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Posto ai piedi del magnifico comprensorio del Ghiacciaio di Verra, lungo l'antica morena laterale della lingua glaciale che un tempo scendeva verso valle, il rifugio Ottorino Mezzalama sorge a 3009 metri di quota, in posizione N45 54.824 E7 45.566. Si tratta di una struttura di ridotte dimensioni, prevalentemente costruita in legno e situata su un provvidenziale spiazzo lungo il filo della morena, ove questa converge contro l'alta sponda rocciosa del Grande di Verra. Il panorama offerto dal luogo vanta la Gobba di Rollin, i Breithorn e la Roccia Nera, oltre al crinale occidentale del Monte Castore ed alla antistante Punta Perazzi. Ma sono soprattutto il vicino Grande Ghiacciaio di Verra con i suoi spettacolari seracchi e, ad est, il Piccolo Ghiacciaio di Verra con la sua maestosa colata ad imporre la loro presenza. Geologicamente parlando, le levigate bastionate rocciose soprastanti il Mezzalama ospitano antichi paragneiss caratterizzati da filoni bianchi ricchi di quarzo, cristalli di tormalina nera e feldspati. Più su, lungo il fronte del ghiacciaio, si trovano anche gneiss granitici formati da cristalli prismatici o lenticolari di feldspato potassico, che derivano da graniti simili a quelli del Monte Bianco. Vai alla Galleria fotografica Rifugio
Mezzalama. Storia e vicissitudini Di
proprietà del CAI di Torino, il rifugio fu costruito nel 1934 con riferimento
al famoso scialpinista Ottorino Mezzalama, su proposta dell'alpinista Pietro
Ghiglione che nel 1927 fece notare la mancanza di un buon punto d'appoggio in
una zona così prodiga di cime ed itinerari. Ottorino Mezzalama era un socio del
CAI e dello Ski Club torinese, vero pioniere del moderno scialpinismo: il 23
febbraio 1931 nel corso della sua traversata sciistica delle Alpi piemontesi
alla Carnia, Mezzalama scomparve sotto una valanga sulle Alpi Breonie presso
Vipiteno, in provincia di Bolzano. Per gli interessati, cenni bibliografici
inerenti ad Ottorino Mezzalama sono stati pubblicati nel numero invernale
2008-2009 della rivista "Carnet Val
d'Ayas".
Il
rifugio venne poi ampliato nel 1987, due anni prima della costruzione del nuovo Rifugio
Guide d'Ayas alle rocce di Lambronecca,
collocato più in alto. Visitato
in ogni stagione estiva da migliaia di escursionisti ed alpinisti, il rifugio
Mezzalama è anche punto nevralgico dell'omonima Skyrace,
maratona d'alta quota che parte da St.
Jacques. Oggi il rifugio dispone di 36 posti letto e risponde al numero
telefonico 0125 307226; è attualmente gestito dalla Piccola Società
Cooperativa "La
Barma des fleurs de glace" a.r.l. di Nus,
Aosta, numero telefonico 0165 767971. Una pagina Web è disponibile
all'indirizzo http://www.rifugioaosta.it/. Salita
al Rifugio Mezzalama La
salita al Mezzalama richiede un dislivello di 1320 metri, con difficoltà E
(escursionistica) fino al Pian di Verra Superiore ed in seguito, per la pendenza
e la tipologia di terreno, EE (escursionisti esperti). Il tempo richiesto è di
3 ore per escursionisti normalmente allenati. Varasc.it ha compiuto numerose
salite e pernottamenti al Mezzalama sin dagli anni Novanta. La partenza avviene
a St. Jacques ove, salendo
oltre l'abitato contiguo di Blanchard posto al culmine della frazione, si
imbocca il sentiero numero 7 raggiungendo in circa 15/20 minuti l'abitato di Fiery
e la bella radura di Beau-Bois, da cui diparte il nuovo Sentiero
Beato Pier Giorgio Frassati. Il
sentiero, dopo una curva a destra nel bosco, torna verso settentrione sfociando
lungo le turbolente acque del "giovane" Evançon nel Pian di Verra
Inferiore, in prossimità di una grande roccia levigata e piramidale. Si prende
quindi la carrabile sterrata che, proseguendo sul lato sinistro del pianoro,
conduce al bivio per il Lago Blu; qui si può
scegliere di voltare a destra superando il torrente su
un ponte di legno, oltre il quale, sulla sinistra, si nota una sorgente
incanalata artificialmente. L'alternativa precedente, invece, consiste nel salire al Pian di Verra Superiore lungo la vecchia poderale. La strada si dipana con svariati tornanti, ampia e percorsa in entrambi i sensi da jeep, motociclette, bici e perfino camion; è bene prestare attenzione al traffico che, per quanto rado, è spesso mascherato dal ruggito dei due torrenti che lambiscono i lati estremi della strada, a destra e sinistra. Ci si inoltra nel territorio del Pian di Verra Superiore, a circa 2300 metri di quota; a sinistra s'innalza la dorsale erbosa della morena, un tempo percorribile per intero ed oggi a tratti molto erosa. Un lungo e panoramico rettilineo premette alcuni gradini in pietra, adagiati lungo il brusco rialzo del pendio erboso ai piedi della già citata palina della segnaletica con gradini; da questo punto in poi hanno avuto luogo importanti lavori di riqualifica del sentiero, in occasione della Mezzalama Skyrace del 23 luglio 2006. Si
può dividere il resto del percorso in tre parti ben distinte. Nella prima, il
sentiero 7 s'innalza con improvvisa pendenza, fino a sormontare il primo
rilievo, in una zona di grandi massi isolati. Dopo questo breve tratto
pianeggiante il viottolo, sempre ben evidente e marcato, accede al secondo
tratto tornando a salire a mezza costa, sul lato destro ed orientale del filo di
cresta. La traccia mantiene invariato il fondo in terra battuta, restando
agevole ed ampia salvo che in un breve tratto particolarmente sabbioso, sempre
sul lato destro della cresta morenica; da questo punto, volgendosi verso destra
nel senso di marcia in salita, si può notare un laghetto effimero di origine
glaciale adagiato su un pianoro a pietraia, poco più in basso. Superato il
tratto sabbioso e sdrucciolevole si accede ad un ristretto spazio erboso e
pianeggiante, spesso popolato da stambecchi; alcuni massi si alzano sulla
sinistra, verso il bordo della morena. Qui inizia il terzo ed ultimo tratto del
percorso, familiarmente noto come "ammazzacristiani" per
l'improvviso cambiamento che sottopone al viandante: la pendenza aumenta
improvvisamente, il fondo diviene più sassoso, la via più stretta. Tuttavia,
il 7 rimane ben evidente grazie alla notevole frequentazione, rimontando infine
l'ultimo dosso e tornando orizzontale a pochi metri dal rifugio, consentendo
quindi un arrivo spettacolare e particolarmente fotogenico. Per meglio illustrare la ripartizione tempistica dell'itinerario, ecco i dati registrati il 5 luglio 2004: partendo da St. Jacques alle 7.00, toccando Fiery alle 7.20, ho raggiunto il rifugio alle 11.10. In alternativa, si propone la salita dell'11 luglio 2009, con partenza alle 06.50 da Saint Jacques; raggiungendo alle 7.45 l'inizio del sentiero 7 al Pian di Verra Superiore, sono arrivato al rifugio Mezzalama alle 9.00. In tale occasione si è notato come la prosecuzione del sentiero, fino al soprastante Grande Ghiacciaio di Verra, sia stata eccellentemente segnalata con nuovi ed abbondanti segni gialli, ben evidenti anche di sera o con scarsa visibilità. Varasc.it è tornato al rifugio Mezzalama ed al Ghiacciaio di Verra domenica 18 luglio 2010, partendo da Saint Jacques alle 06.45 e raggiungendo il Pian Inferiore alle 07.20, il Lago Blu alle 7.45, il rifugio Mezzalama alle 09.30. Ripartito alle 10.10, ho raggiunto le "rocce rosse" ed il Ghiacciaio di Verra alle 10.35, notando le cattive condizioni del ghiacciaio immediatamente antistante. Si segnala che le paline a Saint Jacques attribuiscono 04.45 ore per il rifugio Mezzalama (!) e 3 ore dal Pian di Verra, salvo tornare ad attribuire 4 ore al bivio per il Lago Blu (!). Il Mezzalama è attualmente gestito in modo esemplare. Vai alla Galleria fotografica
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