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Monte Taf
Posto a 2523 metri lungo la costiera
intervalliva Ayas- Gressoney, il Taf si presenta come una cima
prevalentemente rocciosa a nord della conca dei laghi
di Frudiera (2039 e 2233 metri), chiudendo a sud il settore della
dorsale di confine compreso tra il Passo della Garda (2281) ed il Colle
di Frudiera (2271) e composto dal monte
Rena (2512), dal Monte Taille
(2521) ed appunto dal Taf. Quest'ultimo è
da ritenersi una meta riservata ai soli escursionisti esperti, in grado
di affrontare con sicurezza terreni di detriti e pietraie, ed
insensibili all'esposizione al vuoto; il Taf venne
descritto nel 1966 da Mario
Aldrovandi.
Il Taf è raggiungibile dalla Valle del Lys
partendo dai 2016 metri della seggiovia di Weissmatten, sovrastata dai
2456 metri della punta omonima e sede di una delle maggiori foreste di
pino cembro dell'intera regione aostana. Sulla sinistra del bar-
ristorante Wissomatto parte infatti il sentiero 1A per i laghi di
Frudiera (due ore e mezza): il tracciato supera tratti iniziali di bosco
piuttosto rado prima di attraversare vaste pietraie composte da massi di
grandi dimensioni, tra i quali si valicano veri e propri ponticelli di
pietrame finemente incastrato, prima di raggiungere pendii erbosi
piuttosto ripidi affrontati con molte, ampie svolte dall'1A che resta
sempre ben segnalato ed evidente. Poco prima di raggiungere il Colletto
Taf (2550 metri circa), un intaglio roccioso attrezzato con ringhiera e
cavo metallico che permette l'accesso al vallone di Graines e consente
subito la vista dei laghi sottostanti, si incontra una vasta pietraia
dal colore generalmente rossastro. La pietraia viene attraversata in
orizzontale dall'1A che, una volta valicato il Colletto, scende per
ripidi pendii meridionali fino al Colle di Frudiera ed al terzo
laghetto: prima ancora di valicare la pietraia, però, si scorge
sulla destra –per chi sale da Weissmatten- un segnale giallo che
indica la partenza del sentiero 1B, con dicitura "Molto
impegnativo" su una roccetta facente parte di una frana molto
più contenuta, circondata da pendii d'erba olina. L'1B conduce non già
al Taf, bensì all'erto e difficile monte Taille (2521), una cima che
dev'essere affrontata solo con grande esperienza ed attrezzatura adatta;
tuttavia, come verrà evidenziato dal resoconto seguente, è possibile
valersi di questa deviazione anche per raggiungere il monte Taf. E'
infine importante ricordare che la segnalazione è visibile solo per
chi sale da Weissmatten, non già da parte di chi proviene dai laghi di
Frudiera. Per quanto concerne la Val d'Ayas, la salita al
Taf –come ormai evidenziato- richiede innanzitutto l'arrivo ai laghi
di Frudiera, partendo dai 1375 metri di Graines. I laghi si
raggiungono affrontando un dislivello complessivo di circa 900 metri,
mediante il sentiero 9 che in tre ore porta dall'antico abitato di
Graines (preceduto dal castello omonimo sul suo solitario rilievo) al
Passo di Frudiera. La maggior parte del tragitto avviene sulla poderale
–il cui accesso è precluso alle vetture non autorizzate- che collega
i numerosi alpeggi del Vallone di Graines, lungo ben nove chilometri:
Charbonnière (1628), Restoly (1684), Chaucharlech (1800) e Frudière
(1847). La strada risale con pendenza costante tra i boschi fino ai
resti di una vecchia segheria, ben visibili accanto alla carreggiata tra
l'erba: sulla sinistra scorre il Torrente di Graines, il cui letto
tormentato dalle frane accompagna costantemente la salita. Oltre il
ponte sul torrente, a sinistra, inizia il sentiero 9 per i laghi,
attraversando un breve tratto di pascoli fino ad una malga in pietra,
caratterizzata da vecchi muretti. Un primo cartello segnaletico indica i
"Lacs Frudière" ponendoli ad un'ora e venti minuti di
distanza; più oltre, nel bosco, si incontra un bivio ben evidenziato
dalla segnaletica. A sinistra abbiamo il sentiero 9A per il Colle
Ranzola (2171) ed il 9B per il Colle
della Garda (2281) e la Punta
Regina (2388), a destra il 9 per i 2025 metri dell'alpeggio Chatelet
ed i laghi, oltre al colle omonimo, la cui quota attribuita è di 2263
metri. Il sentiero continua nel bosco, ben evidente ed in terra battuta,
prima di attraversare una modesta pietraia caratterizzata da rocce e
massi erratici interrati tra l'erba: appena oltre, sulla destra e dopo
un grande masso, ecco il primo dei tre laghi, il minore. A pochi minuti
di distanza si aprono le ben maggiori distese del principale lago di
Frudiera, 2039 metri: un bacino molto ampio e profondo, dalla vaga forma
d'ellisse schiacciata, con un masso affiorante verso la riva più
prossima all'arrivo del sentiero 9. Un antico alpeggio sovrasta sulla
sinistra l'arrivo del tracciato; a nord, ecco il monte Rena, a nordest
il Monte Taille
ed il Taf. Si prosegue piacevolmente sulla riva destra del
lago, tra l'erba, guadagnando la sponda opposta del lago –quella più
alta, con una vera e propria scogliera a strapiombo sull'acqua- dove il
sentiero, sempre ben evidente, s'innalza lungo pendii progressivamente
più ripidi ma sempre erbosi fino alle rovine di un ulteriore alpeggio,
a circa 2200 metri. Dietro queste rovine di pietra, legno ed incerata si
stende un'ampia bastionata rocciosa: a sinistra, meno evidente, prosegue
una traccia che però ritorna al lago sottostante. Sopra e lievemente a
destra dell'alpeggio, invece, un vecchio segno giallo indica la via
corretta, una salita piuttosto ripida tra erba e sassi alla volta di un
ripiano erboso che precede il terzo lago. Questo bacino, il secondo per
dimensioni, si trova sulla sinistra del sentiero ad ovest del vicino
passo: le sue sponde sono immediatamente profonde e caratterizzate dalle
tipiche alghe affioranti presenti anche al lontano
Litteran (2228 metri). La sponda settentrionale è ricoperta di
frane provenienti dai pendii soprastanti, salvo una verdeggiante
striscia larga al massimo due metri. Si continua sulla sponda destra
giungendo ad una più estesa pietraia ormai interrata nell'erba, che
precede di pochi minuti il Passo di Frudiera (2271) o di Sciulera; sulla
destra del colle, una malga meglio conservata si mimetizza efficacemente
tra i grandi massi che contribuiscono a sottolineare la severità del
panorama. Ci troviamo in una "zona a caccia specifica", come
ci avvertono i bianchi cartelli metallici, ma l'elemento forse più
evidente del passo è l'alto ometto che, simile ad un antico obelisco,
si alza da una piatta ed ampia lastra di pietra al centro del valico.
Dal colle si sale in direzione nord, superando una breve pietraia
derivata da un'antica frana, su cui è visibile il segno 1A. Una traccia
di sentiero è subito visibile sui ripidi pendii erbosi soprastanti il
laghetto, relativamente esposta in alcuni tornanti fino ai circa 2550
metri del già citato Colletto Taf. Qui, su terreno orizzontale e sotto
la strapiombante parete di roccia rossastra a sinistra, si trova una
vecchia ringhiera metallica con una cavo sul lato opposto: sotto la
ringhiera il pendio è effettivamente molto ripido, d'erba e detriti. Si
"scollina" nella Valle di Gressoney accedendo alla pietraia
rossastra lungo la quale, in orizzontale, corre il sentiero 1A per
Weissmatten, ben segnalato. Giunti al termine del tratto orizzontale si
prosegue sulla sinistra ritrovando il sentiero in terra battuta e sassi:
dopo un dosso erboso declinante, controllando costantemente alla propria
sinistra (se non alle proprie spalle) si trova il segnale giallo dipinto
su una bassa roccia ai piedi di una franetta molto più ristretta
rispetto alla precedente, segnale con dicitura "Molto
impegnativo" 1B. Si risale in pochi minuti l'erta franetta
contornata dall'erba pungente e scivolosa, guadagnando i più dolci
pendii erbosi soprastanti, ormai in vista della vetta vera e propria del
Taf. Il problema, a questo punto, è che l'1B continua non già per il
Taf, bensì alla volta della selletta tra questo ed il Taille: vi si
giunge contornando il Taf alla base, su pendii erbosi e pietraie. Il
sentiero resta ben segnalato, anche da bassi ometti, pur richiedendo in
qualche tratto una certa cautela per il valico di rocce inclinate e
lisce; tuttavia, una volta giunti alla selletta citata, si realizza come
la cresta nordoccidentale del Taf alla propria sinistra sia
inaccessibile, composta da un disordinato caos di lastroni e pietrame
instabile. Né, assolutamente, si deve "scollinare" sul
versante soprastante i laghi di Frudiera, estremamente esposto e
pericoloso; si ha insomma realizzato il periplo del Taf, ma per
conquistarne la vetta occorre partire dalla pietraia che si alza dal
dosso erboso già attraversato in precedenza, salendo in direzione
sudovest alla volta del visibilissimo ometto di cima. In pratica, il
percorso più intuitivo, che avviene su erba e pietraie, con qualche
vecchio ometto purtroppo "mimetizzato" dal materiale detritico
circostante. La cresta sommitale è allungata in direzione sudest-
nordovest, arcuata alle estremità; sul punto più alto si trova un
massiccio e basso ometto in pietre rosse, mentre il terreno è conteso
da bassa vegetazione e roccette affioranti. Da qui si ammira la possanza
–e le difficoltà- della lunga cresta del vicino Taille, con il Rena
più oltre; a sudest s'alza invece la Punta di Weissmatten, mentre a sud
fanno bellissima mostra di sé il Marienhorn o Corno Maria (2767), il
Mont Nery (3075), la Punta Soleron (2887), la Punta Champlong (2678). Ad
est ed in basso, Gaby; subito sotto la vetta nel vallone di Graines,
ovviamente, il lago maggiore di Frudiera (2039). La discesa avviene con
la dovuta cautela su pietraie fino al dosso erboso, dal quale si
ripercorre la franetta alla volta dell'1A; qui si può decidere se
continuare per Weissmatten oppure per il Passo ed i laghi di Frudiera e
Graines.
Per quanto concerne infine la tempistica, ecco i
dati registrati nel corso dell'ascensione di Varasc.it di giovedì 24
agosto 2006 ai laghi di Frudiera, al Passo omonimo, al monte Taf ed a
Weissmatten, rientrando infine in Ayas dal Passo della Garda.
Partiti alle 08.34 dall'antica segheria ed
imboccato il sentiero 9, abbiamo raggiunto il bivio tra i sentieri 9, 9A
e 9B alle 08.55. Alle 09.23 eravamo al primo e minore dei laghi, alle
09.27 al maggiore, alle 10.09 al terzo; da lì abbiamo proseguito per il
Passo di Frudiera, toccato tra le nuvole alle 10.25, dopo una pausa
orientativa. Ripartiti alle 10.49, siamo giunti al roccioso Colletto Taf
ed alla sua panoramicissima balconata artificiale alle 11.10,
proseguendo per la deviazione 1B, identificata solo alle 11.27 a causa
della sua invisibilità per chi proviene da Ayas. Per mezzogiorno
eravamo in vetta, dopo aver continuato fino alla sella rocciosa tra Taf
e Taille, scendendo poi alle 12.18 per via del maltempo in arrivo e
tornando sull'1A alle 12.35. Alle 11.57 eravamo su un'immensa pietraia,
in una conca parallela a quella di Gombetta, raggiungendo sotto la
pioggia Weissmatten ed il suo provvidenziale bar alle 13.27. Ripartiti
con il sole alle 14.15 sul sentiero 3A-3B per il Ranzola sotto le volte
della famosa foresta di pino cembro, abbiamo raggiungo alle 14.33 l'alpe
Weissmatten o Prato Bianco, una vecchia malga da cui parte l'1C per la
conca di Gombetta ed il Passo della Garda, a nordovest. Qui si trova
anche una roccia incisa "Urania 1927 FM", dal
significato sconosciuto ma ben evidente al viandante; il sentiero 3A-3B
continua ben tagliato nel fianco boscoso della montagna, munito sulla
sinistra di lunghi tratti di cavo d'acciaio (poi ricoperto da gomma
gialla); alle 14.52, proprio lungo questo tratto e sulla sinistra,
abbiamo scorto una targa bronzea dedicata a Mariateresa Mongiardino,
"Deda", scomparsa il 14 agosto 1978. Alle 14.57 eravamo alla
Gombetta, ridente conca adibita a pascolo che ospita anche un laghetto
omonimo, aperta in direzione sudovest e chiusa su questo lato dalla
massiccia cresta settentrionale del monte Rena, perfettamente visibile.
Il 3B attraversa a metà la conca, sul lato sinistro della pozza,
puntando verso la cresta intervalliva ai cui piedi si trova il bivio
citato sopra: a destra parte il 3A per la Punta Regina, a sinistra l'1C
sale ripidamente tra erba e ginepri alla volta del Passo della Garda,
ormai soprastante: vi siamo giunti alle 15.15. Da qui siamo scesi alle
15.20 mediante il sentiero 9B, di nuovo in Ayas, tornando alle 15.48 al
bivio incontrato all'andata (ore 08.55, per sentieri 9, 9A e 9B). Alle
16.05 eravamo alla vecchia segheria, da cui la mulattiera numero 9
continuava per Graines.
Si consiglia, per maggiore chiarezza, di munirsi
durante l'escursione di una carta comprensiva del territorio
gressoniardo.
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