Colle Superiore di Bettolina 

 

 

Passaggio a lungo dimenticato tra il Pian di Verra Superiore, sulla testata della Val d'Ayas, e la cresta che dal Colle della Bettaforca supera la Punta Bettolina per salire al Rifugio Quintino Sella, il Colle o Passo Superiore di Bettolina o Obre Betlinoforkò sorge a 3106 metri di quota in posizione N45 53.286 E7 47.013, lungo la cresta spartiacque tra le valli di Ayas e del Lys. La sua salita lungo il sentiero 8 comporta un dislivello di 1417 metri dai 1689 metri di Saint Jacques e, secondo le paline ivi notate nel luglio 2012, 4.30 ore; la prima salita di Varasc.it dal Pian di Verra, al colle ha richiesto, malgrado le pause fotografiche e la stesura degli appunti, 4 ore. La difficoltà è valutata in EE con tratti fuori traccia; la segnaletica, ottima e frequente.

Svariati motivi hanno giustificato, nel corso dei decenni, l'oblio su questo passo che vide tra l'altro il malore che nel 1890 costrinse Amé Gorret a rinunciare alla montagna: anzitutto la vicinanza del ben più accessibile Colle Bettaforca, quindi l'asperità della via di salita sul lato occidentale, infine le condizioni sempre peggiori del sentiero che collega l'alpe Verra o Véraz al valico. In anni recenti, il sentiero è stato eccellentemente ripulito e fornito di una segnaletica a dir poco capillare; ciò malgrado, si tratta sempre di un percorso poco frequentato e che consente quindi, oltre a vedute inedite perfino per gli amanti della Val d'Ayas, di incontrare animali altrimenti allontanati dall'incessante andirivieni del Pian di Verra e della cresta del rifugio Quintino Sella. Si tratta di un percorso affascinante e solitario, stranamente caratterizzato da discrepanze ed errori nello scibile (peraltro scarso) che l'ha trattato o che l'abbia accennato. Per tali motivi, oltre che per fornire un supporto informativo e documentario valido, Varasc.it è salito al Colle Superiore di Bettolina domenica 29 luglio 2012.

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Colle Superiore di Bettolina. La via di salita occidentale 

La salita ha inizio a Saint Jacques ove, sia all'altezza del ponte retrostante la chiesa sia al termine della salita lastricata che ha inizio oltre il locale Fior di Roccia, le paline gialle indicano la via per il sentiero numero 8; la quota della meta è però indicata in 2905 metri, mentre l'ottimo sentiero conduce al valico superiore, a quota 3106. Si risale normalmente fino a raggiungere il Pian di Verra Inferiore, come indicato nel sito alla pagina inerente. A circa 2070 metri ed in posizione N45 52.930 E7 44.272, lungo la strada sterrata ed in prossimità delle baite adibite a casa vacanze per l'oratorio di Angera, si notano due paline per il Pian de Verra sup., 1 ora, difficoltà E, e per il Col Bettolina, 2.40 ore, 2905 metri. Si piega a destra sulla strada sterrata che conduce alle spalle delle due baite e della più recente abitazione con stalla, lasciando la strada principale dei Piani di Verra; chi volesse può proseguire sulla strada principale fino al Pian di Verra Superiore, ed all'alpe Véraz, oppure raggiungere la medesima alpe lungo il nuovo tracciato del sentiero 7, che passa dal Lago Blu. 

Il sentiero 8 supera il giovane torrente Evançon su un ampio ponte di legno con ampie rampe sterrate, preceduto e seguito da due lastre di pietra con il segnavia 8; la seconda lastra mostra anche una freccia gialla. Si notano, sotto l'alta parete rocciosa scura alle spalle del ponte, due antiche e cadenti barme quasi invisibili. Si entra in un bosco di giovani conifere, perlopiù larici; nel bosco si notano affioramenti di pietre regolari, probabilmente antichi muretti che demarcavano appezzamenti di terreno. Prosegue in semipiano prima di piegare a destra attraversando un probabile muretto ormai interrato, inerpicandosi sul fianco della montagna, nel bosco; una grande roccia mostra il segno 8 e due frecce. Dopo alcune ripide svolte il sentiero diminuisce la pendenza, offrendo saltuari scorci sulla Rocca di Verra; l'ambiente naturale è incontaminato e di rara bellezza. Si esce dal fitto del bosco, tra erba e rocce: il sentiero 8 prosegue in parallelo al torrente ed alla strada sterrata che sale al Pian di Verra, entrambi più in basso, all'incirca all'altezza del primo tratto di cresta erbosa della grande morena che sale al Rifugio Ottorino Mezzalama. Malgrado il fragore del torrente, colpisce la quiete del percorso, pur vicinissimo alla trafficata strada ed al sentiero numero 7 che, dal Lago Blu, taglia e discende dalla morena fino a connettersi con la sterrata.

Si punta l'impressionante bastionata ai piedi del Monte Castore, prima di curvare sensibilmente sulla destra, contornando dapprima un grande ammasso di pietre (simile a quello del Pian Gony sulla via per la Testa Grigia) che cela un laghetto effimero, e quindi i vasti ed umidi pascoli erbosi del Pian di Verra Superiore. In estate, tra le fioriture e le marmotte, la zona offre una bellezza a dir poco unica; la zona cela antiche barme ormai ridotte a rudere, abitate soltanto da questi simpatici roditori. Si attraversa una pietraia rossastra, ove per qualche metro la via si perde quasi, malgrado le frecce gialle; il sentiero in realtà piega a sinistra ed arriva subito all'alpe di Verra o di Véraz, posta a 2393 metri in posizione N45 53.709 E7 45.619. Si passa tra l'alpe, chiusa nel 2012, ed il rudere al suo fianco; poco più indietro sorge un basso serbatoio in disuso, con due ampi fori rettangolari che ospitano solamente il palo metallico di paline ormai scomparse. Si è giunti al bivio tra il sentiero 7A, che con un'ampia curva si ricongiunge al numero 7 per il Mezzalama, ed il numero 8. Il bivio è in posizione N45 53.702 E7 45.676.

Il sentiero 8 sale verso est tra roccette e copiosissimi rododendri, sempre ben segnalato; a 2520 metri si gode una bella vista che spazia dalla Becca di Nana al Grand Tournalin, fino alla Rocca di Verra ed ai 4000 del confine italo-elvetico. Il sentiero sale ora tra roccette ferrose, puntando le grandi pareti scure che dal Monte Rosso di Verra corrono poi, innalzandosi oltre la visuale immediata, fino alla Punta Bettolina. A 2570 metri si arriva ad un primo pianoro di erba e roccette, attraversando un breve tratto di roccette rovinate e smosse, tra molti rigagnoli e ruscelli di fusione. Poco oltre si accede ad un secondo pianoro, che in realtà si rivela la parte inferiore di una enorme conca; nella zona si notano ancora tracce labili della vecchia ed ormai inefficiente segnaletica bianca e rossa. Si sale sul lato destro (meridionale) della conca, verso oriente, su erba; si supera un breve passo su roccia, poi il sentiero attraversa la base di una vasta pietraia di roccia grigia, a grandi lastroni. A partire dai 2700 metri si toccano vasti poggi erbosi, cosparsi di roccette, ricchi d'acqua; a 2777 metri si giunge ai piedi di una nuova, vasta conca detritica in pietre e sfasciumi scuri. Proprio qui, a sinistra ed a 2785 metri, in posizione N45 53.355 E7 46.420, sorge un lago di insospettabile bellezza e panoramicità: l'intera Rocca di Verra ed i Breithorn si specchiano nelle acque poco profonde di questo bacino, stretto tra colate di sfasciumi e caratterizzato da un'isoletta allungata nel centro. Purtroppo, malgrado il posto sia oltremodo isolato, vi si sono trovati numerosi rifiuti di metallo, vetro e plastica.

Da qui in poi non vi è più una traccia al suolo, poiché si sale per roccette e sassi; le frecce gialle sono comunque frequenti. La conca si restringe fino ad un erto canale che, malgrado la diversa conformazione geologica, ricorda il canalino orientale che sale dal Lago Perrin. Il suo centro è risultato innevato a fine luglio 2012, facilitando la progressione e richiedendo attenzione sui piccoli, infidi ponti di neve tra le rocce maggiori. La salita diviene più ripida, giungendo infine in una fascia di sassi chiari, piccoli e cedevoli, su terra smossa. Si tratta forse del punto psicologicamente più faticoso, anche se si è ormai giunti al valico, a quota 3106 metri e ben segnalato da ometti e vernice gialla; senza soluzione di continuità si accede ad un tratto pianeggiante, ad un pianoro vastissimo che offre ad est un panorama aperto sulle cime della Valle del Lys e su un lago glaciale. Si è giunti sul sentiero numero 9 che prosegue alla volta dell'antica Capannina del Mulo prima, del Rifugio Quintino Sella poi.

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Colle Superiore di Bettolina. La via di salita meridionale 

Volendo realizzare un anello, si può accedere al valico salendo, semplicemente, dal Colle della Bettaforca ed oltre la rocciosa Punta Bettolina, lungo il sentiero numero 9. Tale percorso ricalca quanto già descritto in merito alla salita al rifugio Sella al Felik.

Oltrepassati gli impianti provenienti da Stafal e Sant'Anna, il sentiero numero 9 corre in zona sabbiosa, ad oriente e sotto la rocciosa Punta Bettolina, dopo aver superato un piccolo lago effimero. Si affronta una breve ed erta salita, tenendosi sul fianco di abrasive e suggestive formazioni rocciose, spesso rifugio di contemplativi stambecchi; vi si trova una piccola lapide in memoria di Ferruccio Canale, 1932-1985. Si prosegue attraverso vasti e lunari piani post-glaciali, colmi di detriti rocciosi e di bassa vegetazione d'alta quota, oltre che di occasionali e gelide polle di fusione. Verso nord si nota il Monte Castore ; al suolo si nota la segnaletica del numero 9, dipinto a mano in vernice rossa, su fondo bianco, oltre che in nuova vernice gialla bordata di nero. A 2905 metri si supera il Passo Inferiore della Bettolina, non segnalato, rimanendo sempre lungo il bordo sinistro dei vasti pianori concatenati; la pendenza non è mai eccessiva e la progressione agile, il sentiero ampio e ben evidente anche nei tratti privi di segnaletica. Ricorrono frequenti cartelli gialli con dicitura Interdiction de Chasser. Si giunge infine al Colle Superiore di Bettolina, debitamente segnalato e ben evidente grazie alla nuova segnaletica.

 

I valichi di Bettolina. Confusione cartografica 

Non è semplice trovare due carte recanti la stessa quota, ed anche la stessa posizione e dicitura, dei due valichi di Bettolina; si sono recensite le carte indicate nel Repertorio cartografico ufficiale di Varasc.it. La recente Cartografia Escursionistica della Comunità Montana Evançon attribuisce correttamente una quota di 3106 metri al Colle Superiore di Bettolina ed una di 2905 al Colle Inferiore di Bettolina, erroneamente indicato però, a sua volta, come Passo Superiore della Bettolina. La Carta dei Sentieri n.8 de L'Escursionista Editore stima in 2906 metri la quota del Passo Inferiore della Bettolina, correttamente indicato, ed in 3058 metri quella del Passo Superiore.

La carta n. 108, Cervino Matterhorn Breuil Cervinia Champoluc dell'Istituto Geografico Centrale stima in 3100 metri la quota del Colle Superiore ed in 2905 quella del valico inferiore. Altre carte, meno recenti o precise, non indicano il toponimo o il sentiero di salita. Si segnala che anche la palina al Pian di Verra Inferiore, inerente al sentiero 8, segnala in 2905 metri la quota del generico Col Bettolina.

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I valichi di Bettolina. Confusione bibliografica

Pochi manuali, disponibili nelle Recensioni di Varasc.it, hanno trattato il problema dei passi di Bettolina.

Nel 1923, l'opera "Itinerari alpini V. Dall'Attendamento S.A.R.I. in Valle d'Ayas" descrisse un unico valico. Passo di Bettolina, m. 2896, ore 6. Al passo di Bettolina si sale generalmente sia da Champoluc che da Gressoney, per raggiungere il Rifugio Quintino Sella.

Gino Buscaini, ne Monte Rosa e Mischabel, scriveva: Passo di Bettolina 2905 m. - Selletta sul crestone che verso S si abbassa al Colle di Bettaforca. L'Autore aggiungeva quindi: A N del Passo diBettolina, alla distanza di c. 1 km ed alla quota di c. 3100 m, si trova un altro colletto, senza quota né nome (indicato a volte come Passo Superiore di Bettolina), nelle vicinanze del quale è ancora presente la vecchia capanna che serviva da deposito per il rifugio Q. Sella. Questo colletto è accessibile da O su pietraia, partendo dal Piano di Verra superiore.

Piergiorgio Bosio, ne Val d'Ayas itinerari escursionistici, stimava in 2905 metri la quota del passo inferiore ed in 3139 quella del Colle Superiore. Giulio Berutto, ne Cervino - Matterhorn e Monte Rosa, citava direttamente l'itinerario in questione come via di salita al rifugio Sella al Felik: la quota del Colle Superiore era indicata a 3100 metri; a pagina 288 aggiungeva la quota di 2905 metri per il colle inferiore.

Giorgio Merlo, in Alpinismo e escursionismo in Val d'Ayas, valutava a sua volta in 2905 metri l'altezza del colle inferiore e di 3139 metri quella del valico superiore, (...) impropriamente denominato La Bettolina. L'Autore suggeriva anche che dal colle inferiore si potesse scendere ai Laghi di Resy (...) per pietraie e sfasciumi.

 

 

 

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