Cime Bianche 

 

Le Cime Bianche sorgono in fondo al vallone di Courtod o di Cime Bianche, lungo lo spartiacque tra Ayas e Valtournenche. La Gran Sometta è la punta settentrionale, il Bec Carré quella centrale, la Pointe Sud la più meridionale. 

Le Cime Bianche sono composte da rari affioramenti calcarei risalenti al Triassico, l'era più lontana del Mesozoico, e sono paragonabili alle famose Dolomiti. Contengono anche gli unici fossili trovati in Valle d'Aosta, dei rari coralli; queste rocce, dal colore chiaro, risaltano molto sui calcescisti e sulle rocce ofiolitiche circostanti, per cui sono molto visibili. Il sentiero proposto sale lungo pascoli erbosi, valicando frequenti ruscelli e torrenti fino ai bellissimi Laghi delle Cime Bianche che preludono all'ultima salita prima del Colle Inferiore delle Cime Bianche. Non vi sono salite estenuanti, bensì lunghi tratti semipianeggianti intervallati da dislivelli progressivi, simili a continui altopiani. Questo percorso ha anche un'importante storia. Un tempo, da Verrès e dal fondovalle ayassino salivano lungo questa strada i mercanti che andavano a commerciare riso, stoffa, pietra ollare con il Vallese, tra il XII ed il XVI secolo. Veniva anche importato bestiame. Nel 1650, una piccola era glaciale pose fine a questi fiorenti traffici, chiudendo Ayas al Nord.

Varasc.it è tornato in zona nell'estate 2007, ma ecco il resoconto esemplificativo dell'ascensione effettuata da Varasc.it sabato 30 luglio 2005. Per le modifiche accorse durante il 2007 nella zona dei due Colli di Cime Bianche, si veda il volume Le Vette della Val d'Ayas, aggiornato al 2008. 

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Partito alle 09.26 da Blanchard, il paese soprastante St.Jacques, ho raggiunto con bel tempo Fiery alle 09.41. Il percorso è, inizialmente, similare a quello necessario per salire al Bivacco Città di Mariano: tuttavia si supera il bivio per il bivacco continuando dritti, fino a raggiungere l'apparente testata della valletta, dove sorgono alcune strutture abbandonate. In particolare, la piccola baita meglio conservata presenta un sicuro punto di riferimento al viandante: un curioso cartello giallo, molto vistoso, che ci avverte di prestare attenzione al CANCELLO COMANDATO ELETTRICAMENTE (V. Nota a piè di pagina). La casetta risale al 1910 ed è stata raggiunta alle ore 11.20. A sinistra sorge un piccolo colle, attraversato da un torrentello, che si valica seguendo i frequenti segnali gialli presenti sul sentiero. Dopo un'altra monotona successione di pianori erbosi e salitelle, si raggiunge alle 12.34 il primo bacino lacustre, di un blu intenso. Si valica l'emissario su comodi sassi (segnali) risalendo l'erto dosso roccioso ed erboso a W del primo lago, il minore. Il lago successivo, più vasto, è il Gran Lago delle Cime Bianche, dove si tiene la " regata più alta del mondo". La ricezione dei cellulari, vista forse la vicinanza con Cervinia, è ottima. Salendo scopriamo in realtà la presenza di tre laghi, uno molto più elevato degli altri, alla loro destra (il Lac de la Pointe de Rollin). 

Alle 13.05, giunti ad attraversare la seggiovia del Colle Inferiore delle Cime Bianche, ci ritroviamo in un paesaggio lunare: immensi pianori sassosi, detriti metallici e vetrosi, assenza di vegetazione, eccettuate poche margherite. Davanti e sotto di noi si stende la valle del Breuil, con Cervinia e la sua diga artificiale. Sulla destra, il Plateau Rosa, già visto a fine giugno 2005 durante la salita al Breithorn Occidentale. Alla nostra sinistra, una breve cresta di detriti. Partiti alle 13.30 con buon slancio, arriviamo in vetta entro le 13.35, dopo una facile salita dove sussisteva il rischio di smuovere schegge di roccia; data l'esposizione, è forse corretto tenere i bambini per mano, nell'ultimo tratto. In vetta troviamo un piccolo e sbiadito cippo con i punti cardinali e, sotto, una lapide che ne reca i colli e le vette visibili a 360°; una "meridiana" dovrebbe indicarli.  Alla nostra sinistra ed alle nostre spalle, la Grand Sommettaz, e più dietro ancora, il Bec Carré, ormai invasi dalle nuvole. Scendiamo alle 14.00 , tornando alle 14.20 ai laghi. Per le 15.10 siamo alla casetta con il cartello giallo infisso sull'architrave della porta, per le 17.00 a St.Jacques, dopo una buona pausa.  

Nuovo tracciato di avvicinamento, estate 2007

Lungo il tratto inferiore del TMR per le Cime Bianche e, inizialmente, per il Bivacco Città di Mariano, si segnala una variazione: appena oltre Fiery (N45 52.177 E7 43.708) è infatti stato realizzato l'ottimo sentiero che risale il valloncello di Tzére, accedendo innanzitutto al bosco retrostante la pensione Bellavista. Qui si alza descrivendo un'ampia curva sulla destra, panoramica sulla bella cascata proveniente da Tzére e dal lago omonimo: si passa sotto una evidente parete rocciosa nera, con alcuni nomi incisi in giallo, raggiungendo una bella terrazza panoramica con tanto di panchina e staccionata. Appena oltre il sentiero, recentemente messo in sicurezza, si inerpica sul lato destro (per chi sale) della cascata, con gradini e tubi blu in polietilene corrugato, atti a contenere eventuali tracimazioni. Appena sopra si accede, dopo gli ultimi alberi, al valloncello di Tzére: il sentiero corre sulla destra del pianoro e del torrente, con frequenti innesti di pietrame nei punti più cedevoli, in piano. Si arriva ad un ponticello in legname chiaro (N45 52.963 E7 43.307), con una unica balaustra sul lato a monte: da qui si scorge una bella vista del Palon di Tzére (N45 53.603 E7 42.785) e del Bivacco Mariano. I segni gialli - frecce e TMR- sono frequenti. Oltre il ponte, si piega a sinistra sotto alte pareti nere, risalendo poi di fianco ad un ruscello: si sorpassa una curiosa roccia grigia emergente dall'erba come un dente lungo e dotato di sperone, salendo poi ad unirsi al precedente tracciato TMR - 6,6A, 6B. L'arrivo nel vallone soprastante avviene presso il caratteristico ruscello dalle sponde rossastre (ferrose): procedendo a destra si prosegue per il Palon e per il Bivacco, a sinistra si rientra nel vallone di Cime Bianche. 

Nota del settembre 2008: il citato cartello dell'alpe Mase è scomparso. 

 

 

 

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