Becca Trecare

 

Bella montagna dalla forma piramidale e dall'ardita cresta sommitale, la Bec Trecare si erge a 3033 metri di quota in posizione dominante rispetto ai 2775 metri del Colle di Nana, lungo la sinuosa dorsale Tournalin- Zerbion. In particolare, la Trecare è compresa tra il Petit Tournalin e la Bec di Nana o Falconetta: il suo nome deriverebbe da "Becca dei tre confini" o dei "tre angoli", a causa delle sue belle creste che delimitano i territori comunali di Ayas, di Chamois e Valtournenche. Mario Aldrovandi ne ricorda il toponimo originario, Becca a Trois Carrés, attribuendole tuttavia la quota, errata, di 3041 metri. Venne salita per la prima volta il dieci settembre 1889, da parte di Origoni, Carrel e Pession. Per la salita a questa vetta, si consiglia il manuale Le Vette della Val d'Ayas, utile per ricostruire "sul campo" l'esatta successione dei numerosi punti di riferimento. Nel tardo agosto 2009 si è confermata la scomparsa del braccio orizzontale della croce lignea, ormai vetusta, che adorna la vetta.

Per quanto concerne la Val d'Ayas, si può salire alla Trecare approfittando del vicino rifugio Grand Tournalin, raggiungibile da St. Jacques mediante la comoda carrabile o il moderno e piacevole sentiero che risalgono l'intero vallone di Nana. Poco prima del rifugio, la strada compie una mezza curva attorno ad un enorme masso erratico al cui riparo sorge un precario ricovero per animali: sul lato opposto, nel prato, una pietra con tre frecce gialle segnala l'inizio del nostro percorso, coincidente con un tratto dell'Alta Via numero 1 (Gressoney- Courmayeur). Si prende dunque il sentiero 4A alla volta del Colle di Nana, traversando inizialmente pascoli semipianeggianti ed innalzandoci quindi poco alla volta lungo il dolce pendio erboso. Una bassa bastionata rocciosa ai piedi del colle, tuttora invisibile, viene superata facilmente dal sentiero che rimane sempre ben battuto e sgombro di detriti, arrivando a mostrarci addirittura una scalinata per facilitarci il tratto di maggiore pendenza, tra basse roccette a tratti ricoperte di sabbia. In poco meno di mezzora raggiungiamo il Colle di Nana, posto a 2775 metri e piuttosto trafficato dagli escursionisti; nei paraggi, a quanto pare, transitano volentieri anche alcuni branchi di stambecchi, mentre il grande e maestoso gipeto è stato avvistato in zona. 

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Il colle ci accoglie con un breve rettilineo pressoché pianeggiante: alla nostra sinistra si inerpicano immediatamente gli sfasciumi instabili del contrafforte nordoccidentale della Becca di Nana o Falconetta (3010 mt.), e difatti un sentiero poco percorso parte alla volta della vetta soprastante. A destra invece, dossi erbosi iniziali e pietraie occultano ancora lievemente la sagoma elegante della Trecare. Il sentiero continua per qualche decina di metri in avanti, superando l'evidente conca di una sorgente ormai prosciugata, fino ad un massiccio totem di pietra dalla forma di piramide tronca e sormontato da una pietra candida. Questo segnavia, identico a quello presente al Colle Pinter, reca un cartello giallo con dicitura "Alta Via numero 1, Col de Nannaz- Crétaz 3.30 ore, St. Jacques 2.00 ore". A questo punto, raggiunto il totem, si gira a destra sul sentiero 3C, risalendo una rampa di sfasciumi in pendenza inizialmente molto dolce che si risale per poco più di mezzora, senza altra difficoltà che qualche breve tratto di pietraia o, altrimenti, zone di pietrisco minuto e marcio, simile a quello reperibile durante la salita alla Testa Grigia. L'erba delle alte quote riprende presto il proprio posto, ammettendoci per dossi verdeggianti al bellissimo e panoramico pianoro posto tra la vetta della Trecare e la sudovest del Petit Tournalin (3207 mt.). Siamo giunti sulla famosa "Cresta del Diavolo", che congiunge appunto le due vette, acquistando maggiore difficoltà (passaggi dal secondo al quarto grado) proprio nel tratto del Tournalin. La zona è estremamente panoramica, permettendo ottime vedute sul Cervino e sul Rosa, oltre a quasi tutta Ayas. In pochi minuti, salendo a sinistra, mettiamo piede sul sentiero per la vetta della Trecare, constatando come alla nostra destra la cresta divenga molto affilata, proponendoci costanti ed affascinanti vedute dello strapiombo sottostante. Il sentiero, sgombro salvo in alcuni tratti dal pietrame, è generalmente a fondo sabbioso con roccette, e non presenta particolari ostacoli: tuttavia, causa la sua esposizione sul lato destro di chi sale, è da sconsigliarsi a persone non sufficientemente allenate o motivate, specialmente se impressionabili o sensibili al vuoto. Per quanto concerne il coinvolgimento di bambini nell'impresa, anche alla luce delle difficoltà che può provocare loro la discesa di un tratto tanto ripido ed esposto, sarebbe parimenti da sconsigliare, a meno di poter contare su accompagnatori veramente capaci ed esperti nel condurli in vetta e nuovamente indietro. 

La salita alla vetta lungo la bella Cresta del Diavolo non richiede che poche decine di minuti, meno di mezzora. La zona sommitale della Bec Trecare è composta interamente da rocce salde e verosimilmente scistose, cosparse di licheni e, solo in minima parte, di pietrisco. I dieci- quindici metri restanti ci ammettono alla cima non più grazie al sentiero percorso finora, bensì salendo le rocce che presentano facili appigli e, occasionalmente, sporgenze e gradini su cui è possibile cedere il passo a chi sale. La vetta del Trecare è molto ristretta e costituita, appunto, da rocce di medie dimensioni che, pur costituendo ottimi sedili, ne limitano ulteriormente lo spazio disponibile: per questo è bene, scorgendo l'arrivo di altri escursionisti, affrettarsi a lasciare loro il posto. Su un cumulo di roccette e lastre campeggia la vecchia croce, piuttosto grande e caratterizzata da chiodi simmetricamente infissi nel legno. Ci troviamo a 3032 metri, sul punto più alto di questa ardita e slanciata piramide, e da qui possiamo finalmente capire le ragioni del suo nome: oltre alla Cresta del Diavolo che ci ha portati in vetta da Ayas, notiamo la rocciosa e dirupata cresta nordovest alla volta dei 2105 metri di Cheneil, il cui bianco campanile è distinguibile in lontananza. E' stata percorsa per la prima volta il 7 settembre 1901 da Bobba e Thérisod. La terza cresta è quella sudovest, proveniente dai 2697 metri del Colle di Croux, che punta esattamente la lontana vetta del monte Zerbion ed è stata salita per la prima volta da Bozzino e dai fratelli Volpi il 19 luglio 1909. In vetta, tra decine di farfalle bianche che ci riportano alla mente inquietanti presagi sull'Effetto Serra, troviamo una lastra di pietra con una sbiadita scritta gialla ad opera del CAI di Salò, risalente al 1997, oltre ad un panorama assolutamente magnifico sui 360°. Notiamo anche, poco oltre il Colle di Nana, il proseguo dell'Alta Via nel vallone alla volta della località Belvedere di Chamois, e poco sopra, l'arrivo della seggiovia che sale dal Belvedere e successivamente dal lago Lod.  

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Per una più esauriente consultazione della tempistica, riportiamo gli orari registrati durante l'ascensione effettuata da Varasc.it mercoledì 19 luglio 2006, in condizioni meteorologiche perfette (ricordando inoltre che, nello stesso giorno, è stato salito anche il Monte Croce). Raggiunto l'attacco del sentiero 4A alle ore 08.25, abbiamo raggiunto il colle alle ore 09.08, fermandoci per le fotografie di rito. Alle 09.44 ci trovavamo invece sul pianoro tra la Bec Trecare ed il Petit Tournalin, ripartendo dieci minuti più tardi ed arrivando in vetta alle ore 10.23. Non senza aver notato una coppia di magnifici stambecchi sotto di noi, abbandoniamo a malincuore la sommità della Trecare ed il suo panorama spettacolare alle 11.57. Giusto in tempo per aiutare negli ultimi metri di salita su rocce una famiglia con due ragazzini, che accompagneremo doverosamente lungo la discesa fino al pianoro di partenza, avendo modo di trarre le conclusioni precedentemente riportate in questa pagina riguardo la presenza dei bambini su questa cresta.. E, anche, riguardo la capacità dei "grandi" di sottovalutare i percorsi che propongono ai propri figli. Alle 12.35 siamo giunti nuovamente al Colle di Nana, ripartendo alle 12.42 ed arrivando al rifugio Tournalin per le 13.00.. Pronti a ripartire alla volta dei Laghi Croce e dell'omonimo monte!, coniugando così due belle "prime" su vette dall'elevata panoramicità e dalla quota soddisfacente.

La salita di domenica 22 giugno 2008 ha richiesto circa 4 ore da Saint Jacques, non evidenziando novità di rilievo, a parte la cospicua presenza nevosa al suolo, specialmente sulle cime circostanti - nord della Becca di Nana (Falconetta), Petit Tournalin, Grand Tournalin, Monte Roisettaz. Si è notata la caduta del braccio orizzontale della croce di legno, in vetta. 

Varasc.it è tornato alla Becca Trecare giovedì 27 agosto 2009, in solitaria. Partito da Saint Jacques alle ore 05.30, ho raggiunto alle 06.25 l'alpe di Nana Superiore, alle 07.00 il Rifugio Grand Tournalin, ripartendone alle 07.20; per le 07.54 ero al Colle di Nana, sul sentiero 3C che, alle 08.20, mi ha portato in vetta alla Trecare. Si segnala che la vecchia croce lignea manca sempre del braccio orizzontale, da tempo instabile. Ripartito poco dopo, sono tornato alle 09.00 al Colle di Nana ed alle 10.20 all'alpe Drole, alle 10.24 a Saint Jacques

Domenica 25 luglio 2010, Varasc.it è tornato alla Becca Trecare, partendo da St. Jacques alle 7.40 e raggiungendo sul sentiero 4A il rifugio Grand Tournalin alle 8.25. Ripartito alle 8.50 sul sentiero 3C, ho raggiunto il Colle di Nana alle 09.15 e la Trecare alle 09.55. Durante l'escursione non si sono notate differenze con quanto descritto nel manuale Le Vette della Val d'Ayas.

 

 

 

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