|
Colle Chasten Posto a 2549 metri, il colle Chasten è situato lungo la cresta intervalliva Ayas- Gressoney, a sud del Monte Nery (3075) ed a nord del monte Voghel (2925), bella cima salita da Varasc.it il 15 agosto 2009. E' situato dunque nella bassa Val d'Ayas, al termine del profondo vallone di Chasten, soprastante (ad oriente) Challand- Saint- Anselme (1030). Ad oriente, il vallone di Stolen o di Burine declina alla volta dei 953 metri di Issime. Nel 1928, l'abbé Louis Bonin parlò dell'allora esistente ghiacciaio di Chasten, punto focale di leggende e "voci" da parte del peuple superstitieux. Lo scorse anche Eugenio Fasana dalla vetta della Torché, come pubblicato nel volume "Il Monte Rosa. Vicende uomini e imprese" del 1931, definendolo (...) piccola reliquia glaciale. Il commento di Bonin, del resto, ben si abbina all'inquietante significato del verbo inglese To chasten, ovvero castigare, correggere castigando, punire, ma anche frenare o limitare, purificare. Non sussitono al momento - ottobre 2009 - altre informazioni dedicate alla toponomastica di questo valico. Si tratta ad ogni modo di un'area appartata e selvaggia, sprovvista
di strada carrabile oltre ai 1400 metri; al disopra di tale quota, si
incontrano numerosi alpeggi e ruderi di malghe, provvisti di un sentiero
visibile ancorché poco frequentato fino a circa 1900 metri (ruderi). Da
questa quota sono stati individuati due differenti percorsi di salita al
valico, illustrati nella presente relazione: è tuttavia necessario
specificare che entrambi presentano frequenti tratti privi di
segnaletica e di traccia, rendendo incerta la progressione. La difficoltà
è valutabile in EE, tuttavia la citata assenza di traccia, la lunghezza
del percorso, la sporadicità delle sorgenti e la presenza di estese
pietraie rende questo itinerario consigliabile ai soli escursionisti
esperti, allenati e motivati, capaci di affrontare lunghe escursioni in
ambienti pressoché selvaggi, in completa autonomia. Il dislivello è di
1500 metri; si sconsiglia la partecipazione di bambini. Il tempo
necessario è di 4.30- 5.00 ore per la salita, 3.00 per la discesa. Vai
alla Galleria fotografica - Vai a GPS Come premesso, vi sono due itinerari per il
Colle Chasten: verrà innanzitutto illustrato l'avvicinamento ai due
possibili percorsi. Avvicinamento La partenza avviene dai 1041 metri di Tollegnaz
(N45 43.137 E7 45.003), frazione di Challand-
Saint- Anselme raggiungibile
dalla SS 506 da N (via Torrettaz - Allesaz 1120) e da S (Tilly 976). A
Tollegnaz è possibile trovare acqua nel doppio lavatoio coperto, alle
cui spalle parte la mulattiera dotata di staccionata lignea che dopo
soli cento metri sale alla carrabile per il vallone di Chasten.
All'inizio di tale mulattiera incontriamo subito una freccia gialla, in
basso a destra. Una volta sulla carrabile (sent.2), con l'Avic alla
propria destra, incontriamo alla nostra sinistra due paline gialle
inerenti a Tollegnaz e all'hameau Moulaz. Intorno ai 1130 metri
la carrabile curva verso est accedendo al boscoso tratto inferiore del
vallone, incontrando quindi sulla destra la deviazione n. 10 -con palina
gialla- per l'alpe Leuria (1584). Dopo venti minuti di cammino la
carrabile passa sul lato destro (per chi sale; sinistra orografica) del
vallone mediante un ponte di legno, posto a N45 42.948 E7 45.850. Un
altro quarto d'ora di cammino porta al secondo ponte, a quota 1425 metri
(N45 42.845 E7 46.218) dove, dopo un'ampia piazzola, la strada -almeno
fino all'agosto 2007, visti i lavori in corso- si interrompe. Oltre il
ponte, sulla sinistra di chi sale (lato orografico destro) inizia il
sentiero 2 (EE), visibile ma poco frequentato e quindi invaso dal
sottobosco, spesso attraversato da acqua stagnante. Si risale
agevolmente fino ai 1500 metri dell'alpe Grün (N45 42.914 E7 46.339),
preceduta sulla destra dalla lapide in memoria di Dufour Annetta
(deceduta nel 1944). Grün è costituita da poche malghe sulla sinistra
del sentiero: qui troviamo il bivio tra i sentieri 2 ed 1B per l'Alpe
Moulaz (1885, N45 43.500 E7 46.088, sulla sinistra). Prendiamo
ovviamente a destra (n.2) e continuiamo nel bosco fino all'alpe Seuc
(1565, N45 42.892 E7 46.444). L'alpe è composta da quattro case e da un
rudere, più una struttura in costruzione, con tanto di canale
sopraelevato per l'irrigazione. Seuc è posta su un pianoro assolato dal
quale si vede per la prima volta il Colle Chasten e fornita di acqua in
un tronco di legno scavato ad est delle case. Da qui il sentiero punta
verso est in maniera abbastanza rettilinea, rientrando nel bosco, tra i
larici. Intorno ai 1600 metri il sentiero supera un vecchio tronco
scavato sulla sinistra e quindi esce all'aperto attraversando una prima
frana, frammista ad erba, proveniente da N (da sinistra, per chi sale).
Poco oltre, a circa 1625 metri, si incontra una seconda e similare
frana, con frecce gialle. Intorno ai 1680 metri si supera sulla sinistra
una evidente e bella cascata, giungendo quindi a valicare sui sassi un
ruscello effimero (diverso dal torrente che forma la suddetta cascata).
Subito dopo si arriva ad una costruzione a due piani caratterizzata dai
supporti metallici rossi della ringhiera superiore: si tratta dell'alpe
Pra Baluard (1721, N45 42.672 E7 47.032), ai cui piedi c'è una freccia
gialla e, subito oltre, una seconda casetta. Le tracce di sentiero
portano quindi, intorno ai 1800 metri, ad un falsopiano soleggiato e
circondato da fitte sterpaglie di ontani, che ostacolano la progressione
e favoriscono lo smarrimento del percorso. Qui si trovano saltuari
ometti, mentre più oltre e verso est si scorge una seconda cascata.
Seguendo gli ometti con molta attenzione raggiungiamo i poco visibili
ruderi (A. La Sort, 1941, N45 42.487 E7 47.254)di un altro alpeggio,
posti alla nostra destra in campo aperto: qui troviamo frecce gialle, la
scritta "Colle Chasten" nel medesimo colore, ed altra antica
segnaletica non più interpretabile. Qui, anche se invisibile, è
situato il punto nevralgico dell'intera escursione, il bivio che offre
la scelta tra i due itinerari che andiamo ad illustrare, lasciandone la
scelta alla discrezione dell'escursionista. Primo itinerario - Via N
al Colle Chasten Dalla scritta gialla "Colle Chasten"
(ruderi La Sort) si procede sul prato verso est, in direzione del colle
stesso: ci troviamo infatti sulle soglie dell'ampia conca culminante nel
valico. Alla nostra sinistra ed in alto (ENE) vediamo il Mont Nery o
Becca Frudiera, a NE la P.ta Soleron (2887), la Becca
Torché (3016) e la Vlou (3032) a S, il Voghel (2925) a SE.
Raggiungiamo con qualche metro di sentiero lastricato un alpeggio
diroccato visibile dal bivio e posto a quota 1981 metri (N45 42.544 E7
47.418), dal quale si comincia a salire verso N (sinistra) alla volta
del gradino superiore della conca, che ci porterà al passo. Dietro
all'alpeggio, ad est, si traversa un pascolo con ometti visibili,
valicando un ruscello e salendo a N, a sinistra, lungo ripidi pendii
erbosi pressoché privi di segnaletica: incontriamo un ultimo ometto,
dipinto di giallo, sopra i 2100 metri. Si procede nell'erba alta verso
ENE fino ad una vastissima pietraia preceduta dai ruderi, poco visibili
poiché mimetizzati, dell'alpe Pera Piccolla (2244, N45 42.544 E7
47.418), posta sotto ad una grossa roccia grigia. Subito oltre si
traversa la pietraia su un tratto di sentiero lastricato con frecce e,
fino all'agosto 2007, un tubo nero in PVC, in presenza di un rivolo
d'acqua. Continuiamo in direzione SE, genericamente verso il colle, con
saltuari ometti su rocce, tra i gineprai sempre più diffusi. A questo
punto, una ripida forra ci obbliga a salire faticosamente verso NE, alla
nostra sinistra, tra alcuni grandi massi isolati, su erba. Qui si perde
ogni traccia ed ogni segnaletica, riprendendola solo sugli ultimi poggi
soprastanti che precedono l'ampia pietraia ai piedi del colle: il
semicerchio si chiude rientrando verso destra (SE) sotto la bastionata
rocciosa a guardia del valico, sua unica apertura. Sotto al colle, a
quota 2450 circa, saliscendi erbosi immettono all'erto cono detritico
che si affronta da N (sinistra) con qualche segno giallo superstite
sulla parete rocciosa. I massi sono alquanto instabili, frammisti a
sfasciumi minori: è necessario cautelarsi per non smuovere l'abbondante
materiale detritico. Il colle (2549, N45 42.335 E7 48.542) si rivela
sorprendentemente stretto e panoramico, immediatamente declinante verso
oriente; la vista è notevole, permettendo di scorgere perfino la
lontana pianura lombardo- piemontese, mentre esattamente ad ovest si
vede la Testa Comagna (2099). La discesa
avviene per il medesimo itinerario, prestando cautela alla pietraia,
oppure verso S lungo il secondo percorso. Vai
alla Galleria fotografica - Vai a GPS Secondo itinerario - Via S
al Colle Chasten Dal bivio con la scritta gialla "Colle
Chasten" (ruderi La Sort), si procede verso S alla volta di una
vasta macchia di ginepri che cela il sentiero, quasi scomparso ma
percorribile, per il tramail (ultimo alpeggio) dell'alpe Merendiù
Alta (2190, N45 42.138 E7 47.269): vi si giunge con ripidi tornanti
invasi dalla vegetazione, segnalati da qualche saltuario ometto e da
frecce gialle visibili solo nelle immediate vicinanze. L'alpe è posta
infatti sul gradino superiore della conca, come -sul versante opposto-
l'alpe Pera Piccolla: invisibile dal basso, è composta da tre basse
costruzioni ammodernate e da un curioso bivacco a botte dipinto di
verde. Qui, almeno nell'estate 2007, era disponibile una fontana; nei
pressi (a N) scorre un rivolo. Da qui si procede su saliscendi erbosi
frammisti a massi interrati in direzione E, con modesto guadagno di
quota, chiudendo il semicerchio alla volta del valico: la pietraia alla
base del Colle Chasten risulta visibile sin da lontano, permettendone la
salita. Tempistica Ecco i dati relativi alla prima escursione di
Varasc.it al Colle Chasten, mercoledì primo agosto 2007: è tuttavia
necessario precisare che, a causa del carattere esplorativo della
salita, i tempi qui elencati saranno suscettibili di ridimensionamento.
Partiti alle ore 09.16 da Tollegnaz, siamo giunti al primo ponte alle
10.10, a Grün alle 10.17, 10.37 a Seuc. Dopo un errore che ci è
costato un'ora e mezza di tempo, siamo risaliti a Seuc alle 12.10,
ripartendone alle 12.22. Alle 12.48 eravamo all'alpe Pra Baluard,
pranzando alle 13.30 ai ruderi di La Sort. Ripartiti alle 13.52, alle
14.07 eravamo all'alpeggio quota 1981, a Pera Piccolla alle 14.59, 16.10
al colle. Ripartiti alle 16.30, siamo giunti a Merendiù alle 17.21,
rientrando a Pra Baluard alle 18.10. Diciassette minuti dopo eravamo a
Seuc, alle 18.42 al ponte (1400 circa) ed a Tollegnaz per le 19.15.
Nota importante all'uso
del GPS allegato: Come si evince dalla
tempistica, la Via N al Colle Chasten è stata percorsa in salita, la
Via S in discesa. Utilizzando le apposite funzioni dei ricevitori GPS,
tuttavia, è possibile percorrerle in senso inverso, avendo cura dei
possibili errori di localizzazione eventualmente avvenuti durante la
registrazione. Nota toponomastica, gennaio 2009: secondo Mario Aldrovandi (1969), il pianoro sottostante l'alpe Méréndiù sarebbe stato chiamato, anticamente, Pian Molinet. |