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Colle e Corno Bussola
Meta importante e sensibilmente gratificante, il Corno Bussola – o Mont de Bussolaz- si presenta come una vetta posta nel centro della Val d'Ayas, in posizione dominante, e – grazie ai suoi 3023 metri di quota- assolutamente panoramica. Nel 1928, l'abbé Louis Bonin precisò che il colle è posto (...) entre les deux fourchettes de Machemin et le Corno Bussola, mentre la vetta omonima deriverebbe il proprio toponimo dalla (...) forme arrondie et massive qu'offre sa pointe culminante. Collocato tra i 2822 metri della Pointe de Mascognaz ed i
2817 della Pointe du Lac, il Bussola
sovrasta l'alto vallone di Mascognaz
da un lato e, sul versante meridionale, la bellissima regione dei laghi
di Palasina. Il versante che dal Corno Bussola corre alla Punta
Piure è formato da rocce d'origine giurassica, risalenti
all'antico oceano della Tetide, la cui espansione cessò nel Cretaceo
per soccombere definitivamente in epoca Terziaria alle spinta
convergente della zolla africana e della zolla europea. In questa
concentrazione di rocce
ofiolitiche prevalgono i basalti metamorfici, a parte un
affioramento di gneiss granitoidi d'origine africana, a sinistra della
Punta Piure. Vai
alla Galleria fotografica Per quanto
concerne il primo itinerario, Varasc.it ha raggiunto la vetta del Corno
Bussola sabato 19 novembre 2005, grazie alle ottime condizioni
meteorologiche ed alla quasi completa assenza di manto nevoso. Eccovi la
relazione della salita, mediante la quale verranno illustrate le
caratteristiche dell'avvicinamento a questa importante vetta. Partiti
alle ore 08.49 dal parcheggio di Estoul con un tempo perfetto ed una
temperatura mantenutasi coscienziosamente sottozero per l'intera
giornata, abbiamo risalito la carrabile verso i 2009 metri di Chanlossere.
Addentrandoci nell'ombra del vallone retrostante lungo la bella
carrabile superiore, resi dinamici dalla temperatura, abbiamo raggiunto
alle ore 09.57 il cartello che, ormai in vista dell'ARP,
segnala il bivio tra quest'ultimo ed il comprensorio lacustre dei
Palasina. Prendendo ovviamente la deviazione sulla sinistra e varcando
il ghiacciato Torrent de Messuère, abbiamo raggiunto prima l'alpe
Palasina e quindi, alle ore 10.48, i 2486 metri di quota del Lac de la
Bataille, o Lago Battaglia, constatando l'assoluta mancanza di neve sia
nel canale d'accesso che sulle rive. Nel canalino, in particolare,
facevano bella mostra di sé straordinari Swarowski di ghiaccio
traslucido. Un cambiamento netto rispetto all'ascensione del 16 ottobre
2005, che aveva mostrato molta più neve. Accompagnati dagli echi dell'antica
storia di questi laghi, oltre che da inquietanti rumori non
identificati (probabilmente, la fuga di sacche d'aria dal ghiaccio in
formazione sull'acqua, che produceva suoni prolungati simili a barriti
antidiluviani), abbiamo proceduto verso il Bussola, ormai visibile. Ci
siamo cioè tenuti sulla riva destra del Battaglia, passando in piano
nel punto in cui pochi metri di terra separano il Battaglia
dal Lac Vert, alla sua destra, e continuando a salire verso nord-ovest.
Una breve salita ci ha portati ai 2518 metri del Lac de la Pocia, che
visto dall'alto diviene quasi impossibile da distinguersi dal
sottostante Battaglia, in un panorama semplicemente indescrivibile. Qui
parte il sentiero 3C che continuava a salire, ben marcato e battuto, tra
l'erba secca. All'improvviso, ecco l'imprevisto: un insolito incontro
con un palloncino segnaletico, lanciato da Basilea ed intrappolato nel
ghiaccio di un ruscello dopo un ragguardevole percorso aereo al di sopra
delle massime elevazioni delle Alpi di confine, per non parlare di
Solothurn, dell'intero Emmental, dell'Oberland Bernese e delle Berner
Alpen, sorvolando poi l'antico Vallese e le Pennine per finire lungo la
curva gentile di un lago ayassino. Le poche ore di luce disponibili in
novembre ed il freddo pungente non ci hanno permesso troppa
contemplazione del sito dell'atterraggio, in cui magari avremmo reperito
altri dettagli sul nostro valente trasvolatore: forte della compagnia di
un nuovo partecipante, la nostra escursione è rapidamente proseguita
alla volta del caratteristico Lac Long, a 2633 metri di quota. Il lago
in questione fa fede al proprio nome: profondamente incassato, si supera
sulla sinistra, mentre il sentiero si tiene ad alcune decine di metri
sopra al lago, in un vero traverso alla volta del Colle Bussola. Proprio
questo traverso è uno dei punti potenzialmente più delicati
dell'intera impresa: essendo l'intero declivio esposto a nord e
raramente assolato, abbiamo incontrato un esteso nevaio che, da poco
prima del Lac Long, ci ha accompagnati fino al Colle antistante. Il
nevaio si traversa circa a metà della sua altezza, mentre il sentiero
3C alterna lunghi tratti in piano a brevi salite e discese: la neve era
comunque solida e facile da scalinare, tenendo ben presente la
possibilità di smottamenti a causa della forte pendenza sovrastante il
sentiero. Il ripido pendio alla nostra destra, completamente imbiancato,
formava un ampio imbuto che ricadeva senza interruzione nelle acque
scure del Lac Long, sotto e dietro di noi. Ovviamente, in periodo
estivo, la mancanza di neve priverebbe questo traverso di qualsiasi
difficoltà oggettiva, essendo ben battuto e relativamente sgombro dai
minuti sfasciumi del pendio. Vai
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Vai a GPS Abbandoniamo il
traverso salendo dietro ad una piccola elevazione, mentre il sentiero
riprende a salire parallelo al Lac Long, non più visibile alla nostra
destra. La direzione è intuitiva, impossibile sbagliare. Alle 12.19
siamo arrivati al Colle Bussola, preannunciato da una sgradita raffica
improvvisa di.. messaggi sul telefono: infatti il Colle è perfettamente
coperto, a causa della sua posizione. Ci accoglie un grosso stambecco
maschio, dalle corna imponenti, che discende precipitoso la pietraia
sottostante. Il Colle consiste in un affascinante balcone dal quale la
visuale si spalanca sulla valle centrale: scorgiamo prima di tutto il
lontano Monte Bianco, poi la sagoma inconfondibile della Testa
Comagna e dello Zerbion,
ed ancora più in basso, Extrapieraz; sotto al valico nasce il Torrent
Fornolles, che molto più in basso sfocia nell'Evançon. Ci sovvengono antiche leggende su
quest'abitato: un tempo sorgeva sulla destra della strada, sotto i
boschi di Court, quando una frana catastrofica annientò l'intero
paesino. Questo venne ricostruito fuori tiro, nell'attuale posizione,
"fuori dalle pietre". Un'altra leggenda vorrebbe che gli antichi
Salassi, pressati dalle legioni romane decise ad estirpare il
"problema" dai valichi alpini, avessero voluto costruire un
immenso ponte privo di sostegni, dalle pendici del Bussola alla Testa
Comagna, per bersagliare i nemici e precludere l'intera Ayas. Un
progetto, commentiamo, sicuramente titanico, ma che non portò molta
fortuna agli antichi Salassi. Leggende a parte, l'ammirazione per la
sagacia degli antichi Salassi non può esimerci dal continuare il nostro
cammino. Dal Colle in poi si torna a salire verso destra, con la vetta
ormai in vista, senza più neve, su pendii assolati da cui la panoramica
è massima, sia verso destra – sui laghi Palasina - sia, come
anticipato, verso Ayas. Il Colle Bussola è dominato dalla famosa
ferrata, recentemente rifatta; in precedenza il salto roccioso di circa
sette- otto metri d'altezza era superabile mediante una fune d'acciaio
trasversale. Dall'estate 2005, invece, la struttura è diversa: vi sono
sette gradini composti da un corrimano e da una grata per poggiare i
piedi, ed altrettanti corrimani di dimensioni maggiori, tutti collocati
nelle debite posizioni. Il tutto è in ferro, saldamente inserito nella
roccia grigiastra che, comunque, offre già di suo gli appigli necessari
alla salita. Questa ferrata facilita l'ascensione: va comunque ricordato
che l'esercizio di simili pratiche alpinistiche comporta rischi
potenziali, anche se chi volesse può legarsi ai vari appigli con
cordino e moschettone. La fruizione di simili tratti è riservata ad
escursionisti allenati e capaci di muoversi su terreni di roccia e
misto. Vai
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Vai a GPS Sulla vetta del
Bussola appaiono alcune strutture. La più evidente è un'alta croce
metallica, il cui scintillio era visibile sin dalla strada nel vallone
dei Palasina, a sua volta facilmente identificabile sotto il monte
Bieteron, dietro al tranquillo luccichio dei laghi, immutato da
migliaia di anni di storia e vicissitudini. La croce, ci racconta una
targhetta, è frutto dell'ingegnoso trasporto di alcuni amici ed è
stata posata il 15 agosto 1995: consta di diciotto elementi nel palo
verticale, e otto nel braccio orizzontale, piccoli cubi modulari di
acciaio. Vi sono, purtroppo, numerose lapidi in memoria di persone
scomparse in montagna: ricordiamo Henry J. Boyer de la Giroday e Nicola
Begnoni, scomparsi sul Gran Zebrù il 23.07.1992, Marino Bassi, deceduto
in un incidente il 6 agosto 2004, e Mario Marolo, mancato nel 1996. C'è
poco vento ma, dopo aver firmato il libro di vetta e pranzato in piedi
per mantenere la circolazione, il freddo pungente e la scarsità di ore
di luce disponibili ci spingono alla ritirata, non senza rimorso.
Scendiamo alle 14.18, raggiungendo au pas de charge il Colle
Bussola alle 14.40 ed alle 15.20 il Lac Long. Dieci minuti dopo siamo al
Lac de la Pocia, alle 16.20 all'Alpe Palasina, sulla carrabile. Ormai
tramonta. Alle ore 16.44 raggiungiamo il bivio per l'ARP ed i Palasina,
ed alle ore 16.51 si fa buio. Con l'aiuto della memoria e di una
frontale, fidando nel luccichio opalescente dei frequenti rivoletti di
ghiaccio che traversano la strada, continuiamo di buon passo alla volta
di Estoul, al cui parcheggio arriviamo per le 17.45, osservando come
–forse per via del freddo o dell'entusiasmo- non ci si senta affatto
provati dalla pur lunga escursione. Ci resta così l'indiscutibile
piacere di aver realizzato la nostra "prima" in un periodo
certamente ostile a simili imprese, quale il pieno novembre.
Per quanto invece
concerne il secondo itinerario, ecco la relazione della salita
effettuata da Varasc.it mercoledì 02 agosto 2006. Varasc.it è tornato al Corno Bussola domenica 04 ottobre 2009, partendo alle 07.50 da Estoul e raggiungendo alle 09.15 il Lago Battaglia, alle 10.20 il Colle Bussola. La bella giornata ha favorito la salita in vetta, avvenuta alle ore 11.07. Ripartiti alle 12.25, abbiamo raggiunto il Colletto Bringuez alle 13.05, scendendo al sottostante Lago di Bringuez ed a Lavassey, rientrando ad Estoul alle 15.20. In sintesi, ecco
un'escursione importante e capace di mostrare terre ancora selvagge,
poco frequentate, oltre a grandi panorami. In particolare, il mutare
degli ambienti traversati –il vallone di Palasina, i laghi, il nuovo
versante al Colle Bussola, la vetta- rende unico questo percorso.
Occorre naturalmente prestare attenzione ai tratti più esposti, come
specificato, ma la bellezza del Corno Bussola ne risulta accresciuta,
non sminuita: la bellezza di una salita significativa che, come ogni
cosa di valore, deve essere guadagnata. Vai
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