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Antagnod
Importante stazione sciistica in inverno, Antagnod sorge a circa 1694-1700 metri (N45 49.004 E7 41.374) nella conca sottostante il monte Zerbion che la domina: è situata infatti ai suoi piedi, sul lato inferiore della dorsale che dallo Zerbion continua verso i due Tournalin a separare Ayas dalla Valtournanche. Vi si può arrivare dal fondovalle o da Champoluc stessa, attraverso i numerosi ed assolati villaggi di mezza costa, Champlan, Pallenc, Palouettaz, Magneaz e Bisous: è sufficiente prendere la SR5 che sale al termine della cosiddetta Passeggiata della Luna, appena sopra la pizzeria Churen. La strada regionale in questione è particolarmente panoramica, soprattutto se percorsa a piedi o in bicicletta, oltre che di sera: in corrispondenza degli impianti per i 2306 metri del Pian Pera, posti sul lato destro della regionale per chi sale da Champoluc, essa acquista il nome di Route Emile Chanoux. In alternativa, si raggiunge il paese via Lignod. Antagnod sorge in buona parte lungo il pendio, con il nucleo più antico al centro. Si tratta di un abitato molto caratteristico ed alla moda sia nella stagione estiva che in quella invernale, circondato da boschi e pascoli digradanti verso il fondovalle. La panoramica offerta da Antagnod – che si può godere dalla bella Villa Rivetti, sede comunale - è splendida, perché permette di dominare l'intera vallata, dal monte Zerbion fino ai lontani ghiacci della testata settentrionale; scorgiamo la lunga e boscosa sommità del monte Crest, la valletta di Mascognaz e buona parte delle elevazioni della costiera della Testa Grigia. Da non dimenticare la vicina e tranquilla Lignod, altro panoramicissimo e soleggiato borgo a mezza quota nell'alta Ayas. Nota del 14 febbraio 2010. La Traccia 2, segnalata in rosso e proposta agli escursionisti invernali con ciaspole, sale da Barmasc a Mascognaz con difficoltà M, via Antagnod. Essa è indicata al Ponte Amponey (località Varasc, a sud di Champoluc) con tempistica di 45 minuti per Mascognaz e di un'ora per Barmasc, nonché alle Ville Rivetti di Antagnod. Vai
alla Galleria fotografica Salendo da Champoluc, superando gli impianti situati a 1734 metri, si scende in un rettilineo che ci ammette al paese. All'altezza dell'hotel Santa San un bivio offre l'opportunità di continuare lungo la Chanoux oppure di svoltare a destra, in lieve salita lungo la Route Barmasc, alla volta del Maire, delle scuole elementari con relativo parcheggio sovrastante la chiesa parrocchiale, ed infine della località di Barmasc (1896 metri circa). Tornando brevemente sui nostri passi, scendendo in Route Chanoux, la seguiamo alla volta del centro di Antagnod – cui si può comunque accedere dalla discesa prospiciente le elementari, peraltro in posizione panoramica. Si supera la segreta Route Valoilles, stradina sulla sinistra che porta ad un quartiere residenziale, arrivando in pochi minuti davanti al civico 10 che ospita le Poste, l'ambulatorio medico e l'Azienda di soggiorno: dall'altro lato della strada ecco un ennesimo punto estremamente panoramico, purtroppo adibito a parcheggio. Sempre avanti, la strada diviene Rue Pasquier, in corrispondenza del negozio Sport 4 sulla sinistra e soprattutto dell'antica Maison Fournier. Vai
alla Galleria fotografica -
Vai a GPS Antagnod. Vestigia storiche L'antico abitato di Antagnod è ricco di curiosità e tesori architettonici; antichissima è la sua storia, come illustrato nel sunto archeologico della Val d'Ayas e nelle fonti testamentarie recensite da Varasc.it nel maggio 2010. Il centro di Antagnod
ospita infatti, in corrispondenza dell'inizio della salita gradinata al
Paese Vecchio ed alla chiesa, una grande abitazione a più piani che
oggi è sede del punto di vendita artigianale IVAT. Si tratta
dell'antica "Casa degli Challant", probabilmente di proprietà
del loro mandatario locale e forse addirittura antica casaforte, inclusa
sin dal 1927 nel novero dei Monumenti nazionali. Nella sua lunga storia
l'imponente abitazione, in
precedenza Maison Fournier, divenne anche la Locanda del Centro
prima d'essere acquistata dalla Regione Valle d'Aosta; l'Abate
Gorret definì questo locale (...)
"une mauvaise petite cantine à l'einseigne de l'Ours". Oltre
all'ampiezza dei vecchi muri si può notare subito un altro particolare
interessante: sotto l'alta balconata in legno della casa si trova
un'antica zampa d'orso impagliata, prova tangibile del fondamento della
leggenda dell'ultimo orso della Valle, che anticamente dava il nome
all'abitazione, definita "Auberge de l'Ours". Si narra che
l'animale fu ucciso a mani nude dal prode Brunod, detto Lo Rey, nel
1782; questi ne appese le zampe in casa sua, a Champlan, e
successivamente una finì ad Antagnod; la leggenda è ripresa da molti
autori, tra cui Renato Willien, nell'ottima Nouveau
Guide de la Vallée d'Aoste (1968). Sempre riguardo l'affascinante
Maison, una finestra sulla sinistra reca la scritta Thomas Merlet
1597, che tuttavia non rappresenta la data di edificazione. Se ne
conosce l'esistenza già nel 1449, nell'ambito
dello scontro tra i "ribelli" Caterina di Challant e Pietro
d'Introd ed il Duca di Savoia. Si racconta difatti che nel giugno di
quell'anno un messo ducale rischiò la lapidazione attendendo Giovanni
du Ras, il castellano locale, proprio davanti a questa casa. Ma il
castellano, fedele ai nobili ribelli, si guardò bene dall'apparire e il
messo, tale Girod, dovette cedere e fuggire per mettersi in salvo. Sul lato sinistro della
massiccia costruzione sale Rue de l'Eglise, caratteristica stradina
annunciata da due grandi lavatoi. Da qui, è bene ricordarlo, partono i
sentieri 2A per il colle Pillonet e Chamois, 2 per Barmasc,
per il Pian delle Dame ed il monte
Zerbion, 5 per il Ru Cortot, oltre all'itinerario 105 per il Colle
Portola. La stradina, in forte pendenza, è attraversata
perpendicolarmente da Rue Tiquit: all'angolo formatosi, sulla destra per
chi sale, si trova la piccola ma fornita Bibliotheque di
Antagnod. Il Paese Vecchio di
Antagnod, in cui ormai ci troviamo, è particolarmente ammirevole.
Costruito in forte pendenza, vede tutte le sue abitazioni ravvicinate e
disposte su vari livelli, fino alla piazzetta della chiesa di San
Martino: al suo fianco è un piccolo cimitero di montagna, che gode
anch'esso di un panorama incredibile sulla bella valle sottostante.
Arriviamo quindi in Place Dandrès, dedicata al parroco di Ayas dal 1817
al 1866, ove sorge la chiesa: sulla sinistra, prima ancora, diparte la
breve salita per il municipio. Notiamo una abitazione gialla di due
piani oltre al pianterreno, la cui facciata ci annuncia essere sede del
"Convitto Dandrès-Rivetti", risalente al 1836: colpisce un
affresco dall'iscrizione "Talivm est enim Regnum Dei",
affiancato dal busto del commendatore Giuseppe Rivetti che, nel 1954,
riaprì il Convitto. Sulla destra,
infine, ecco la chiesa, posta esattamente a 1769 metri di quota. Alla
sua destra è l'ingresso per il piccolo cimitero, unito all'angolo
dell'edificio sacro dal monumento "ai combattenti di tutte le
guerre", 1915-18 e 1918-1947. A
sinistra del cancelletto, una scritta nera ben evidente: "Je
suis la resurrection qui croit en moi fut il mort vivrà et quiconcque
vit et croi en moi ne morra jamais". All'interno del
camposanto troviamo la cappella dei Penitenti, di fine Quattrocento, la
cui chiave di volta reca ancora lo stemma della casata
Challant. L'ampia
facciata della chiesa reca una meridiana in alto a destra, mentre sulla
lunetta soprastante la porta troviamo un affresco del 1779 raffigurante
San Martino, vescovo di Tours e patrono della chiesa di Antagnod, nel
celebre atto di tagliare il proprio manto in favore del povero
supplicante, in basso alla sua destra. Il portone d'ingresso è in legno
di noce, con alcune scene della vita del santo, risalente al 1839: la
stessa data è incisa sull'architrave. Nel 1561 una certa Jeanne
Boch, imputata per stregoneria, rivelò di aver posto il suo bambino,
nato morto, al cospetto di questa Madonna. Si vede dunque come la statua
fosse protagonista dell'antica cerimonia del répit, in cui i
bambini nati morti venivano portati al cospetto di alcune statue per
poter rivivere ed essere quantomeno battezzati. Il campanile di San
Martino, nella parte inferiore, è quattrocentesco. Nel 1857 venne
rialzato di dieci metri dal parroco Dandrès, con una edicola sommitale
di forma ottagonale, sostenuta da colonne, contenente una statua della
Madonna di ben due metri e mezzo. Nel 1862 vennero fuse le campane, nel
1912 fu installato l'orologio, mentre nel 1968 il campanile fu
completamente restaurato dalla Soprintendenza. Particolarmente notevole,
infine, è la cantoria che sovrasta l'ingresso, decorata con teste
lignee. Il pavimento, attualmente di pietra, sostituisce dalla fine
degli anni Cinquanta il precedente pavimento di legno. Le vetrate della
chiesa risalgono all'inizio del XX secolo, mentre l'organo Vegezzi-Bossi è del 1912. La chiesa di Antagnod divenne dipendente da Aosta a
partire dal 1781. Tornando
all'altezza della Maison Fournier, attraversando via Pasquier, si
discende in Chemin Veret: pochi passi e si giunge tra antiche case dalla
caratteristica architettura alpina, con alla sinistra la
brasserie Le Cadrain Solaire. Continuando nello stretto vicolo passiamo
accanto al locale, risalendo per Rue de la Laiterie che s'immette
nuovamente nella ben più trafficata Rue Pasquier: dal punto ove le due
strade si toccano, notiamo una magnifica vista sui lontani Gemelli, il Castore
ed il Polluce. Prendendo la via del
ritorno verso Champoluc, pochi metri più avanti sulla destra della
strada, ammiriamo la facciata del ristorante-pizzeria Kraemer Thal,
decorata con immagini di muli e conducenti in onore dell'antica epopea
dei mercanti Walser
che traversarono queste valli. Concludiamo
così la nostra breve visita ad Antagnod, magnifico e solatio borgo che
pure avrebbe molto di più da farci scoprire. Per concludere, ricordiamo la recente visita pastorale del vescovo di Aosta, Monsignor Giuseppe Anfossi, alla parrocchia di San Martino, tenutasi tra il 22 ed il 26 aprile 2009.
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