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Rifugio Quintino Sella al Felik
Situato
su un vasto pianoro a 3585 metri di quota, in posizione N45 54.058 E7
47.562, il rifugio Quintino Sella è di proprietà del Club Alpino
Italiano della sezione di Biella. Per maggiore precisione, la zona è
collocata a valle del Colle di Felik (che conferisce il nome allo stesso
pianoro su cui sorge il rifugio) e del Ghiacciaio del Castore,
in un ambiente glaciale di grande fascino ed importanza per la salita al
Monte Castore, al Naso del Lyskamm ed ai contigui Lyskamm; così come i
rifugi Mantova, Gnifetti, Guide
d'Ayas al Lambronecca, Guide del Cervino e Teodulo, il rifugio
Sella è inoltre una tappa importante dei tour del Monte Rosa e delle
traversate alpinistiche alla volta della Confederazione. Ai piedi del
rifugio nasce la cresta spartiacque tra la Valle del Lys e la Val d'Ayas.
Il toponimo ricorda l'omonimo fondatore del CAI e primo ministro del
Regno, deceduto nel 1884, mentre il rifugio consta di tre costruzioni
principali: la vecchia “capanna”, adibita a rifugio invernale ed
utilizzata d'estate nei periodi di affollamento, il rifugio moderno
inaugurato nel 1981 alla presenza di un migliaio di ospiti ed infine la
recente struttura che ospita i bagni, sulla destra del corpo principale
del Sella. Tale struttura è stata ampliata nel 2005. Il rifugio sfrutta un sistema fotovoltaico a sessanta pannelli realizzato dalla ditta ENEL, con capacità di 36 kw; nel 2008, è stato recensito ed accuratamente descritto nel manuale Le Vette della Val d'Ayas. La capienza nominale ammonta a 142 posti letto, compresi i circa 25 del vecchio rifugio esterno; la struttura ospita al primo piano l'ingresso con vestibolo per le attrezzature, l'ampio salone per pranzi, cene e colazioni e le cucine. Il secondo piano è suddiviso in camerette da otto posti in letti a castello affiancati, il terzo in un caratteristico e panoramico camerone; gli interni sono accuratamente perlinati. Per quanto concerne i recapiti, il numero telefonico è 0125 366113, l'indirizzo di Posta elettronica felik@supereva.it, mentre il gestore Alfredo Favre risponde al numero 0125 307263; ben noto è il sito ufficiale del Sella, www.rifugioquintinosella.com. Vai
alla Galleria fotografica Rifugio
Quintino Sella. Avvicinamento e salita Varasc.it
è salito più volte al Sella, sia proseguendo verso il Castore
che per singole escursioni, soprattutto negli anni 2004-2009. L'ascensione
presenta un dislivello di 1896 metri dalla piazza di Saint Jacques e, per
chi volesse salire con gli impianti da Stafal, di 913 metri dall'arrivo
della funivia soprastante il Colle di Bettaforca. Il tempo necessario
ammonta a 5.30 ore da Saint Jacques, sole 3 per chi sale dalla Bettaforca.
Il sentiero di pertinenza è il numero 9, la cui difficoltà è valutabile
in E fino agli impianti suddetti, EE in seguito; l'ultimo tratto,
attrezzato con canaponi ed un ponticello, è particolarmente aereo,
esposto e suggestivo, richiedendo assenza di vertigini e sicurezza di
piede. La salita ha inizio dalla
piazza di St.Jacques.
Si contorna verso destra l'antica chiesa, superando la lapide dedicata ad Amé
Gorret alle sue spalle e, seguendo la segnaletica, si prende il
sentiero 9 che risale nel bosco fino alla baita privata Rejache, al cui
fianco si trova la Fontana dello Scoiattolo con lapide dedicata a Pier
Giorgio Frassati. Fin qui giunge una strada che, dall'anno 2005, ha
dissacrato l'antico e silente bosco di conifere; poco sopra il sentiero
incontra le due case dell'alpe Raccard, in fase di restauro dall'inverno
2007 all'inverno 2010. Dopo circa tre quarti d'ora, il numero 9 accede
quindi a Resy, ponendo termine al primo e ripido
tratto del percorso. Dall'avenue de l'Ermeto, vale a dire dal ristretto
spazio antistante il rifugio G. B. Ferraro di Resy,
si procede su strada sterrata verso oriente, in semipiano; sulla destra si
aprono i ridenti pascoli del Vallone di Bettaforca. A 2160 metri si
oltrepassa il bivio per il Palon
di Resy; dopo gli impianti Leitner, ignorando il bivio che
porterebbe verso le propaggini boscose del Monte
Crest
e di Soussun, la
strada si inarca lungo una ben evidente salita erbosa, alla cui destra, in
una profonda conca ai piedi del Monte
Bettaforca e della Quota 2828, si trova
il Lago
Forcaz. Si raggiunge quindi il Colle
della Bettaforca, a 2672 metri di quota, dove termina la parte più
agevole dell'itinerario. Oltrepassati gli impianti
provenienti da Stafal, il numero 9 corre in zona sabbiosa, ad oriente e
sotto la rocciosa Punta Bettolina. Si
affronta una breve ed erta salita, tenendosi sul fianco di abrasive e
suggestive formazioni rocciose, spesso rifugio di contemplativi
stambecchi; vi si trova una
piccola lapide in memoria di Ferruccio Canale, 1932-1985. Si
prosegue attraverso vasti e lunari piani postglaciali, colmi di detriti
rocciosi e di bassa vegetazione d'alta quota, oltre che di occasionali e
gelide polle di fusione. Verso nord, maestoso, brilla il Monte
Castore Malgrado l'esposizione, tale
"copertura" è accurata e prosegue per l'intero, aereo tratto
finale, che richiede nominalmente 20 minuti circa. Richiede particolare
attenzione in caso di presenza nevosa o glaciale, consigliando dunque di
non abbandonare mai la presa sulla corda fissa; alcuni brevi passi si
svolgono su roccia ampia e lievemente inclinata, liscia, mentre altri
avvengono su appositi gradini artificiali. La cresta procede in lieve e
costante salita, nonostante alcuni saliscendi; uno di questi cela la targa
metallica in memoria di Eleonora Torchio, mancata nel 1986 per colpa di un
fulmine. Superato il ponticello ligneo, la cui immagine è una delle più
caldeggiate dalla sezione Le
Vostre Fotografie de Varasc.it (!), il percorso attrezzato
piega a destra, contornando un massiccio sperone di roccia rossa. Si sale
più ripidamente, in meno spazio, affrontando in ultimo alcuni elementari
passaggi di arrampicata, sempre attrezzati; dopo una curiosa roccia
orizzontale con una scomoda fenditura centrale si torna sul filo di cresta
vero e proprio, là ove l'ultimo paletto di ferro ancora il provvidenziale
canapone al suolo. Si è quindi giunti all'inizio del vasto pianoro del
Felik, alle cui spalle inizia, dopo mesti nevai, il ghiacciaio. Qui
sorgono le tre strutture del rifugio Quintino Sella, premesse sul bordo
destro del piano da un tripode con pluviometro metallico, sormontato da
un'asta per bandiere; la vasta conca vede, sulla sinistra, una piazzola
per elicotteri e, occasionalmente, le tende del Ferrino
High Lab. Più oltre ancora, proprio sul bordo occidentale, sorge un
alto ometto da cui si è soliti ammirare il tramonto. Il panorama è
difficilmente descrivibile a parole, sia a nord ove campeggiano
immediatamente i possenti Quattromila, sia a sud, ove una sterminata
teoria di vette pare stendersi fino ai piedi del lontano Monviso. Sia come
salita a sé stante che nell'ottica di un'ascensione alpinistica, è
dunque altamente gratificante e consigliabile provare, con i propri occhi,
la bellezza di questo spazioso nido d'aquila arroccato ai piedi del Colle
di Felik. Per una migliore
comprensione della tempistica, ecco l'esempio dell'escursione del 26
agosto 2005, con partenza da St.Jacques
alle 5.50 ed arrivo al Colle della Bettaforca
alle 7.40. Per le 9.15 ero alla Capannina del Mulo, ottimo punto di sosta,
un tempo colmo di rifiuti ed ora (estate 2009) solamente imbrattato da
antiche scritte. Per le 11.10 ero al rifugio, lievemente ostacolato da una
abbondante copertura nevosa lungo la cresta finale. Rifugio
Quintino Sella. Storia e bibliografia In
conclusione, due parole sulla storia di questo affascinante avamposto
d'alta quota, noto in tutto il mondo. L'inaugurazione della prima
struttura avvenne il 15 agosto 1885 alla presenza di ventinove alpinisti,
tra cui spiccava la figura del politico Sidney Sonnino; secondo Luciano
Chiappo, autore dell'articolo Capanna
Quintino Sella. 125 anni di fondazione pubblicato
ne Brich & Bòcc n.68, 1.2010 la spesa ammontò a 1388.45 Lire. Con
il passare degli anni tuttavia il rifugio si deteriorò, come osservato
dal Commendator Emilio Gallo nell'aprile del 1903; egli propose quindi di
costruire una nuova struttura. Nel 1906 si trasportarono in quota 150
quintali di materiale e, nei primi mesi del 1907, venne realizzato il
nuovo rifugio con spazio per 25 persone. Il 27 luglio 1924 la Capanna
Sella venne nuovamente ampliata, visto il sempre maggior numero di
presenze, con benedizione del parroco di Gressoney-Saint-Jean, don Ballot.
Si verificarono tuttavia svariati distacchi franosi, in particolar modo
quello del 1936 che dal fronte glaciale scagliò fino al Pian
di Verra Superiore ben 200.000 metri cubi di roccia, uccidendo
alcuni animali domestici; per tali motivi la struttura originaria venne
spostata più volte. L'ultimo di questi interventi obbligati avvenne nel
1945, con una spesa (notevole, dopo tanti anni di guerra) di 814.092 Lire. Nel 1928 l'abbé Bonin attribuiva al rifugio la quota di 3601 metri, commentando (...) Ce Refuge alpin, tout en bois et mesurant m. 3 x 2, est dû à l'initiative du Senateur Perazzi. (...) La Cabane (...) est attachée à la roche, avec d'énormes clefs en fer et l'intérieur est divisé en deux pièces, capables de longer 60 personnes, avec meuble de cuisine, fourneau et couvertures. Nel 1966 lo scrittore Mario Aldrovandi ricordava tra i suoi creatori l'albergatore Daniele Thedy ed il barone Luigi Beck Peccoz. Vai
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In
rispettosa memoria di