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Lago Blu

Nota: Questa pagina dispone di un tracciato GPS scaricabile nell'apposita sezione.

 

Il Lago Blu (2220 metri, N45 53.426 E7 44.570) sorge tra i due Piani di Verra e rappresenta forse uno dei punti più famosi dell'intera Val d'Ayas, citato su tutti i manuali e molto conosciuto oltre i confini della Valle d'Aosta stessa. E' un luogo iconico, giustamente fotografato e frequentato; è anche noto come Lac Bleu, oppure meno frequentemente come Lac de Verra, Lac Bleu di Verraz. Secondo i dati del Catasto Laghi pubblicati dall'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente, all'epoca del rilevamento del giugno 2000, il Lago Blu possedeva 18180 metri quadrati di superficie ed era alimentato da un ruscello di origine glaciale, chiuso da sponde moreniche su tutti i lati fuorché ad occidente. Le sue caratteristiche gelogiche e glaciologiche, così come il percorso di avvicinamento, sono descritte in questa pagina.

Nel giugno 2018 si sono osservati vasti danni, causati dalle valanghe invernali, lungo il sentiero che sale al lago dal Pian di Verra.

 

Lago Blu. Avvicinamento e salita

Il lago offre uno scenario di enorme soddisfazione, accentuata naturalmente dalla presenza predominante del grande ghiacciaio e della soprastante morena. Sulla sinistra, invece, la rocciosa e imponente Rocca di Verra sovrasta il lago, riflettendovisi. La riva sinistra del lago, quella sottostante la grande morena grigia, offre alcune grandi rocce protese sull'acqua che sono ideali per rilassarsi.

Il lago è raggiungibile, con poca fatica, dal fondo del Pian di Verra Inferiore: sulla sinistra, prima di attraversare il ponte sul torrente, la segnaletica vi indirizzerà al sentiero 7A che, in meno di mezz'ora, conduce a destinazione. Sulle carte, la durata del percorso è segnalata in due ore, a partire da Blanchard, piccolo abitato sopra Saint Jacques. Si tratta comunque di un tratto molto semplice e affascinante, specialmente fuori stagione, in assenza delle folle estive. Il sentiero che porta al lago dal Pian di Verra è relativamente stretto, e spesso contornato da bassi pinastri ingombranti: in caso di affollamento, la salita può diventare relativamente disagevole. Infine, il Lago Blu costituisce una comprensibile attrattiva sui turisti: bisogna quindi considerare che nei fine settimana e nel mese di agosto le sue rive diventano singolarmente affollate. 

Dall’estate 2006 è presente un nuovo, breve sentiero che collega il lago alla curva più occidentale del secondo tornante della poderale che, dal Pian di Verra Inferiore, prosegue verso il Superiore (lo stesso itinerario numero 7 che, più oltre, prosegue per il Rifugio Mezzalama). Il bivio è ben evidente per chi sale lungo la poderale, premettendo ad una brevissima salita che immette ad un ampio pianoro con basse conifere: due rocce recano nuove frecce gialle molto evidenti, indicando poco più a nord due nuovi ponti in legno, con ringhiere di cavi metallici, posti su ampie e robuste spallette di pietre. Il secondo ponte, più lungo, porta a valicare il torrente sottostante, scendendo poi sul lago Blu ormai visibile ed offrendone una curiosa vista “triangolare” prima di sbucare sull’angolo più orientale del lago, all’inizio della morena laterale che ne delimita la conca. Il sentiero non richiede più di dieci minuti, è ben segnalato e di facile percorrenza. Al lago, dove ne scaturisce il rivolo emissario, incontriamo invece due nuovi tronchi a mò di sbarramento e pochi metri più indietro un piccolo ponte in pietra, ai cui piedi è incisa la scritta “Arduino Bechaz”. Anche alcuni tratti del sentiero 7A per il Pian di Verra risultano sensibilmente allargati.

Nel periodo invernale, il Lago Blu costituisce una meta rinomata dell'escursionismo con ciaspole, raggiungibile dal Pian di Verra Inferiore (qualora il percorso sia stato precedentemente battuto); si ricorda tuttavia che l'erto versante orientale della soprastante Rocca di Verra può rivelarsi valangoso, così come, nei periodi di maggior copertura nevosa, la vicina e ripida morena creata dal Grande Ghiacciaio di Verra. E' dunque opportuno evitare di procedere oltre l'ampia e pianeggiante dorsale posta lungo il bordo meridionale del bacino.

Gli abitati di Saint Jacques, Fiery, Resy sono stati infatti uniti, nella stagione invernale 2009-2010, dalla nuova Traccia 1 evidenziata dalla segnaletica rossa. Tale percorso sale da Saint Jacques al Pian di Verra ed al Lago Blu via Fiery, raggiungendo quindi Resy e rientrando a Saint Jacques, con difficoltà "M", ed è apparentemente destinato all'escursionismo invernale con ciaspole. A Blanchard si nota una palina rossa per Fiery, cui vengono attribuiti 50 minuti di percorso. Al Pian di Verra si notano due paline, afferenti a Resy ed al Lago Blu: la prima attribuisce una tempistica di un'ora, la seconda di 55 minuti. Queste paline recano la firma del Sentiero Beato Pier Giorgio Frassati.

Si segnala infine che, a metà settembre 2011, la Guida alpina Matteo Giglio ha aperto, insieme ad Alessandra Gianatti, la nuova via "Granatina" sulla est della Rocca di Verra in alta Val d'Ayas, nelle vicinanze del Lago Blu. La nuova via comprende tratti di ED- e 6c max, per un'estensione di 360 metri in 10 lunghezze, ed è attrezzata con fix inox Raumer da 10 mm.

Lago Blu. La letteratura

Si tratta di un lago piuttosto recente, posteriore alla Carta degli Stati Sardi del 1856; Mario Aldrovandi, nel 1969, non esitò a definirlo (...) "uno dei più curiosi laghi alpini d'Europa, per la sua colorazione bleu turchese, dovuta a sali di rame". Nel 1899, l'abbé Amé Gorret e Giovanni Varale descrissero il Lago Bleu nell'opera Guida illustrata della Valle di Challant o d'Ayas. (...) al piccolo lago, detto Lago Bleu (m. 2184), dalle acque di un glauco riflesso, incassato tra la Rocca di Verra ed il ghiacciaio, ed attorniato da larici specchiantisi nelle limpide acque, e, proseguendo dal lago, in breve tratto si può avanzare sul ghiacciaio, la cui traversata è possibile in qualche punto.

Il Lago Blu. Particolarità ambientali, naturalistiche e geomorfologiche

Da un punto di vista geologico, la zona del Lago Blu è contraddistinta da serpentiniti molto particolari, di color smeraldo a causa della presenza di mica di cromo, che si possono trovare nei detriti franosi a monte del lago stesso, caduti dalla parete orientale della Rocca di Verra. Le serpentiniti, normalmente, sono rocce color verde intenso, dalla superficie scivolosa e segnata da fratture d'aspetto irregolare. Si tratta di rocce ofiolitiche, vale a dire aggregazioni di gabbri, basalti e serpentiniti originarie dei fondali dell'oceano perduto, la Tetide, la cui espansione cessò nel Cretaceo per soccombere definitivamente in epoca Terziaria alle spinta convergente della zolla africana e della zolla europea. Il magnifico colore dell'acqua è dovuto all’alimentazione del Grande di Verra, acque cariche di limo serpentinoso: secondo il glaciologo professore Umberto Monterin, ne "Il Monte Rosa ed i suoi ghiacciai” (Boll. Com. Glac. Ital., n.3, Roma 1919, pag. 116), “Causa di questa caratteristica colorazione ne è il limo glaciale, ultimo prodotto della disgregazione delle rocce serpentinose, che ne copre il fondo (il quale non oltrepassando certamente i 20 m. di profondità non ci appare nero) ed in parte anche rimanendo in sospensione in modo da formare una superficie continua, fa sì che la nostra visuale rifratta e quindi riflessa o dal fondo o dalla superficie del pulviscolo in sospensione nell’acqua, giunga al nostro occhio sotto forma della caratteristica colorazione verde-azzurra propria delle rocce serpentinose”. 

Oltre alla ricca sezione dedicata agli aspetti geologici della Val d'Ayas, Varasc.it ha acquisito nel gennaio 2013 la rara opera Ricerche di minerali e cristalli in Val d'Aosta, edita nel 1971, che conteneva un dotto articolo di Paolo Salza relativo alla mineralogia della zona del Lago Blu. Risalendo fin sotto il dosso che trattiene le acque del Lago Blu si incontrano numerosi massi che presentano, su una base generalmente di talcoscisto, cristallizzazioni di epidoto notevoli, se non per le dimensioni, per la limpidezza e la qualità. Alcuni individui di color giallo olio, qui rinvenuti e di buona trasparenza, raggiungono i 12-15 mm di lunghezza. Continuando a salire, dopo aver percorso il perimetro destro del Lago Blu, ci si trova su detriti di falda provenienti dalla Becca di Verra. La vastità del "ciapey" richiede più di una gita esplorativa. Anche su questa parte predominano massi di granatite, con cristallizzazioni però di tipo meno perfetto. Inoltre la differente colorazione denuncia una probabile diversità della composizione chimica. Oltre ai granati, si possono trovare campioni di vesuvianite verde oliva, titanite per lo più massiva, siderite in cristallizzazioni minute ma di buon aspetto, cristalli ottaedrici di magnetite di piccole dimensioni ma di forma perfetta. Infine, si sa del rinvenimento di campioni ben evidenti di perowskite. Anche la parte a ridosso della morena presenta le stesse caratteristiche mineralogiche già descritte. C'è da notare però che i granati sono del tutto simili a quelli incontrati sotto il Lago Blu, per cui è facile pensare a un'unica origine più alta della Becca della Verra.

Il bacino è stato creato a causa dello sbarramento della morena laterale destra del Grande di Verra; nel 1820, alla massima espansione di Verra, il ghiacciaio lambiva la parte nord del Pian Inferiore, il lago non esisteva. La prova, secondo Monterin, è fornita dai larici secolari che fino al 1927 si trovavano sulla sponda occidentale del bacino. L'immissario del Lago Blu è costituito dalle acque fusione del Grande di Verra, in costante ritirata. L'emissario invece consiste in infiltrazioni e rivoli dalla morena a sudovest del lago stesso. Il fondale è dolcemente declinante da nordest a sudovest, la forma è di triangolo equilatero o freccia. Si trovano serpentiniti sull'angolo sudovest, una ben evidente morena a sud, detriti sul fianco occidentale.

La salita del 18 giugno 2017 e la successiva del 29 luglio 2017 non hanno evidenziato cambiamenti rispetto a quanto indicato in questa pagina.

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