di neve nel dicembre 1943, si intrecciano le storie personali di un italiano illustre, Primo Levi, e di due giovanissimi partigia molto meno noti, fucilati sommariamente poco prima del vasto rastrellamento che avrebbe spazzato via le due formazioni resistenti. 

Mi sono imbattuto in questo titolo del tutto inaspettato nell'ambito di una lunga ricerca personale, un progetto a sua volta focalizzato su vicende simili; ho condiviso buona parte della ricchissima bibliografia vantata dal volume del professor Luzzatto ed indagato per due anni nelle stesse zone. Si tratta del resto di un periodo storico che, tra "luci" di massimo risalto pubblico e "ombre" di avvenimenti tuttora non approfonditi, chiede ed offre tuttora l'attenzione degli storici; un periodo storico sulle cui ceneri è nato il mondo attuale, un tempo recentissimo che chiede ancora la nostra comprensione. Specialmente in montagna, là ove nacquero e spesso morirono le primissime bande, le ingenue e valorose formazioni dei primordi. 

Ho letto Partigia cercando riscontri e conferme con l'occhio del ricercatore, il mio progetto bene in mente; una volta terminato, una volta posati gli appunti, lo rileggerò per pura voluttà, per curiosità e piacere. Perché in esso ho ritrovato valori che condivido e cerco: la profondità di analisi, la passione e la cura che portano a voler spingere sempre un po' più in là il limite estremo cui può giungere un'indagine; il non fermarsi alle rassicuranti conferme di massima dei volumi più noti, la conseguente discesa negli abissi dimenticati degli archivi, la ricerca paziente degli ultimi testimoni, l'onestà morale che obbliga ad offrire al lettore il meglio della propria indagine. Per fornire lo strumento più acuto, sincero e meglio confezionato, al fine di consentire al lettore la creazione di una propria opinione. Tra Casale Monferrato ed il Col de Joux, Amay e Frumy, ai piedi del maniero di Graines o alla Croce Bianca di Arcesaz, la storia narrata da Luzzatto offre all'amante di Ayas un brivido in più; al lettore che vuole ancora oggi capire ed inseguire le trame complesse, e mai veramente nitide dell'ultimo conflitto, questo libro regala una bussola ed una cartografia accurate. Una via sicura tra luoghi e sentieri, rastrellamenti e freddi burocrati saloini, traditori e partigiani, montanari e gente della piana.

Non mi soffermo sui commenti, dotti e firmati da nomi importanti, che hanno accompagnato la pubblicazione di Partigia. Mi limito, con passione e come webmaster di Varasc.it, nonché come autore e ricercatore, a consigliarlo caldamente: chi ama la micro-storia e l'immersione profonda nel cuore di eventi ormai obliati, chi non si sofferma alle macro logiche di imperi ed eserciti, lo apprezzerà sicuramente. 

 

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