Monte Rena

 

Montagna non molto conosciuta ma decisamente gratificante, nonostante i soli 2512 metri di quota, il Rena si trova lungo la dorsale intervalliva Ayas- Valle del Lys, a sud del Colle della Ranzola (2170) prima e della Punta Regina (2388) poi. Nonostante la vicinanza con la suddetta Punta, il Rena appare radicalmente diverso: più alto e panoramico, più roccioso, e pertanto decisamente destinato ai soli escursionisti esperti, capaci di affrontare pendii di sfasciumi e tratti di roccia, insensibili all'esposizione al vuoto. Raggiungibile comodamente dal vicino Colle della Ranzola, via Passo della Garda (2281), il Rena si ammira in tutta la sua imponenza dalla vetta della Punta Regina, cui si accede dai 1815 metri di Estoul

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Il percorso per il monte Rena comincia, a sua volta, dal parcheggio di Estoul: qui prosegue la carrabile per il vicino Colle della Ranzola, transitabile alle vetture private per un certo tratto. Si raggiunge il Colle con il sentiero 7, in circa quaranta minuti, dopodiché si può scegliere il 7A che, in un'ora e trenta, porta al Passo della Garda (2281 metri) dopo aver toccato la vetta della Punta Regina. Oppure, una volta al Ranzola, si "scollina" accedendo al versante orientale (Comune di Gressoney- Saint- Jean) sul comodo sentiero 3B per la seggiovia di Weissmatten (2016); questo sentiero parte dall'oratorio abbandonato e, dopo pochi metri in parallelo con l'antico muretto a secco, piega quasi in piano tra prati e pascoli compiendo un'ampia curva ad oriente ai piedi della soprastante Punta della Regina. Superatala, ritorna ad occidente entrando in una caratteristica conca con laghetto (La Gombetta), adibita a pascolo, aperta in direzione sudovest e chiusa su questo lato dalla massiccia cresta settentrionale del monte Rena, perfettamente visibile. Il 3B attraversa a metà la conca, sul lato sinistro della pozza, puntando verso la cresta intervalliva ai cui piedi si trova il bivio citato sopra: a destra parte il 3A per la Punta Regina, a sinistra l'1C sale ripidamente tra erba e ginepri alla volta del Passo della Garda, ormai soprastante. Il valico si presenta molto stretto, chiuso sulla sinistra da una parete rocciosa della cresta e, sulla destra, da due caratteristici gendarmi in roccia grigia, probabilmente i "guardiani" all'origine del suo stesso nome. La vista in direzione occidentale è aperta e varia, in particolare sulla sottostante zona di Frudiera, comprensiva di carrabile che sale ai due laghi; molto più lontano, il monte Bianco. Ad est si nota invece la Quota 2331, primo rilievo della cresta che da sotto il passo diparte verso oriente e contraddistinto dall'evidente ripetitore; più oltre il Belvedere (2209) e la Punta Cialvrina che chiude la breve dorsale interna alla Valle del Lys (2013). Dal Passo della Garda si torna lungo la cresta intervalliva a nord del Rena, a circa 2350 metri, proseguendo su sentieri (1B) generalmente ben marcati e segnalati da ometti e vernice gialla: sempre in cresta si aggira un dosso roccioso passando sulla destra, tra erba e sfasciumi, notando un grande ometto alto almeno un metro e novanta preceduto da un albero privo di rami, a sua volta posto a segnale del percorso. A sud, ormai ben visibile, la vetta del Rena. Sulla destra notiamo distintamente la Testa Comagna ed il Bianco: davanti a noi una scritta un po' sbiadita avverte che, da qui, l'1B diventa "MOLTO DIFFICOLTOSO". Si prosegue lungo un erto tratto di grandi rocce grigie con licheni verdi, che tuttavia non nascondono mai l'1B, del resto segnalato da vernice gialla ed ometti. L'ultimo segmento di percorso avviene sui blocchi dello sperone terminale, immediatamente sottostante la vetta: circa quindici metri di rocce compatte che costituiscono una paretina esposta ma fornita di buoni appigli e cenette orizzontali su cui sostare comodamente. Da questa paretina si accede alla vetta passando sulla sinistra, sul versante gressoniardo, dove si ritrova qualche metro d'erba; la vetta è formata da una lunga cresta posta in direzione nord- sud, rocciosa, con molti "sedili" naturali ed un grande totem di pietre. Da sud, valicate due basse roccette con una certa cautela –sono abbastanza abrasive- si gode una bellissima vista sui sottostanti laghi di Frudiera (2039 e 2033) e sul Mont Nery (3075 metri). In particolare, la vetta del Rena è collegata nella sua estremità sudest con il vicino Monte Taille (2521), caratterizzato da un'erta e lunga cresta rocciosa (circa un chilometro) e da fianchi, altrettanto rocciosi, strapiombanti. Il tratto di cresta che collega le due elevazioni, tuttavia, scende per poi risalire aereo e molto esposto, richiedendo adeguate competenze ed attrezzature alpinistiche per scongiurare possibili incidenti: è pertanto da sconsigliarsi caldamente il proseguimento dal Rena alla volta del monte Taille, senza una guida. Come preannunciato, il Rena è altamente panoramico: offre innanzitutto una bella vista su buona parte della dorsale intervalliva Ayas- Gressoney, mostrando la Regina, l'ostico Ciosé (2647), il tondeggiante Monte Bieteron (2764), il lontano Corno Vitello (3057), il Monte Perrin (2974), la Punta Valfredda (2944), il Testa Grigia (3314), perfino il lontanissimo Cervino e la Dent d'Herens. Imponente anche la visuale sulla catena dei "4000" sul confine italo- elvetico, ammirabile dal Castore alla Punta Gnifetti, con un bel colpo d'occhio sul grande Ghiacciaio del Lys. A nordovest, notiamo invece la Punta Guà (2778), il Corno Bussola (3023), lo Zerbion (2722); più ad ovest il Bianco, la Testa Comagna (2099) e la conca aostana. A sud, come preannunciato, bellissima vista sui 3075 metri del Monte Nery o Becca Frudiera, sul monte Soleron (2887) e sulla Punta Champlon (2678), oltre che sulla regione di Frudiera

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Per quanto concerne infine la tempistica, ecco i dati registrati nel corso dell'ascensione di Varasc.it al monte Rena, venerdì 18 agosto 2006.

Lasciata l'automobile alle 09.02, abbiamo raggiunto innanzitutto il Colle Ranzola alle 09.28, scollinando sul versante orientale e circoscrivendo il lato gressoniardo della Punta Regina fino all'ampio pianoro della Gombetta, dove siamo arrivati alle 10.07; dopo una pausa, abbiamo guadagnato il Passo della Garda per le 10.30. Alle 10.55 ci trovavamo a 2342 metri, alla base del Rena, tra l'albero senza rami e l'alto totem di sassi; alle 11.10 a 2495 metri, sotto l'ultimo tratto di roccia grigia. Per le 11.28 eravamo in vetta, dopo aver apprezzato la comodità degli appigli offerti da questa sorta di paretina. Ripartiti alle 12.31, a malincuore, abbiamo raggiunto la Punta della Regina alle 13.45 dopo una lunga pausa sugli assolati pendii presso il Passo della Garda, tornando alle 14.10 al Ranzola. Ecco, in sintesi, un'escursione gratificante anche se da affrontare con le dovute cautele.  

 

 

 

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