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Colle e Monte Croce
Bella montagna dalla caratteristica doppia cima
e dall'aspetto arrotondato, oltre che estremamente pietroso, il Monte
Croce (anticamente, Grieshorn) si eleva a 2894 metri di quota ad est dell'omonimo colle, a sua
volta posto a 2801 metri ai piedi della poderosa cresta orientale del Grand
Tournalin (3379 metri). Il panorama offerto dalla vetta è magnifico,
nelle belle giornate, particolarmente notevole verso i "4000"
della testata confinaria di Ayas e, data la vicinanza, sul soprastante
Tournalin. Per raggiungerlo, occorre partire dal rifugio
Grand Tournalin, 2535 metri di quota ai piedi dell'omonimo
massiccio, del Colle e della Becca di Nana.
Guardando il rifugio prendiamo a sinistra (direzione nordest) sul
tracciato del sentiero numero 4 che porta da St.
Jacques ai 3334 metri della Roisettaz, in direzione dei vicini Laghi
Croce, a 2586 metri, posti sul fondo di una conca i cui pendii sono
costituiti di rocce, vecchi fronti franosi ed erba. Chiusa dalle alte
vette circostanti, questa conca può risultare singolarmente lugubre in
caso di maltempo: ricordiamo le leggende circostanti questi laghetti,
custoditi da streghe che avrebbero punito con diluvio incessante chi
avesse osato buttarvi un sasso. Una recente relazione, risalente al 30 luglio 2009, è disponibile in calce alla pagina. Vai
alla Galleria fotografica - Vai a GPS
I laghi si raggiungono in meno di un quarto
d'ora dal rifugio, su sentiero a tratti ben marcato ed infine pressoché
scomparso, per fortuna nell'immediata vicinanza dei due piccoli specchi
d'acqua. L'ultimo dosso sovrastante i laghi ci permette un colpo
d'occhio sull'intero versante sudoccidentale del massiccio monte Croce,
e la scelta della nostra via di salita. La prima alternativa si trova
immediatamente alla destra dei laghetti, dove in bell'evidenza un
sentiero sale tra sfasciumi e pietrisco ai 2653 metri del Colletto di
Nana, una sella arcuata tra il Croce e lo slanciato Palon di Nana (2764
mt.). Dal Colletto diparte la cresta meridionale per il Croce, su rocce
rotte piuttosto esposte tra le quali la traccia si perde: un percorso in
fondo intuitivo –è sufficiente risalire la cresta per giungere in
vetta- ma scomodo. La seconda alternativa, più frequentata e certo da
consigliare, prevede invece di transitare sulla sinistra dei laghi,
senza scendere al loro livello, cercando di intercettare il sentiero ben
battuto ma poco visibile dal basso. Traversiamo un pendio erboso
intervallato da ampie pietraie di probabile origine franosa, nelle quali
saltuari sassi instabili provano a rendere più emozionante la nostra
avventura, salendo quindi in direzione nord non senza aver superato
l'evidente rivolo immissario del lago sottostante. Il sentiero, una
volta trovato, si rivela perfettamente delineato tra l'erba e ci porta a
raggiungere, con poche svolte in pendio più ripido, un caratteristico
spiazzo sassoso chiuso davanti a noi dall'imponente versante grigio del
monte Croce. Pochi bassi totem di sassi si distinguono a malapena nello
spiazzo, mentre rocce più grandi ci offrono un comodo sedile, per
qualche minuto. Poco oltre, più a nord, abbiamo raggiunto i 2801 metri
del ventoso Colle Croce, tra l'ultima erba e sassi: un passo tra la
parte più elevata del vallone di Nana da cui proveniamo e gli ampi
pendii sottostanti il Grand Tournalin e, più oltre, la Roisettaz.
Sporgendoci notiamo il piccolo Lac Vert o Lago Verde, posto a 2723 metri
sotto al colle: una gradita sorpresa in mezzo a tanta pietra, al
cospetto della severissima parete orientale del Tournalin che ci
sovrasta. Sempre parlando di panorami, non possiamo esimerci dal notare
il Cervino un poco a sinistra e l'intera, candida Gobba di Rollin. Dal
colle il sentiero numero 4 prosegue alla volta del Monte
Roisettaz. A noi
non resta che risalire verso destra lungo l'ampia dorsale occidentale
del Croce, inizialmente su tratti di sentiero relativamente sgombri,
quindi traversando una pietraia grigia con profusione di licheni verdi,
ritrovando il sentiero e valicando pendii di sfasciumi e lastre di
pietra di dimensioni maggiori. La cresta non presenta difficoltà di
rilievo, a patto di prestare attenzione a non inciampare ed a non
smuovere detriti camminando. Monte Croce, Colle Croce.. Nomi differenti Due parole doverose riguardo la divergenza toponomastica riscontrabile nella carta forse più diffusa in Val d'Ayas tra i turisti, la "Carta dei Sentieri" relativa ai Comuni di Ayas e Brusson: la carta non riporta affatto i Laghi Croce, né il Colle omonimo. Il laghetto (segnalato comunque a 2722 metri) immediatamente sottostante il Colle Croce è definito "L. Tournalin", mentre lo stesso monte Croce viene definito Mont Brun, dunque mediante il suo nome in patois. La sua quota è accreditata a 2892.8 metri. Viene tuttavia raffigurato il sentiero numero 4 che porta al Monte Roisettaz, come anticipato, transitando appunto dal Colle Croce. L'antico nome del Croce, ripetiamo, era Grieshorn, con evidenti motivi (!). Riportiamo gli orari registrati da Varasc.it durante l'ascensione
effettuata mercoledì 19 luglio 2006, in presenza di ottime condizioni
meteo, di ritorno dai 3032 metri della Bec Trecare. Alle 13.05 abbiamo
lasciato il rifugio Tournalin alla volta dei laghetti Croce, cui siamo
giunti alle 13.14. Alle 13.35 siamo giunti allo spiazzo sassoso
immediatamente sottostante il Colle Croce, al cospetto dell'ancora
imponente versante detritico del monte. Dopo qualche minuto di pausa,
alle 13.47 abbiamo lasciato il colle arrivando alle 14.00 sull'anticima
occidentale e, tre minuti più tardi, in vetta. Scesi alle 14.40, dopo
aver ammirato ancora il Lac Vert o Lago Verde, siamo tornati al rifugio
Tournalin–avendo definitivamente rinunciato a seguire il sentiero tra
le pietraie soprastanti- per le ore 15.17. Dopo una pausa, ripartiti
alle 16.05, abbiamo raggiunto St. Jacques per le 17.25, scendendo lungo
il piacevole e verdeggiante vallone di Nana. Aggiornamento
monte Croce, 19 agosto 2007
Per una comparazione degli orari, ecco la tempistica registrata nel corso della salita al Monte Roisettaz di domenica 19 agosto 2007. Partiti alle 08.30 dal rifugio Tournalin abbiamo raggiunto il Colle Croce alle 09.04, salendo rapidamente alla vetta omonima, raggiunta -di corsa- alle 09.10 e rientrando al passo alle 09.22. Si segnala che la croce sommitale -visibile nella sua forma originaria ne "Le Valli del Monte Rosa", Luca Zavatta (p.116)- è tuttora ridotta a poche schegge e pezzi di legno. Quest'anno anche il braccio provvisoriamente legato al palo verticale risulta caduto. Non si sono riscontrate altre variazioni relative al monte o al suo percorso di avvicinamento. Aggiornamento di giovedì 30 luglio 2009 Varasc.it è
tornato al Monte Croce giovedì 30 luglio 2009, verificando la
correttezza e l'aggiornamento dei dati riportati in Varasc.it prima e,
successivamente, ne "Le
Vette della Val d'Ayas". Partito alle
05.15 da Saint Jacques ho raggiunto l'alpe Nannaz Superiore alle 06.20,
il rifugio Tournalin alle 07.00. Dopo un caffé ne sono ripartito alle
07.11, raggiungendo alle 07.55 la vetta del Monte Croce, su cui
campeggia una nuova e piccola croce lignea con incisione gr.
b., mentre, circa tre metri a nordovest dell'ometto
sommitale, una roccia ospita l'incisione PG.
con una piccola freccia. Ripartito velocemente alle 08.11, per
motivi di lavoro, ho toccato il rifugio alle 08.34, lasciandolo alle
08.55 e rientrando alle 08.45 a Saint Jacques. Si segnala che il tratto
di sentiero in costa, sopra ed a sinistra dei laghi di Nana, è
lievemente poco visibile; occorre affidarsi ai segni gialli ed ai
piccoli totem di ometti, mentre la direzione resta intuitiva grazie al
soprastante Colle Croce, a nord.
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