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Testa Comagna
Posta a sudest del Colle
di Joux (1640) a 2099 metri di quota ed a N45 44.679 E7 43.344, la Testa Comagna chiude l'alta Val
d'Ayas continuando la cresta intervalliva proveniente dal monte Zerbion
(2722) e separando la zona di Brusson ed Arcesaz dal comune di Emarese.
Boscosa ed arrotondata, la Testa Comagna precede la Cima
Botta e nasconde una storia geologica
antichissima: sotto di essa corre una faglia oligocenica risalente a
circa 30 milioni di anni fa, proveniente da Aosta ed estesa fino al
Colle della Ranzola. Questa faglia ha portato in superficie elementi
appartenenti alla falda del Monte Rosa, quali graniti di gneiss e di
quarzo aurifero. Nella preistoria di Ayas, la Testa Comagna resistette
inoltre alla violenta pressione dell'immenso Ghiacciaio dell'Evançon,
venendo plasmata nella sua forma attuale e modellando la Val d'Ayas in
una decisa strettoia in corrispondenza del millenario
maniero di Graines. Dopo questo ostacolo, il ghiacciaio dell'Evançon
ricadeva su Arcesaz, occupando anche la zona di Challant. Non solo: in
varie epoche, lo stesso Ghiacciaio
Balteo risalì verso la valle di Challant, specialmente nella grande
glaciazione di Wurm, risalente a 75000- 10000 anni or sono, quando
sommerse Brusson attraverso il Colle di Joux. Un po' di storia Nel 1899, l'abbé Amé Gorret e Giovanni Varale descrissero la Testa di Comagna nell'opera Guida illustrata della Valle di Challant o d'Ayas. Dal colle si penetra a destra nella folta foresta, scegliendo il passaggio più ovvio ed acconcio, non potendosi in essa indicare alcun sentiero ben segnato, nè essendo possibile, d'altronde, smarrire la giusta direzione, purchè si prosegua sempre in salita per un'orma d'erto sentiero, appena tracciato, che sale dentro un canalone e nel fitto della foresta. Nel 1928, l’abbé Louis Bonin fornì svariati aneddoti storici riguardanti la zona della Comagna ed i suoi boschi. (…) Aux époques orageuses du moyen-âge, en temps d’invasions, on tenait là-haut un piquet de soldats dont la mission était d’allumer de grands feux, pour donner l’alarme, quand l’ennemi s’approchait. Non solo: alla voce Grands-Bringues egli specificò Forêt de mélèzes de grande dimension, située à la base de Comagne. C’est là qu’on voit la fameuse Borna des Cristaux, espèce de galerie longue de 7 à 8 m., où l’on a dû faire autr. un essai d’exploitation d’un filon de quarz. Il dotto sacerdote, autore di una delle prime guide turistiche, escursionistiche ed alpinistiche della Vallée de Challand, conosceva profondamente la terra di Brusson. Egli aggiunse infatti, alla voce Kiombes, questa precisazione: On désigne ainsi le terrain qui s’étend au bas de Comagne, sur la r. d. de l’Evançon et vers lequel tombent de nombreuses avalanches (en pat. Kiombe). Affascinante, da un punto di vista archeologico, la conclusione: (…) Dernièrement, en pratiquant des excavations pour le Canal de la Breda, on y a trouvé des ossements humains, un crâne, etc. Infine, due parole lievemente ironiche sul celebre Homme de Comagne: Espèce de gendarme rocheux qui se dresse sur un contrefort de Comagne, en direction W. d’Artsésa. La légende raconte que, dans les claires nuits lunaires, l’Homme de Comagne a l’air de s’entendre (platoniquement sans doute), à travers les silences sidéraux, avec la Femme de Bringuetz, autre bloc de pierre ayant l’apparence d’une femme, situé en face, à quelques Km. de distance sur l’épaule de la Becca de Guà. Infine, nel 1931, Eugenio Fasana citò questa cima in merito alle manovre militari del Battaglione Alpino Morbegno, tenutesi nel lontano 1907, nelle pagine de "Il Monte Rosa. Vicende uomini e imprese". Vai alla Galleria fotografica - Vai a GPSGli itinerari di salita sono molteplici. La Testa Comagna è raggiungibile dai 1616 metri del Colle Tzécore, Zuccore o Tzecore, procedendo in direzione N (sentiero 5, diff.E, 1.30). Alternativamente si può salire in cima a questa panoramicissima vetta dal Colle di Joux in un'ora e quarantacinque minuti, prestando tuttavia attenzione alla mancanza di segnaletica lungo il percorso. In entrambi i casi, la Comagna si conferma come meta eccezionalmente panoramica, adatta per una salita di media difficoltà. Primo itinerario: salita dal Colle di Joux Dal
parcheggio del Colle, sul lato ayassino (comune di Brusson) si cammina
brevemente lungo la strada fino al cartello che segnala sia il passo che
l'entrata nel comune di Saint Vincent, sul lato sinistro della
carreggiata. Proprio prima del cartello inizia la poderale per Somarese,
segnalata da due paline montate sul palo delle autolinee SAVDA, con
dicitura "1B" per Colle Tzécore
e Testa Comagna; sotto la
carreggiata, in questo punto, scorre un ruscello. Per quanto concerne la
tempistica, ecco i dati registrati nel corso dell'escursione di
Varasc.it di sabato 26 agosto 2006, salita volta a "decifrare"
i numerosi sentieri della Comagna per individuarne l'accesso migliore. L'escursione del 15 marzo 2008, con neve residua e molto ghiaccio sul sentiero 1B, ha visto la partenza alle 08.50, l'arrivo in vetta alle 10.45. Rientro alle 12.35, ritorno al Colle di Joux, per le 13.45. Si raccomanda attenzione in caso di ghiaccio, sui tratti più ripidi del sentiero. Secondo itinerario: salita dal Colle Tzecore o Zuccore Dal Colle Tzécore (ampio valico posto, come anticipato, a 1616 metri e N45 43.674 E7 43.140) si prende il sentiero numero 5 (paline gialle nel prato a N del colle) che sale in vetta in 1.30 h., difficoltà E. Il tracciato, ben visibile, sale nel bosco in moderata pendenza, ampio e segnalato con vernice gialla (segnalazione RR, con freccia, sul lato sinistra). Si incontrano anche numerosi cartelli bianchi con dicitura "Zona speciale di divieto di caccia alla coturnice", sugli alberi. Si procede fino ad un poggio panoramico, q. 1996 ca., con notevole vista ad oriente; da qui si piega verso sinistra, uscendo dalla fascia alberata ed incontrando solamente bassi pinastri e qualche larice isolato, fino al monumento di vetta. Dal poggio panoramico di quota 1996 m. si può piegare a destra, brevemente, fino ad accedere ad un'elevazione (1992 m., N45 44.305 E7 43.703) che permette una bella veduta del fondovalle; la roccia esposta è marcata 2 - 3 - 1 - 9. La dicotomia delle quote riportate sulle carte e nel corso del rilevamento GPS del 9 febbraio 2008 non consente di indicarla con certezza come la Punta Tzecore o Zuccore. La salita è stata ripetuta sabato 02 gennaio 2010, in presenza di forte vento da ovest che ha portato un sensibile effetto wind-chill. Partiti alle ore 08.11 dal Colle Tzécore, abbiamo raggiunto la vetta della Comagna alle 09.14, ripartendone alle 09.30 e rientrando al valico alle 10.11.
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