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Monte Facciabella e Colle Vascotchaz

Posto a 2570 metri, il Monte Facciabella è caratterizzato da una lunga e sinuosa cresta erbosa che si protende in avanti verso nordest dal Colle Vascoccia, o Vascotchaz. Essa diparte verso il fondovalle dalla lunga dorsale intervalliva Ayas-Valtournanche. Il suo originale toponimo era, anticamente, usualmente nominato in francese: nel 1904, un prestigioso volume citò infatti (...) il monte Belface, 2571 m., aggiungendo: Sulle carte dell'Istituto topografico militare è segnato: "Facciabella"... Queste insensate traduzioni sono vere enormità (e se ne sono fatte molte!). Chiedete a qualcuno del paese che vi indichi Facciabella... vi risponderanno: qua! ... Non conoscendo... quest'animale!

La lunga spalla erbosa del Facciabella è perfettamente visibile dal fondovalle: chi ammira dal basso questa cima noterà i sottili antivalanga sistemati sotto la sua sommità, incombente sul solco dell'Evançon, nonché ai piedi della possente Becca di Nana (Falconetta). Il monte domina il paese di Champoluc e, più da vicino, l'ampia distesa dell'Alpe Métsan; si tratta di un rilievo che, pur non trovandosi esattamente sulla dorsale intervalliva, fa parte della catena spartiacque che dal Colle Portola corre verso il Grand Tournalin a dividere Ayas dalla Valtournanche. 

Il suo toponimo deriverebbe dal vocabolo celtico Bel, inteso per "alto", e da face, che indica a sua volta un terreno estremamente scosceso e adibito a pascolo. Salire al Facciabella comporta un’escursione piacevole e non troppo complessa, senza particolari difficoltà e capace di offrire un panorama sensazionale, unito ad un tragitto pressoché interamente compreso tra prati, pascoli e pendii erbosi. Si ricorda che il percorso è privo di sorgenti, al disopra dell'Alpe Métsan.

Nel periodo invernale, la salita al Monte Facciabella deve essere accuratamente valutata sulla base del meteo, dell'innevamento e soprattutto delle condizioni di stabilità del manto nevoso, tenendo presente che i pendii della Becca di Nana possono presentarsi fortemente valangosi. La cresta stessa del Facciabella, sebbene inizialmente ampia e percorribile, diventa in seguito più affilata e caratterizzata da saliscendi esposti sui fianchi sud e nord.

Monte Facciabella. La salita

Varasc.it è tornato più volte al Facciabella, in condizioni invernali o estive, negli anni 2005, 2006, 2007, 2008, 2009, 2010, 2012, 2013, 2015, 2016 e 2017, sia in invernale che nella stagione estiva, quando il monte e la sua lunga cresta sono più comodamente accessibili.

La salita ha inizio a Mandriou, dove esistono due diverse vie per salire anzitutto ai soprastanti, ridenti pascoli dell'Alpe Métsan. Splendidi lariceti caratterizzano la zona, premettendo la Cappella Sarteur, all'Alpe Vascoccia. Da qui, come nei tratti iniziali del percorso per la Becca di Nana, si sale brevemente a destra e si attraversa quindi il bellissimo Pian Pera (2327 metri). Occorre ora ritrovare il sentiero numero 3, che porta in direzione del Colle Vascotchaz: il bivio è segnalato su un masso mediante frecce e segnaletica gialla numerica. Il sentiero è sul lato destro del Pian, salendo, seminascosto dalla piccola dorsale erbosa. Condurrà lungo un ampio e soleggiato canalone erboso, riparato sia a sinistra che a destra ma esposto a brevi colpi di vento provenienti dal Colle Vascotchaz. Si tratta infatti di un percorso in terra battuta, sgombro da erba o sassi, ben delineato e addirittura, a tratti, scavato sotto il livello del prato circostante. 

Il Colle Vascotchaz è uno stretto pianoro erboso posto a 2558 metri, spesso in ombra, che offre già una buona visuale sul ghiacciaio a nord e sull'alto vallone che ospita il Rifugio Grand Tournalin, con parte della carrabile che sale da St.Jacques. Si scorge anche il vero Grand Tournalin. Inoltre, nella zona del Colle si trova una parete (sulla sinistra) franosa dove è molto facile scorgere le marmotte. Il sentiero 3 continuerebbe verso il Colle di Nana (2773 metri), da cui si può continuare verso la Bec Trecare (3031 metri) con il sentiero 3C. Per il Facciabella, invece, basta guardare ad est, cioè alla propria destra: vedrete un ampio braccio roccioso che punta verso il centro della Val d’Ayas, verso Champoluc. Questa cresta è solitamente ampia e semplice da percorrere, conta alcuni totem e ricorda per certi aspetti il percorso che dal Portola porta verso l’anticima dello Zerbion. Dal punto più alto della lunga cresa lo sguardo cade sui grandi antivalanga rossi che si scorgono anche dal fondovalle; come ultima nota, segnalo che uno degli ultimi tratti della cresta - ormai sopra l’Alpe Métsan - presenta una discesa breve ma ripida, dove forse è meglio accompagnare per mano i bambini: pochi metri soltanto, ma abbastanza esposti.

Varasc.it è tornato al Facciabella martedì 04 agosto 2009, controllando l'aggiornamento del sito e del manuale Le Vette della Val d'Ayas. Partito da Mandrou o Mandriou alle ore 06.30, ho raggiunto l'Alpe Métsan alle 6.48, la Cappella Sarteur alle 07.15 e, alle 7.45, il colle Vascoccia. Per le 08.05 ero in vetta al Facciabella. Ripartito alle 08.16, ho raggiunto l'alpe Vascoccia alle 08.43, scendendo lungo la strada carrabile e rientrando a Mandriou alle 09.17.

Varasc.it è tornato al Colle Vascoccia ed al Monte Facciabella il 15 agosto 2010, incontrando circa venti centimetri di neve fresca tra il colle e la cresta del monte. Suggestive le immagini riportate da questa bella escursione sul filo del maltempo. La salita di sabato 21 luglio 2012 non ha evidenziato cambiamenti degni di nota rispetto a quanto descritto.

La salita del 24 maggio 2015, sull'ultima e cedevole neve primaverile, non ha evidenziato cambiamenti di nota.

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