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In difesa del Vallone delle Cime Bianche

Novità (febbraio 2020): firma anche tu la petizione online a favore del Vallone!

Novità (novembre 2019): il volume fotografico dedicato alla causa del Vallone e della sua tutela!

 

Profondo solco vallivo situato nell’alta parte della Val d’Ayas, il Vallone delle Cime Bianche contribuisce a formarne la testata superiore, insieme al Vallone di Verra. Confinante con l’alta Valtournenche e chiuso dall’impressionante Glacier d’Aventine o Ghiacciaio di Ventina, il vallone è conformato e protetto da svariate cime di grande fama: dal massiccio della Rocca di Verra che lo separa dall’omonimo vallone, alla sfilata di imponenti “Tremila” sul versante occidentale, quali il Petit e il Grand Tournalin, il Monte Roisetta, la Pointe Sud, il Bec Carré, la Gran Sometta.

A prescindere dalla sua pur fortunata posizione geografica, il Vallone delle Cime Bianche rappresenta un patrimonio condiviso d’inestimabile pregio, in qualità di ultima valle non pesantemente antropizzata dell’intera Val d’Ayas superiore. In altre parole, è priva di piste da sci o impianti di risalita, di strade o strutture abitate, bacini per l'innevamento artificiale o centraline idroelettriche private, nonché di altre strutture invasive per l'ecosistema, purtroppo sempre più diffuse nelle zone circostanti (si pensi allo sfortunato, devastato Vallone di Bettaforca). 

Preservata dallo sfruttamento turistico, grazie anche alle caratteristiche morfologiche, questa terra di rara bellezza è difatti quasi completamente tutelata dalla ZPS “Ambienti Glaciali del Gruppo del Monte Rosa” (IT1204220). Il vallone ospita difatti un ricco, delicato ecosistema d'alta quota assolutamente unico nel suo genere e in particolare a livello botanico e geologico, con un importante riferimento alla storia più antica della Val d'Ayas e dell'intera Valle d'Aosta. E' inoltre particolarmente ricco a livello faunistico, a differenza di altri valloni e valli minori che, per motivi antropici (centri abitati, piste da sci, strade etc.), hanno quasi del tutto perso la fauna originaria. La sua biodiversità lo ha anzi reso un biotopo degno di "particolare conservazione" a livello nazionale.

Il Vallone è peraltro un presidio fondamentale per l'avifauna selvatica, come ricordato nel paper di Fabio Casale "L'avifauna dell'alta Val d'Ayas (Valle d'Aosta, Italia, Alpi occidentali", del 2011, che citava nell'introduzione: (...) "Ampi settori del territorio di Ayas sono stati infatti designati come IBA – Important Bird Area “Monte Rosa – Versante valdostano” (Casale et al., 2000) e come ZPS – Zona di Protezione Speciale e SIC – Sito di Importanza Comunitaria IT1204220 “Ambienti glaciali del gruppo del Monte Rosa” (Tutino e Girod, 2005)." E vi sono stati numerosi gli avvistamenti, in anni recentissimi (2020), anche del maestoso gipeto.

Ciò malgrado, il Vallone delle Cime Bianche e la zona di Frachey, sottostante l’abitato di Saint Jacques, sono attualmente minacciati da un discusso progetto di collegamento funiviario, come indicato dal documento inerente. L'idea affonda in realtà le radici nel lontano passato, essendo già stata proposta sin dagli anni Settanta, e vive attualmente (anni 2015-2020) un momento di grande ribalta, a livello di discussioni e visibilità mediatica. L'idea è molto popolare a livello locale, come dimostrato dalle ultime elezioni comunali in Ayas e da svariate dichiarazioni a livello di Giunta regionale, ad Aosta. Purtroppo, come indicato poco sotto, a fine gennaio 2020 il processo che minaccia la devastazione irrimediabile del Vallone ha conosciuto una nuova e improvvisa ripresa.

Per contro, il collegamento è contestato da migliaia di persone, villeggianti "storici" di Ayas e della sua valle, turisti e amanti della montagna intatta e incontaminata. Fruitori di Ayas e motori della sua economia da decenni.

In ultimo, il progetto è stato avversato anche da personalità di rilievo, quali lo scrittore Paolo Cognetti; nel corso dell'estate 2017 e negli anni seguenti, Varasc.it ha divulgato anche numerosi articoli pubblicati in merito da La Stampa.

L'approvazione del DEFR 2020-2022

Martedì 21 gennaio 2020, la Seconda Commissione del Consiglio Valle ha approvato il "Documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR) per il triennio 2020-2022". Il documento, a pagina 100, prevede esplicitamente di "Realizzare il collegamento tra i comprensori di Cervinia e Monterosa".

 

Varasc.it e il Vallone delle Cime Bianche. La nostra attività, in breve

Varasc.it, in coerenza con i propri valori fondamentali e con la policy stessa del sito, avversa inequivocabilmente l'idea del collegamento funiviario e ne contesta la stessa fattibilità economica del progetto. Sin dal 2015, promuove e divulga la causa della difesa del Vallone delle Cime Bianche, 365 giorni l'anno, pro bono e con ogni mezzo. Nel tardo 2019, dopo un lungo lavoro, ha pubblicato con Annamaria Gremmo un volume completamente dedicato al tema della conservazione del Vallone.

Il 9 febbraio, Varasc.it, insieme ad Annamaria Gremmo e Francesco Sisti, ha lanciato la petizione in difesa del Vallone delle Cime Bianche. Il titolo è: "In difesa delle Cime Bianche. Diciamo NO al progetto funiviario nel Vallone!"

Varasc.it ha creato la pagina originariamente dedicata al vallone nei Luoghi del Cuore del FAI.

Nel dicembre 2018, Varasc.it ha pubblicato, insieme alla fotografa di montagna Annamaria Gremmo, l'articolo "L'ultimo Vallone selvaggio. In difesa del Vallone delle Cime Bianche", ne "Brich & Bocc", Semestrale della sezione C.A.I. di Biella (pp. 30-33). L'articolo è disponibile a questo link.

A febbraio 2019, Varasc.it ha pubblicato, sempre insieme ad Annamaria Gremmo, l'articolo "L'ultimo Vallone selvaggio", in "Monti e Valli. Periodico del CAI Sezione di Torino", disponibile a questo link.

Il 21 febbraio 2019, insieme ad Annamaria Gremmo e Francesco Sisti, Varasc.it è stato ospite del CAI di Biella presso l'Auditorium di Città Studi, presentando la serata fotografica "L'ultimo Vallone selvaggio. In difesa delle Cime Bianche", che ha visto la partecipazione di circa 350 persone e un'ampia copertura mediatica.

Una seconda serata divulgativa, sempre insieme a Francesco Sisti ed Annamaria Gremmo, su invito del CAI Mariano Comense, ha avuto luogo il 18 maggio 2019.

Nel mese di giugno 2019, la prestigiosa rivista del CAI, Montagne 360, ha pubblicato il portfolio fotografico "L'ultimo Vallone selvaggio", dedicato al Vallone e alla sua tutela da Varasc.it, Annamaria Gremmo e Francesco Sisti.

Il 21 agosto 2019, il giornalista Andrea Formagnana ha pubblicato, prima sull'edizione cartacea de "Il Biellese" e quindi sull'edizione online, un ampio articolo con reportage fotografico dedicato alla conservazione del Vallone delle Cime Bianche e alla nostra azione in tal senso.

Il 18 ottobre 2019, nella prestigiosa sede di Palazzo Ducale, Varasc.it è stato ospite del CAI di Genova insieme ad Annamaria Gremmo e Francesco Sisti per una terza serata divulgativa a favore della conservazione del Vallone delle Cime Bianche.

Il Numero 3 del 2019 della Rivista della Sezione Ligure "Quota Zero" del CAI di Genova ha visto la pubblicazione dell'articolo "L'ultimo Vallone selvaggio", firmato da Annamaria Gremmo, Francesco Sisti e Varasc.it (pagine 36-39, per gentile concessione del CAI Sezione Ligure).

A inizio novembre 2019, Varasc.it e Annamaria Gremmo hanno pubblicato l'atteso volume fotografico votato alla conservazione del Vallone: "L'Ultimo Vallone Selvaggio. In difesa delle Cime Bianche", disponibile scrivendo a questo indirizzo e-mail dedicato.

Sabato 16 novembre 2019, in occasione dell'evento "Alpinisti in Mostra", Varasc.it e Annamaria Gremmo hanno presentato il libro "L’Ultimo Vallone Selvaggio. In difesa delle Cime Bianche"
presso il CAI di Santena (TO). É anche disponibile l'evento su FB.

Sabato 23 novembre 2019: il CAI di Biella ha omaggiato i Soci anziani, presso l'Auditorium Sella di Biella, con copie del nuovo libro "L'Ultimo Vallone Selvaggio. In difesa delle Cime Bianche".

Sabato 30 novembre 2019 è stato presentato il volume "L'Ultimo Vallone Selvaggio", con buon successo di pubblico e partecipazione, presso la Libreria Vittorio Giovannacci di Biella, con la moderazione del giornalista Andrea Formagnana.

Martedì 03 dicembre 2019 verranno presentati sia il libro che la causa di conservazione del Vallone a Casale Monferrato, ospiti del Festival della Virtù Civica, in collaborazione con il CAI locale.

Mercoledì 11 dicembre 2019 alle ore 21.00 il libro "L'Ultimo Vallone Selvaggio" e la causa del Vallone sono stati presentati presso il CAI di Arona.

Venerdì 27 dicembre 2019, il libro "L'Ultimo Vallone Selvaggio" e la sua grande causa sono stati presentati in Valle d'Aosta, ospiti della Biblioteca di La Magdeleine (Valtournenche) alle ore 18.00.

Venerdì 10 gennaio 2020, Daniela Giachino ha pubblicato l'articolo "In un libro fotografico la difesa di Cime Bianche" ne La Stampa, Sezione Aosta & Regione, pag. 47.

Il numero 102 (2/2020) di Meridiani Montagne, nella rubrica "Lo Scaffale", ha recensito il volume fotografico "L'Ultimo Vallone Selvaggio. In difesa delle Cime Bianche".

Lunedì 13 gennaio: l'Associazione Dislivelli ha recensito, a firma di Maurizio Dematteis, il nostro libro fotografico nel numero 102 (dicembre 2019-gennaio 2020) della propria Rivista.

Venerdì 24 gennaio 2020. Sulla rivista nazionale "Viaggi e Cammini", è pubblicato l'articolo fotografico "Cime Bianche. Ma per quanto?", pp. 32-41, firmato da Annamaria Gremmo, Francesco Sisti, Marco Soggetto.

Il volume fotografico e la causa del Vallone sono stati presentati, ospiti della Commissione Culturale del CAI Milano, venerdì 31 gennaio 2020 alle ore 21.00 in via Duccio di Boninsegna 22/23. Ottimo successo di pubblico, sala piena, grande partecipazione, oltre un'ora di domande e dibattito. Qui disponibile il link all'evento sul sito della Commissione Culturale del CAI Milano.

Il volume e il progetto fotografico "L'Ultimo Vallone Selvaggio" sono stati presentati all'Espace Populaire di Aosta venerdì 07 febbraio 2020, alle ore 18.15, su invito dell'Arci Valle d'Aosta e di Valle Virtuosa. Qui disponibile il link diretto all'evento.

In data 09 febbraio 2020 è stata lanciata la nostra petizione online a favore del Vallone delle Cime Bianche, sulla piattaforma Change.org. La petizione ha raggiunto quota 1400 firme nelle prime 24 ore e 4000 firme alle ore 13.00 di sabato 15 febbraio, a meno di una settimana dal suo lancio.

Il 12 febbraio 2020, nell'edizione delle ore 14.00, il TgR Valle d'Aosta ha pubblicato l'intervista dedicata al progetto fotografico "L'Ultimo Vallone Selvaggio", registrata durante la serata del 7 febbraio 2020 ad Aosta.

Il 14 febbraio 2020, Mountcity ha pubblicato l'esauriente articolo "Vallone delle Cime Bianche, lanciata una petizione", in merito alla nostra attività divulgativa sul Vallone e alla serata del 31 gennaio presso il CAI Milano.

Il 19 febbraio 2020, il sito Alpinismo & Co. ha pubblicato l'articolo "In difesa delle Cime Bianche", che dà voce alla nostra petizione e attività in difesa del Vallone.

Venerdì 28 febbraio. Annullata, purtroppo, la nostra serata di presentazione fotografica presso il CAI di Pinerolo, a causa dell'emergenza coronavirus.

Venerdì 28 febbraio. La nostra petizione pro bono, lanciata il giorno 9, raggiunge oggi le 6.000 firme.

Il primo marzo 2020, Luca Martinelli ha pubblicato sulla rivista nazionale "Altreconomia" l'articolo "Annamaria Gremmo e Marco Soggetto. A difesa delle Cime Bianche".

Mercoledì 11 marzo 2020. Varasc.it ritiene non coerente la ricostruzione dell'impegno profuso nella causa del Vallone delle Cime Bianche, peraltro facilmente verificabile proprio in questa pagina!, e si dissocia dall'articolo volutamente fazioso pubblicato a questo link, non riconoscendolo come degno di fede o considerazione. Si ricorda che l'impegno pro bono dedicato alla salvaguardia del Vallone è sotto agli occhi di tutti, e facilmente verificabile.

 

Varie

Si segnala il link alla pagina del sito ufficiale del Club Alpino Italiano valdostano (CAI Valle d'Aosta) inerente alla questione del Vallone delle Cime Bianche.

Luglio 2019. Attenzione! Si segnala che l'account Instagram denominato "varasc_cimebianche" non ha alcun collegamento con l'originale Varasc.it, in ogni sua forma ed estensione social. Si segnala inoltre che questo account è, in realtà, apertamente a favore dell'impianto che devasterebbe il Vallone delle Cime Bianche (zona protetta). In totale e netta antitesi con le opinioni, peraltro ben note, di Varasc.it in merito alla protezione a ogni costo del Vallone delle Cime Bianche.

Profondo solco vallivo situato nell’alta parte della Val d’Ayas, il Vallone delle Cime Bianchecontribuisce a formarne la testata superiore, insieme al Vallone di Verra. Confinante con l’alta Valtournenche e chiuso dall’impressionante Glacier d’Aventine o Ghiacciaio di Ventina, il vallone è conformato e protetto da svariate cime di grande fama: dal massiccio della Rocca di Verra che lo separa dall’omonimo vallone, alla sfilata di imponenti “Tremila” sul versante occidentale, quali il Petite il Grand Tournalin, il Monte Roisetta, la Pointe Sud, il Bec Carré, la Gran Sometta.

A prescindere dalla sua pur fortunata posizione geografica, il Vallone delle Cime Bianche rappresenta un patrimonio condiviso d’inestimabile pregio, in qualità di ultima valle non pesantemente antropizzata dell’intera Val d’Ayas superiore. In altre parole, ad eccezione di pochi alpeggi abbandonati, è privo di strade o bacini d'innevamento artificiale, centraline idroelettriche private, impianti di risalita o altre strutture pervasive, purtroppo in aumento nelle zone circostanti (si pensi allo sfortunato Vallone della Forca o di Forcaz).

Preservato dallo sfruttamento turistico e tuttora priva di strade o piste, grazie anche alle caratteristiche morfologiche, il Vallone delle Cime Bianche è difatti quasi completamente tutelato dalla ZPS “Ambienti Glaciali del Gruppo del Monte Rosa” (IT1204220). Il vallone ospita difatti un ricco, delicato ecosistema d'alta quota assolutamente unico nel suo genere e in particolare a livello botanico e geologico, con un importante riferimento alla storia più antica della Val d'Ayas e dell'intera Valle d'Aosta. E' inoltre particolarmente ricco a livello faunistico, a differenza di altri valloni e valli minori che, per motivi antropici (presenza umana, presenza di abitati, di strade o impianti) hanno quasi del tutto perso la fauna originaria.

Ciò malgrado, il Vallone delle Cime Bianche e la zona di Frachey, sottostante l’abitato di Saint Jacques, sono attualmente minacciati da un temerario progetto di collegamento funiviario, come indicato dal documento inerente. L'idea affonda in realtà le radici nel lontano passato, essendo già stata proposta sin dagli anni Settanta, e vive attualmente (anni 2015-2018) un momento di grande ribalta, a livello di discussioni e visibilità mediatica. E' inoltre ampiamente popolare tra la popolazione residente, ed è stato recentemente avallato a livello politico sia nell'ambito delle elezioni comunali di Ayas, sia tramite dichiarazioni della giunta regionale ad Aosta.

Il progetto è tuttavia contestato da migliaia di persone, da villeggianti ad amanti della montagna "intatta" e naturalmente conservata, di ogni età e provenienza.  E' stato avversato anche da personalità di rilievo, quali lo scrittore Paolo Cognetti; nel corso dell'estate 2017, Varasc.it ha divulgato anche numerosi articoli pubblicati in merito da La Stampa.

 

Varasc.it, in coerenza con i propri valori fondamentali e con la policy stessa del sito, avversa inequivocabilmente l'idea del collegamento funiviario e ne contesta la stessa fattibilità economica del progetto.

 

Il Gruppo di lavoro "Ripartire dalle Cime Bianche"

Per contrastare questo pericolo e per divulgare l’esistenza di alternative coerenti, informando al contempo sui reali rischi comportati da una simile iniziativa, è stato creato nel 2015 il gruppo di lavoro “Ripartire dalle Cime Bianche”che ha presentato il proprio programma nell’agosto 2015. Varasc.it, coerentemente alla propria policy, ha fatto parte del gruppo sin dalla sua nascita e fino al mese di gennaio 2017.

Pur non partecipando più alle attività del gruppo, Varasc.it continua negli anni 2017 e 2018 a proporne il dossier in libera consultazione, ricordando altresì di aver creato ad hoc la paginadedicata al vallone nei Luoghi del Cuore del FAI. Varasc.it, infine, ha creato nell'estate 2016 la pagina Facebook ufficiale del gruppo di lavoro, tuttora reperibile e accessibile a questo indirizzo diretto.

Si segnala infine il link alla pagina del sito ufficiale del Club Alpino Italiano valdostano (CAI Valle d'Aosta) inerente alla questione del Vallone delle Cime Bianche.

 

Ripartire dalle Cime Bianche - Scarica il dossier in formato .pdf

Convegno del 3 dicembre 2016 Vai all'evento

Profondo solco vallivo situato nell’alta parte della Val d’Ayas, il Vallone delle Cime Bianchecontribuisce a formarne la testata superiore, insieme al Vallone di Verra. Confinante con l’alta Valtournenche e chiuso dall’impressionante Glacier d’Aventine o Ghiacciaio di Ventina, il vallone è conformato e protetto da svariate cime di grande fama: dal massiccio della Rocca di Verra che lo separa dall’omonimo vallone, alla sfilata di imponenti “Tremila” sul versante occidentale, quali il Petite il Grand Tournalin, il Monte Roisetta, la Pointe Sud, il Bec Carré, la Gran Sometta.

A prescindere dalla sua pur fortunata posizione geografica, il Vallone delle Cime Bianche rappresenta un patrimonio condiviso d’inestimabile pregio, in qualità di ultima valle non pesantemente antropizzata dell’intera Val d’Ayas superiore. In altre parole, ad eccezione di pochi alpeggi abbandonati, è privo di strade o bacini d'innevamento artificiale, centraline idroelettriche private, impianti di risalita o altre strutture pervasive, purtroppo in aumento nelle zone circostanti (si pensi allo sfortunato Vallone della Forca o di Forcaz).

Preservato dallo sfruttamento turistico e tuttora priva di strade o piste, grazie anche alle caratteristiche morfologiche, il Vallone delle Cime Bianche è difatti quasi completamente tutelato dalla ZPS “Ambienti Glaciali del Gruppo del Monte Rosa” (IT1204220). Il vallone ospita difatti un ricco, delicato ecosistema d'alta quota assolutamente unico nel suo genere e in particolare a livello botanico e geologico, con un importante riferimento alla storia più antica della Val d'Ayas e dell'intera Valle d'Aosta. E' inoltre particolarmente ricco a livello faunistico, a differenza di altri valloni e valli minori che, per motivi antropici (presenza umana, presenza di abitati, di strade o impianti) hanno quasi del tutto perso la fauna originaria.

Ciò malgrado, il Vallone delle Cime Bianche e la zona di Frachey, sottostante l’abitato di Saint Jacques, sono attualmente minacciati da un temerario progetto di collegamento funiviario, come indicato dal documento inerente. L'idea affonda in realtà le radici nel lontano passato, essendo già stata proposta sin dagli anni Settanta, e vive attualmente (anni 2015-2018) un momento di grande ribalta, a livello di discussioni e visibilità mediatica. E' inoltre ampiamente popolare tra la popolazione residente, ed è stato recentemente avallato a livello politico sia nell'ambito delle elezioni comunali di Ayas, sia tramite dichiarazioni della giunta regionale ad Aosta.

Il progetto è tuttavia contestato da migliaia di persone, da villeggianti ad amanti della montagna "intatta" e naturalmente conservata, di ogni età e provenienza.  E' stato avversato anche da personalità di rilievo, quali lo scrittore Paolo Cognetti; nel corso dell'estate 2017, Varasc.it ha divulgato anche numerosi articoli pubblicati in merito da La Stampa.

 

Varasc.it, in coerenza con i propri valori fondamentali e con la policy stessa del sito, avversa inequivocabilmente l'idea del collegamento funiviario e ne contesta la stessa fattibilità economica del progetto.

 

Il Gruppo di lavoro "Ripartire dalle Cime Bianche"

Per contrastare questo pericolo e per divulgare l’esistenza di alternative coerenti, informando al contempo sui reali rischi comportati da una simile iniziativa, è stato creato nel 2015 il gruppo di lavoro “Ripartire dalle Cime Bianche”che ha presentato il proprio programma nell’agosto 2015. Varasc.it, coerentemente alla propria policy, ha fatto parte del gruppo sin dalla sua nascita e fino al mese di gennaio 2017.

Pur non partecipando più alle attività del gruppo, Varasc.it continua negli anni 2017 e 2018 a proporne il dossier in libera consultazione, ricordando altresì di aver creato ad hoc la paginadedicata al vallone nei Luoghi del Cuore del FAI. Varasc.it, infine, ha creato nell'estate 2016 la pagina Facebook ufficiale del gruppo di lavoro, tuttora reperibile e accessibile a questo indirizzo diretto.

Si segnala infine il link alla pagina del sito ufficiale del Club Alpino Italiano valdostano (CAI Valle d'Aosta) inerente alla questione del Vallone delle Cime Bianche.

 

Ripartire dalle Cime Bianche - Scarica il dossier in formato .pdf

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