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Monte Croce

Nota: Questa pagina dispone di un tracciato GPS scaricabile nell'apposita sezione, nonché dei dati di Movescount.

 

Bella montagna dalla caratteristica doppia cima e dall'aspetto arrotondato epietroso, il Monte Croce o Mont Brun (anticamente, Grieshorn) si eleva a 2894 metri di quota ad est dell'omonimo colle, a sua volta posto a 2801 metri ai piedi della poderosa cresta orientale del Grand Tournalin (3379 metri). Il panorama offerto dalla vetta è magnifico, nelle belle giornate, particolarmente notevole verso i grandi Quattormila della testata confinaria di Ayas e, data la vicinanza, sul soprastante gruppo dei due Tournalin, il Grand Tournalin ed il Petit Tournalin. Per raggiungerlo, occorre partire dal Rifugio Grand Tournalin, posto ai piedi dell'omonimo massiccio, del Colle e della Becca di Nana. Guardando il rifugio è sufficiente prendere a sinistra (in direzione nordest) sul tracciato del sentiero numero 4 che porta da St. Jacques ai 3334 metri del Monte Roisettaz, in direzione dei vicini Laghi Croce, a 2586 metri, posti sul fondo di una conca i cui pendii sono costituiti di rocce, vecchi fronti franosi ed erba. Chiusa dalle alte vette circostanti, quali il Palon di Nana e la Quota 2726, questa conca può risultare singolarmente lugubre in caso di maltempo: ricordiamo le leggende circostanti questi laghetti, custoditi da streghe che avrebbero punito con un diluvio incessante chi avesse osato buttarvi un sasso.

 

Monte Croce. Le vie di salita

I piccoli laghi, ridotti ad uno solo nella tarda estate 2012 e nell'estate 2013, si raggiungono in meno di un quarto d'ora dal rifugio su sentiero a tratti ben marcato ed infine pressoché scomparso, per fortuna nell'immediata vicinanza dei due piccoli specchi d'acqua. La zona è comunque segnalata da frecce gialle ben visibili tra le rocce. L'ultimo dosso sovrastante i laghi permette un colpo d'occhio sull'intero versante sudoccidentale del massiccio Monte Croce, e la scelta della via di salita. Nell'estate 2014, la situazione è rimasta immutata, mentre nell'ottobre 2015 i due principali sono parsi in buone condizioni, già parzialmente congelati.

La prima alternativa si trova immediatamente alla destra dei laghetti, dove in bell'evidenza un sentiero sale tra sfasciumi e pietrisco ai 2653 metri del Colletto di Nana, una sella arcuata tra il Croce e lo slanciato Palon di Nana. Dal Colletto diparte la cresta meridionale per il Croce, su rocce rotte piuttosto esposte tra le quali la traccia si perde: un percorso in fondo intuitivo, ove è sufficiente risalire la cresta per giungere in vetta, ma scomodo ed esposto, poco frequentato. La zona è ricca di stambecchi, facili da vedere nei paraggi del discosto colletto.

La seconda e più comoda alternativa prevede invece di transitare sulla sinistra dei laghi, senza scendere al loro livello, cercando di intercettare il sentiero ben battuto ma poco visibile dal basso. Si attraversa un pendio erboso intervallato da ampie pietraie di probabile origine franosa, nelle quali saltuari sassi instabili provano a rendere più emozionante la nostra avventura, salendo quindi in direzione nord non senza aver superato l'evidente rivolo immissario del lago sottostante. Il sentiero si rivela perfettamente delineato tra l'erba e porta a raggiungere, con poche svolte in pendio più ripido, un caratteristico spiazzo sassoso chiuso davanti a noi dall'imponente versante grigio del Monte Croce. Pochi bassi totem di sassi si distinguono a malapena nello spiazzo, mentre rocce più grandi ci offrono un comodo sedile, per qualche minuto. Poco oltre, più a nord, abbiamo raggiunto i 2801 metri del ventoso Colle Croce, tra l'ultima erba e sassi: un passo tra la parte più elevata del vallone di Nana da cui proveniamo e gli ampi pendii sottostanti il Grand Tournalin e, più oltre, la Roisettaz. Sporgendoci notiamo il piccolo Lac Vert o Lago Verde, posto a 2723 metri sotto al colle: una gradita sorpresa in mezzo a tanta pietra, al cospetto della severissima parete orientale del Tournalin che ci sovrasta. Sempre parlando di panorami, non possiamo esimerci dal notare il Cervino un poco a sinistra e l'intera, candida Gobba di Rollin. Su una roccia piana è scritto, in bianco, Maledetto chi uccide gli stambecchi.

Dal colle il sentiero numero 4 prosegue alla volta del Monte Roisettaz. Non resta che risalire verso destra lungo l'ampia dorsale occidentale del Croce, inizialmente su tratti di sentiero relativamente sgombri, quindi traversando una pietraia grigia con profusione di licheni verdi, ritrovando il sentiero e valicando pendii di sfasciumi e lastre di pietra di dimensioni maggiori; nell'estate 2012 il sentiero è risultato ben pulito e sgombro, visibile e semplice da risalire. La cresta non presenta difficoltà di rilievo, a patto di prestare attenzione a non inciampare ed a non smuovere detriti camminando. Si raggiunge quindi l'anticima occidentale, divisa dalla vetta vera e propria da una depressione piuttosto ampia e profonda pochi metri, sempre ricoperta da materiale pietroso. La vetta del Monte Croce, a 2894 metri di quota, offre uno spiazzo abbastanza esteso e capace di ospitare più persone in contemporanea.

Una vecchia ed esile croce lignea, di dimensioni contenute, vi si alzava da un semplice cumulo di pietre: nel luglio 2009 vi è stata posta una nuova, piccola croce, come descritto in calce a questa pagina. Il panorama, oltre al retrostante Vallone di Nana ed alle relative elevazioni, comprende piacevolmente l'intera alta Ayas, offrendo naturalmente una buona visuale sull'intera testata settentrionale della valle e sulla Valle di Cortot, da cui prende forma l'omonimo Ru. In passato, qui si trovava anche una piccola struttura della Guardia Forestale, molto usato nel periodo invernale, oggi scomparsa, a parte il basamento: per maggiori informazioni si consiglia il valido (e purtroppo raro) titolo Scialpinismo in Val d'Ayas (p.39). In data 30 luglio 2009 si è fotografato un montante di tale struttura, tra il pietrame ancora parzialmente livellato; il pezzo in ferro era visibile anche nel tardo agosto 2012 ma non nell'ottobre 2015, a causa dell'innevamento precoce.

 

Monte Croce, Colle Croce. Nomi differenti 

Due parole doverose riguardo la divergenza toponomastica riscontrabile nella carta forse più diffusa in Val d'Ayas tra i turisti, la vecchia "Carta dei Sentieri" relativa ai Comuni di Ayas e Brusson: la carta non riportava affatto i Laghi Croce, né il Colle omonimo. Il laghetto (segnalato comunque a 2722 metri) immediatamente sottostante il Colle Croce era definito "L. Tournalin", mentre lo stesso Monte Croce viene definito Mont Brun, dunque mediante il suo nome in patois. La sua quota è accreditata a 2892.8 metri. Viene tuttavia raffigurato il sentiero numero 4 che porta al Monte Roisettaz, come anticipato, transitando appunto dal Colle Croce. L'antico nome del Croce era Grieshorn, con evidenti motivi (!).

Varasc.it è tornato al Monte Croce giovedì 30 luglio 2009, verificando la correttezza e l'aggiornamento dei dati riportati in Varasc.it prima e, successivamente, ne Le Vette della Val d'Ayas. Partito alle 05.15 da Saint Jacques ho raggiunto l'alpe Nannaz Superiore alle 06.20, il rifugio Tournalin alle 07.00. Dopo un caffé ne sono ripartito alle 07.11, raggiungendo alle 07.55 la vetta del Monte Croce, su cui campeggia una nuova e piccola croce lignea con incisione gr. b., mentre, circa tre metri a nordovest dell'ometto sommitale, una roccia ospita l'incisione PG. con una piccola freccia. Ripartito velocemente alle 08.11, per motivi di lavoro, ho toccato il rifugio alle 08.34, lasciandolo alle 08.55 e rientrando alle 08.45 a Saint Jacques. Si segnala che il tratto di sentiero in costa, sopra ed a sinistra dei laghi di Nana, è lievemente poco visibile; occorre affidarsi ai segni gialli ed ai piccoli totem di ometti, mentre la direzione resta intuitiva grazie al soprastante Colle Croce, a nord.

Varasc.it è tornato al Monte Croce martedì 21 agosto 2012, con partenza alle ore 08.35 da Saint Jacques ed arrivo all'alpe Croues alle ore 08.55, lungo i sentieri 4 e 4A; alle 10.25 abbiamo raggiunto il Rifugio Grand Tournalin ed alle 11.25 il Colle Croce, arrivando in vetta alle 11.50, con un caldo insolito per la quota e la stagione. Una salita pre-autunnale è infine avvenuta domenica 7 settembre 2014, salendo al Roisetta.

La salita di domenica 11 ottobre 2015 non ha evidenziato modifiche o cambiamenti rispetto a quanto descritto in precedenza. Si raccomanda attenzione in caso di neve al suolo e durante la stagione venatoria.

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