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In difesa del Vallone delle Cime Bianche

 

Profondo solco vallivo situato nell’alta parte della Val d’Ayas, il Vallone delle Cime Bianche contribuisce a formarne la testata superiore, insieme al Vallone di Verra. Confinante con l’alta Valtournenche e chiuso dall’impressionante Glacier d’Aventine o Ghiacciaio di Ventina, il vallone è conformato e protetto da svariate cime di grande fama: dal massiccio della Rocca di Verra che lo separa dall’omonimo vallone, alla sfilata di imponenti “Tremila” sul versante occidentale, quali il Petit e il Grand Tournalin, il Monte Roisetta, la Pointe Sud, il Bec Carré, la Gran Sometta.

A prescindere dalla sua pur fortunata posizione geografica, il Vallone delle Cime Bianche rappresenta un patrimonio condiviso d’inestimabile pregio, in qualità di ultima valle non pesantemente antropizzata dell’intera Val d’Ayas superiore. In altre parole, è priva di piste da sci o impianti di risalita, di strade o strutture abitate, bacini per l'innevamento artificiale o centraline idroelettriche private, nonché di altre strutture invasive per l'ecosistema, purtroppo sempre più diffuse nelle zone circostanti (si pensi allo sfortunato Vallone di Bettaforca). 

Preservata dallo sfruttamento turistico, grazie anche alle caratteristiche morfologiche, questa terra di rara bellezza è difatti quasi completamente tutelata dalla ZPS “Ambienti Glaciali del Gruppo del Monte Rosa” (IT1204220). Il vallone ospita difatti un ricco, delicato ecosistema d'alta quota assolutamente unico nel suo genere e in particolare a livello botanico e geologico, con un importante riferimento alla storia più antica della Val d'Ayas e dell'intera Valle d'Aosta. E' inoltre particolarmente ricco a livello faunistico, a differenza di altri valloni e valli minori che, per motivi antropici (centri abitati, piste da sci, strade etc.), hanno quasi del tutto perso la fauna originaria.

Ciò malgrado, il Vallone delle Cime Bianche e la zona di Frachey, sottostante l’abitato di Saint Jacques, sono attualmente minacciati da un temerario progetto di collegamento funiviario, come indicato dal documento inerente. L'idea affonda in realtà le radici nel lontano passato, essendo già stata proposta sin dagli anni Settanta, e vive attualmente (anni 2015-2017) un momento di grande ribalta, a livello di discussioni e visibilità mediatica. L'idea è molto popolare a livello locale, come dimostrato dalle ultime elezioni comunali in Ayas e da dichiarazioni a livello di Giunta regionale, ad Aosta. Per contro, il collegamento è contestato da migliaia di persone, villeggianti "storici" di Ayas e della sua valle, turisti e amanti della montagna intatta e incontaminata.

In ultimo, il progetto è stato avversato anche da personalità di rilievo, quali lo scrittore Paolo Cognetti; nel corso dell'estate 2017, Varasc.it ha divulgato anche numerosi articoli pubblicati in merito da La Stampa.

Nel dicembre 2018, Varasc.it ha pubblicato, insieme alla fotografa di montagna Annamaria Gremmo, l'articolo "L'ultimo Vallone selvaggio. In difesa del Vallone delle Cime Bianche", ne "Brich & Bocc", Semestrale della sezione C.A.I. di Biella (pp. 30-33). L'articolo è disponibile a questo link.

 

Varasc.it, in coerenza con i propri valori fondamentali e con la policy stessa del sito, avversa inequivocabilmente l'idea del collegamento funiviario e ne contesta la stessa fattibilità economica del progetto. Sin dal 2015, promuove e divulga la causa della difesa del Vallone delle Cime Bianche, 365 giorni l'anno, con ogni mezzo.

 

Per contrastare questo pericolo e per divulgare l’esistenza di alternative coerenti, informando al contempo sui reali rischi comportati da una simile iniziativa, è stato creato nel 2015 il gruppo di lavoro “Ripartire dalle Cime Bianche”, che ha già presentato il proprio programma nell’agosto 2015. Varasc.it, coerentemente alla propria policy, ha fatto parte del gruppo sin dalla sua nascita e fino al mese di gennaio 2017. Pur non partecipando più alle attività del gruppo, Varasc.it continua negli anni 2017 e 2018 a proporne il dossier in libera consultazione, ricordando altresì di aver creato ad hoc la pagina dedicata al vallone nei Luoghi del Cuore del FAI. Varasc.it, infine, ha creato nell'estate 2016 la pagina Facebook ufficiale del gruppo di lavoro, tuttora reperibile e accessibile a questo indirizzo diretto.

Si segnala infine il link alla pagina del sito ufficiale del Club Alpino Italiano valdostano (CAI Valle d'Aosta) inerente alla questione del Vallone delle Cime Bianche.

 

Ripartire dalle Cime BiancheScarica il dossier in formato .pdf

Convegno del 3 dicembre 2016 - Vai all'evento

Profondo solco vallivo situato nell’alta parte della Val d’Ayas, il Vallone delle Cime Bianchecontribuisce a formarne la testata superiore, insieme al Vallone di Verra. Confinante con l’alta Valtournenche e chiuso dall’impressionante Glacier d’Aventine o Ghiacciaio di Ventina, il vallone è conformato e protetto da svariate cime di grande fama: dal massiccio della Rocca di Verra che lo separa dall’omonimo vallone, alla sfilata di imponenti “Tremila” sul versante occidentale, quali il Petite il Grand Tournalin, il Monte Roisetta, la Pointe Sud, il Bec Carré, la Gran Sometta.

A prescindere dalla sua pur fortunata posizione geografica, il Vallone delle Cime Bianche rappresenta un patrimonio condiviso d’inestimabile pregio, in qualità di ultima valle non pesantemente antropizzata dell’intera Val d’Ayas superiore. In altre parole, ad eccezione di pochi alpeggi abbandonati, è privo di strade o bacini d'innevamento artificiale, centraline idroelettriche private, impianti di risalita o altre strutture pervasive, purtroppo in aumento nelle zone circostanti (si pensi allo sfortunato Vallone della Forca o di Forcaz).

Preservato dallo sfruttamento turistico e tuttora priva di strade o piste, grazie anche alle caratteristiche morfologiche, il Vallone delle Cime Bianche è difatti quasi completamente tutelato dalla ZPS “Ambienti Glaciali del Gruppo del Monte Rosa” (IT1204220). Il vallone ospita difatti un ricco, delicato ecosistema d'alta quota assolutamente unico nel suo genere e in particolare a livello botanico e geologico, con un importante riferimento alla storia più antica della Val d'Ayas e dell'intera Valle d'Aosta. E' inoltre particolarmente ricco a livello faunistico, a differenza di altri valloni e valli minori che, per motivi antropici (presenza umana, presenza di abitati, di strade o impianti) hanno quasi del tutto perso la fauna originaria.

Ciò malgrado, il Vallone delle Cime Bianche e la zona di Frachey, sottostante l’abitato di Saint Jacques, sono attualmente minacciati da un temerario progetto di collegamento funiviario, come indicato dal documento inerente. L'idea affonda in realtà le radici nel lontano passato, essendo già stata proposta sin dagli anni Settanta, e vive attualmente (anni 2015-2018) un momento di grande ribalta, a livello di discussioni e visibilità mediatica. E' inoltre ampiamente popolare tra la popolazione residente, ed è stato recentemente avallato a livello politico sia nell'ambito delle elezioni comunali di Ayas, sia tramite dichiarazioni della giunta regionale ad Aosta.

Il progetto è tuttavia contestato da migliaia di persone, da villeggianti ad amanti della montagna "intatta" e naturalmente conservata, di ogni età e provenienza.  E' stato avversato anche da personalità di rilievo, quali lo scrittore Paolo Cognetti; nel corso dell'estate 2017, Varasc.it ha divulgato anche numerosi articoli pubblicati in merito da La Stampa.

 

Varasc.it, in coerenza con i propri valori fondamentali e con la policy stessa del sito, avversa inequivocabilmente l'idea del collegamento funiviario e ne contesta la stessa fattibilità economica del progetto.

 

Il Gruppo di lavoro "Ripartire dalle Cime Bianche"

Per contrastare questo pericolo e per divulgare l’esistenza di alternative coerenti, informando al contempo sui reali rischi comportati da una simile iniziativa, è stato creato nel 2015 il gruppo di lavoro “Ripartire dalle Cime Bianche”che ha presentato il proprio programma nell’agosto 2015. Varasc.it, coerentemente alla propria policy, ha fatto parte del gruppo sin dalla sua nascita e fino al mese di gennaio 2017.

Pur non partecipando più alle attività del gruppo, Varasc.it continua negli anni 2017 e 2018 a proporne il dossier in libera consultazione, ricordando altresì di aver creato ad hoc la paginadedicata al vallone nei Luoghi del Cuore del FAI. Varasc.it, infine, ha creato nell'estate 2016 la pagina Facebook ufficiale del gruppo di lavoro, tuttora reperibile e accessibile a questo indirizzo diretto.

Si segnala infine il link alla pagina del sito ufficiale del Club Alpino Italiano valdostano (CAI Valle d'Aosta) inerente alla questione del Vallone delle Cime Bianche.

 

Ripartire dalle Cime Bianche - Scarica il dossier in formato .pdf

Convegno del 3 dicembre 2016 Vai all'evento

Profondo solco vallivo situato nell’alta parte della Val d’Ayas, il Vallone delle Cime Bianchecontribuisce a formarne la testata superiore, insieme al Vallone di Verra. Confinante con l’alta Valtournenche e chiuso dall’impressionante Glacier d’Aventine o Ghiacciaio di Ventina, il vallone è conformato e protetto da svariate cime di grande fama: dal massiccio della Rocca di Verra che lo separa dall’omonimo vallone, alla sfilata di imponenti “Tremila” sul versante occidentale, quali il Petite il Grand Tournalin, il Monte Roisetta, la Pointe Sud, il Bec Carré, la Gran Sometta.

A prescindere dalla sua pur fortunata posizione geografica, il Vallone delle Cime Bianche rappresenta un patrimonio condiviso d’inestimabile pregio, in qualità di ultima valle non pesantemente antropizzata dell’intera Val d’Ayas superiore. In altre parole, ad eccezione di pochi alpeggi abbandonati, è privo di strade o bacini d'innevamento artificiale, centraline idroelettriche private, impianti di risalita o altre strutture pervasive, purtroppo in aumento nelle zone circostanti (si pensi allo sfortunato Vallone della Forca o di Forcaz).

Preservato dallo sfruttamento turistico e tuttora priva di strade o piste, grazie anche alle caratteristiche morfologiche, il Vallone delle Cime Bianche è difatti quasi completamente tutelato dalla ZPS “Ambienti Glaciali del Gruppo del Monte Rosa” (IT1204220). Il vallone ospita difatti un ricco, delicato ecosistema d'alta quota assolutamente unico nel suo genere e in particolare a livello botanico e geologico, con un importante riferimento alla storia più antica della Val d'Ayas e dell'intera Valle d'Aosta. E' inoltre particolarmente ricco a livello faunistico, a differenza di altri valloni e valli minori che, per motivi antropici (presenza umana, presenza di abitati, di strade o impianti) hanno quasi del tutto perso la fauna originaria.

Ciò malgrado, il Vallone delle Cime Bianche e la zona di Frachey, sottostante l’abitato di Saint Jacques, sono attualmente minacciati da un temerario progetto di collegamento funiviario, come indicato dal documento inerente. L'idea affonda in realtà le radici nel lontano passato, essendo già stata proposta sin dagli anni Settanta, e vive attualmente (anni 2015-2018) un momento di grande ribalta, a livello di discussioni e visibilità mediatica. E' inoltre ampiamente popolare tra la popolazione residente, ed è stato recentemente avallato a livello politico sia nell'ambito delle elezioni comunali di Ayas, sia tramite dichiarazioni della giunta regionale ad Aosta.

Il progetto è tuttavia contestato da migliaia di persone, da villeggianti ad amanti della montagna "intatta" e naturalmente conservata, di ogni età e provenienza.  E' stato avversato anche da personalità di rilievo, quali lo scrittore Paolo Cognetti; nel corso dell'estate 2017, Varasc.it ha divulgato anche numerosi articoli pubblicati in merito da La Stampa.

 

Varasc.it, in coerenza con i propri valori fondamentali e con la policy stessa del sito, avversa inequivocabilmente l'idea del collegamento funiviario e ne contesta la stessa fattibilità economica del progetto.

 

Il Gruppo di lavoro "Ripartire dalle Cime Bianche"

Per contrastare questo pericolo e per divulgare l’esistenza di alternative coerenti, informando al contempo sui reali rischi comportati da una simile iniziativa, è stato creato nel 2015 il gruppo di lavoro “Ripartire dalle Cime Bianche”che ha presentato il proprio programma nell’agosto 2015. Varasc.it, coerentemente alla propria policy, ha fatto parte del gruppo sin dalla sua nascita e fino al mese di gennaio 2017.

Pur non partecipando più alle attività del gruppo, Varasc.it continua negli anni 2017 e 2018 a proporne il dossier in libera consultazione, ricordando altresì di aver creato ad hoc la paginadedicata al vallone nei Luoghi del Cuore del FAI. Varasc.it, infine, ha creato nell'estate 2016 la pagina Facebook ufficiale del gruppo di lavoro, tuttora reperibile e accessibile a questo indirizzo diretto.

Si segnala infine il link alla pagina del sito ufficiale del Club Alpino Italiano valdostano (CAI Valle d'Aosta) inerente alla questione del Vallone delle Cime Bianche.

 

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