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Petit Tournalin Posto a 3207 metri a sud del fratello maggiore (3379) ed a nord della Becca Trecare (3031), il Petit Tournalin è situato sulla cresta intervalliva Ayas- Valtournanche, di cui è una delle maggiori elevazioni, dopo il Grand Tournalin. Facilmente visibile da qualsiasi punto elevato nella zona orientale di Ayas, è unito alla Trecare dalla famosa Cresta del Diavolo. Il Passo, o colle, del Tournalin (3130) è il legame tra i due Tournalin, sorta di ampio anfiteatro detritico sul lato occidentale che termina in una poderosa muraglia di roccia lungo la cresta intervalliva. Il Petit Tournalin è raggiungibile da Ayas dal versante meridionale, salendo quindi dal Colle di Nana (2775), prevalentemente su pietraie, in due ore. Il dislivello da St.Jacques (1689) è di 1518 metri, dal Rifugio Grand Tournalin (2535) è di 672 metri. La difficoltà dell'itinerario è EE, presentando una costante pendenza, pendii di sfasciumi instabili ed assenza di acqua. Non è un percorso adatto ai bambini. Per la salita a questa vetta, si consiglia il manuale Le Vette della Val d'Ayas, utile per ricostruire "sul campo" l'esatta successione dei numerosi punti di riferimento. Vai alla Galleria
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Petit
Tournalin, via S La partenza del nostro itinerario ha luogo ai 2535 metri del rifugio Tournalin, posto nell'ampia e verdeggiante conca ai piedi dei due monti omonimi, della Becca Trecare, del Monte Croce (2894), del Palon di Nana (2764). Imbocchiamo il sentiero 4A che da Blanchard (frazione di Saint Jacques) conduce al Colle di Nana: lo si prende nel prato sulla sinistra della poderale, poco prima del rifugio e del grande masso erratico –sulla destra della carrabile- che nasconde una piccola, vecchia stalla in pietra. Ben segnalato con vernice gialla, il sentiero (che è anche l'Alta Via Numero 1, caratterizzata da segnaletica triangolare con il n.1) compie un'ampia curva nel prato, rientrando ad ovest ed acquistando progressivamente quota, puntando l'ampia bastionata rocciosa ai piedi del Colle di Nana che si supera con alcuni comodi gradini di sassi. Si raggiunge così, in circa venti minuti, l'imbocco del colle, ai piedi del versante N della Becca di Nana (Falconetta) (3010): procedendo in piano si arriverebbe all'ometto piramidale che segna il valico vero e proprio. Invece occorre portarsi solo ad una certa distanza dal valico, prima del laghetto effimero: alla nostra destra notiamo una roccia di medie dimensioni, accanto al sentiero, marcata con un 3D di un giallo ormai sbiadito. La segnaletica indica il nord, alla nostra destra: abbandoniamo dunque il comodo e ben tracciato 4A per il Colle di Nana e guadagniamo i primi, bassi poggi erbosi fino a giungere in vista del Petit Tournalin. La nostra montagna infatti sarà visibile per l'intero percorso di avvicinamento; l'importante è individuare il segno "3D" e deviare correttamente dal 4A, evitando di portarsi troppo a W, finendo quindi sul parallelo sentiero 3C per la Becca Trecare. Davanti a noi il terreno discende su un ampio ed allungato falsopiano, declinante verso E, cosparso di fronti franosi. Più oltre, un pianoro erboso frammisto a massi maggiori immette alla base del versante meridionale del Tournalin, una unica, immensa pietraia grigia con una evidente fascia rossastra sotto la vetta. Scendiamo dunque verso la prima pietraia, certo meno inclinata di quella sul versante S del monte!, ma fastidiosamente instabile e monotona. Seguiamo rari segni gialli di modeste dimensioni e qualche vecchio ometto, purtroppo mimetico, descrivendo una sorta di linea retta sulla parte superiore sinistra della pietraia: quindici minuti sono sufficienti per raggiungere il pianoro erboso intravisto dai dossi sulla destra del 4A. Qui troviamo massi ben più grandi e pochi sfasciumi: i segni gialli continuano, portandoci avanti verso l'ormai sovrastante pendio S del Tournalin. Qui abbondano invece i piccoli ometti di sassi, restaurati durante la nostra ascensione del 15 luglio, per la cui manutenzione ci affidiamo alla bontà ed alla pazienza dei futuri viandanti (!). L'esile traccia affronta coraggiosamente la base del pendio, per quanto nascosta e schiacciata da continue tracimazioni di pietrisco e sassi, nonostante sia possibile scoprire segni "3D" sotto massi evidentemente franati dall'alto; a 2918 metri di quota (rilievo GPS) troviamo perfino due omini di sassi "apparecchiati" su una piatta roccia rossa. La pendenza è costantemente sui 30°. Si guadagna ogni metro con il fastidio di affondare la calzatura nel finissimo pietrisco, tra continui, piccoli smottamenti e frane in miniatura: nemmeno i sassi maggiori sono stabili. I rarissimi tratti sgombri sono di sabbia!, ancora più instabile: non è un pendio da affrontare se umido, ghiacciato o comunque bagnato. Si ricorda tuttavia che, a partire dall'estate 2008, tale sentiero è stato ripulito e contrassegnato con nuova segnaletica gialla, e pertanto si rivela più agevole da seguire. Si raggiunge
dal basso la vasta fascia di roccia rossa Si tratta di una serie di ampie rocce ferrose, poste in una
frastagliata linea declinante da destra verso sinistra, posta a circa
3100 metri: essa costituisce un ottimo punto di riferimento in questo
mutevole scenario pietroso, poiché è sufficiente valicarla sulla
destra (ad est), all'incirca nel suo punto più alto, per ritrovare
una versione più decisa e marcata del sentiero 3D. Ci porta verso
grandi rocce grigioscuro, fisse, con -relativamente- pochi sfasciumi e
molti licheni: qui basta seguire alcune lastre di pietra verticali,
infisse nelle fenditure a mò di segnali, per salire le grandi rocce
in tutta comodità. Una curva appena percettibile -la visuale, tra
queste strutture megalitiche, è alquanto ridotta e limitata ai pochi
metri circostanti- ci porta infine a sud della vetta del Petit
Tournalin: un'ampia pietraia che, alla nostra destra, si alza in un
bel dosso sommitale, sormontato da una croce lignea. Si superano in
pochi secondi gli ultimi metri di roccette e sassi neri (notando gli
ultimi segni gialli del 3D), accendendo alla vetta vera e propria: una
sorta di "pozzetto" circondato da comodi massi e sassi
scuri, una croce di legno schiarita dal tempo e dalle intemperie, un
massiccio ometto di sassi sul lato opposto, a picco su Ayas e sulla
conca del rifugio Grand Tournalin.
Il panorama è semplicemente grandioso: annotiamo semplicemente il
Bianco ed il Gran Combin ad ovest, il Cervino ed i 4000 della testata
settentrionale, la bella e solitaria Testa
Grigia, lontana, ad est. Un appassionato noterebbe molto
altro, come la curiosa visuale dall'alto sul complesso Becca
Trecare, Becca
di Nana (Falconetta) e Monte
Tantané, oppure l'esilissima differenza tra Palon di Nana e Quota
2726: la presenza più imponente, totalizzante ed immediata è invece
immediatamente a nord, davanti a noi. Immenso, massiccio, nero,
grigio, rosso, tondeggiante ed affilato al contempo, il Grand
Tournalin s'impone prepotente alla nostra attenzione: un'unica,
immensa colata di pietrame fossilizzatosi in forma di montagna, che ci
fa dimenticare di trovarci -sempre e comunque -a 3207 metri. Esso pone
in secondo piano perfino le due splendide vette retrostanti, la Monte
Roisettaz (3334) e, per via della sua vicinanza, il lontano
Cervino (4478). Ovviamente anche il fratello maggiore della nostra
vetta può essere salito, sia da Cheneil (2105) che da Ayas, via Petit
Tournalin: in questo modo si concatenano due magnifiche e rinomate
vette, la seconda delle quali presenta però tratti e difficoltà più
alpinistiche. Consultando la sezione apposita si potrà vedere come
proseguire l'ascesa al secondo dei due Tournalin. Vai alla Galleria
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Tempistica Ecco infine i
dati rilevati nel corso della salita di Varasc.it di domenica 15
luglio 2007. Giunti alle 08.45 sotto al rifugio Tournalin siamo
arrivati nei pressi del Colle di Nana alle 09.05. Qui abbiamo piegato
a destra sul 3D fino al pianoro erboso (09.35), salendo fino ai 2918
metri della coppia di figurette di sassi (09.48) ed alla fascia rossa
(10.18). Per le 10.38 eravamo in vetta, ripartendone alle 11.14 alla
volta del Colle Tournalin. Per una visione complessiva della
tempistica occorsa tra andata e ritorno, è quindi necessario
ricorrere alla pagina dedicata al Grand Tournalin. Nota del settembre 2008: il sentiero 3D dal Colle di Nana al Petit Tournalin, nell'estate 2008, è stato ripulito e debitamente contrassegnato con vernice gialla. Un lavoro esemplare che "restituisce" agli escursionisti una vetta stupenda e forse eccessivamente dimenticata.
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