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Gran Sometta

Nota importante (2014-2021): aiutaci a difendere il Vallone delle Cime Bianche!

 

Le Cime Bianche sono tre vette note e ben evidenti che, creando un piacevole contrasto cromatico tra il verde delle praterie d'alta montagna, sorgono in fondo al Vallone di Courtod o di Cime Bianche, lungo lo spartiacque tra Ayas e Valtournenche. La Gran Sometta è la punta settentrionale, il Bec Carré quella centrale, la Pointe Sud la più meridionale, separata dal Monte Roisettaz dal Colle Roisetta.

Composta da un curioso e massiccio affioramento di calcare d'epoca preistorica, la Gran Sometta raggiunge i 3166 metri di quota ed è pertanto raggiungibile con un dislivello di circa 1477 metri da Saint Jacques; la salita richiede di percorrere l'intero Vallone di Cime Bianche, di Cortot o Courtod, superando dapprima la Pointe Sud e successivamente la cima centrale della pittoresca triade, il Bec Carré.

L'intero Vallone delle Cime Bianche è purtroppo minacciato, sin dal 2014, da un progetto di collegamento funiviario - pur essendo zona protetta.

Le Cime Bianche sono composte da rari affioramenti calcarei risalenti al Triassico, l'era più lontana del Mesozoico, e sono paragonabili alle famose Dolomiti. Contengono anche gli unici fossili trovati in Valle d'Aosta, dei rari coralli; queste rocce, dal colore chiaro, risaltano molto sui calcescisti e sulle rocce ofiolitiche circostanti, per cui sono molto visibili. Il sentiero proposto sale lungo pascoli erbosi, valicando frequenti ruscelli e torrenti fino ai bellissimi Laghi delle Cime Bianche che preludono all'ultima salita prima del Colle Inferiore delle Cime Bianche. Non vi sono salite estenuanti, bensì lunghi tratti semipianeggianti intervallati da dislivelli progressivi, simili a continui altopiani.

Questo percorso ha anche un'importante storia. Un tempo, da Verrès e dal fondovalle ayassino salivano lungo questa strada i mercanti che andavano a commerciare riso, stoffa, pietra ollare con il Vallese, tra il XII ed il XVI secolo. Veniva anche importato bestiame. Nel 1650, una piccola era glaciale pose fine a questi fiorenti traffici, chiudendo Ayas a nord.

Gran Sometta. La via di salita

Varasc.it è tornato in zona nell'estate 2011 e nel 2013, ma ecco il resoconto esemplificativo dell'ascensione effettuata da Varasc.it sabato 30 luglio 2005. Per le modifiche accorse durante il 2007 nella zona dei due Colli di Cime Bianche, si veda il volume Le Vette della Val d'Ayas.

Partito alle 09.26 da Blanchard, il paese soprastante Saint Jacques, ho raggiunto con bel tempo Fiery alle 09.41. Il percorso è, inizialmente, similare a quello necessario per salire al Bivacco Città di Mariano: tuttavia si supera il bivio per il bivacco continuando dritti, fino a raggiungere l'apparente testata della valletta, dove sorgono alcune strutture abbandonate. Ci troviamo all'Alpe Mase, costruita nel 1910 e oggi in rovina. In particolare, la piccola baita meglio conservata presentava un tempo un sicuro punto di riferimento al viandante: vi si trovava un curioso cartello giallo, molto vistoso, che avvertiva di prestare attenzione al CANCELLO COMANDATO ELETTRICAMENTE, scomparso nell'estate 2008. La casetta resta a ogni modo molto evidente, ed è stata raggiunta alle ore 11.20.

A sinistra sorge un piccolo colle erboso, attraversato da un torrentello, che si valica seguendo i frequenti segnali gialli presenti sul sentiero. Dopo un'altra monotona successione di pianori erbosi e salitelle, si raggiunge alle 12.34 il primo bacino lacustre, di un blu intenso. Si valica l'emissario su comodi sassi (segnali) risalendo l'erto dosso roccioso ed erboso a ovest del primo lago, il minore. Il lago successivo, più vasto, è il Gran Lago delle Cime Bianche, dove si tiene la   "regata più alta del mondo". La ricezione dei cellulari, vista forse la vicinanza con Cervinia, è ottima. Salendo scopriamo in realtà la presenza di tre laghi, uno molto più elevato degli altri, alla loro destra (il Lac de la Pointe de Rollin). 

Alle 13.05, giunti ad attraversare la seggiovia del Colle Inferiore delle Cime Bianche, ci ritroviamo in un paesaggio lunare: immensi pianori sassosi, detriti metallici e vetrosi, assenza di vegetazione, eccettuate poche margherite. Davanti e sotto di noi si stende la valle del Breuil, con Cervinia e la sua diga artificiale. Sulla destra, il Plateau Rosa. Alla nostra sinistra, una breve cresta di detriti. Partiti alle 13.30 con buon slancio, arriviamo in vetta entro le 13.35, dopo una facile salita dove sussisteva il rischio di smuovere schegge di roccia; data l'esposizione, è forse corretto tenere i bambini per mano, nell'ultimo tratto. In vetta troviamo un piccolo e sbiadito cippo con i punti cardinali e, sotto, una lapide che ne reca i colli e le vette visibili a 360°; una "meridiana" dovrebbe indicarli, ma è stata sostituita da una grande statua bianca della Madonna. Alla nostra sinistra ed alle nostre spalle la Grand Sommettaz o Gran Sometta e più dietro ancora, il Bec Carré, ormai invasi dalle nuvole. Scendiamo alle 14.00 , tornando alle 14.20 ai laghi. Per le 15.10 siamo alla casetta dell'Alpe Mase, per le 17.00 a St. Jacques, dopo una buona pausa. 

Nell'agosto 2019, il CAI di Varese ha sostituito la statua della Madonna in cima alla Gran Sometta, rimpiazzandone una copia danneggiata.

Nuovo tracciato di avvicinamento, estate 2007

Lungo il tratto inferiore del TMR per le Cime Bianche e, inizialmente, per il Bivacco Città di Mariano, si segnala una variazione: appena oltre Fiery (N45 52.177 E7 43.708) è infatti stato realizzato l'ottimo sentiero che risale il valloncello di Tzére, accedendo innanzitutto al bosco retrostante la pensione Bellavista. Qui si alza descrivendo un'ampia curva sulla destra, panoramica sulla bella cascata proveniente da Tzére e dal lago omonimo: si passa sotto una evidente parete rocciosa nera, con alcuni nomi incisi in giallo, raggiungendo una bella terrazza panoramica con tanto di panchina e staccionata. Appena oltre il sentiero, recentemente messo in sicurezza, si inerpica sul lato destro (per chi sale) della cascata, con gradini e tubi blu in polietilene corrugato, atti a contenere eventuali tracimazioni. Appena sopra si accede, dopo gli ultimi alberi, al valloncello di Tzére: il sentiero corre sulla destra del pianoro e del torrente, con frequenti innesti di pietrame nei punti più cedevoli, in piano.

Si arriva ad un ponticello in legname chiaro (N45 52.963 E7 43.307), con una unica balaustra sul lato a monte: da qui si scorge una bella vista del Palon di Tzére (N45 53.603 E7 42.785) e del Bivacco Mariano. I segni gialli (frecce e TMR) sono frequenti. Oltre il ponte, si piega a sinistra sotto alte pareti nere, risalendo poi di fianco ad un ruscello: si sorpassa una curiosa roccia grigia emergente dall'erba come un dente lungo e dotato di sperone, salendo poi ad unirsi al precedente tracciato TMR - 6,6A, 6B. L'arrivo nel vallone soprastante avviene presso il caratteristico ruscello dalle sponde rossastre (ferrose): procedendo a destra si prosegue per il Palon e per il Bivacco, a sinistra si rientra nel vallone di Cime Bianche. 

Varasc.it, martedì 09 agosto 2011, è tornato al Colle Sud delle Cime Bianche ed alla Gran Sometta, salendo dal Lac de Rollin e dal Colle Roisetta o Colle della Pointe Sud. La salita alla Sometta, iniziata alle ore 13.00 nel forte vento, è terminata in vetta alle 13.40; secondo il libro di vetta, la Madonna è stata sostituita con una nuova statua il giorno 03 agosto 2011, con l'ausilio di un elicottero. Questa salita ha confermato e sottolineato l'indescrivibile bellezza del Vallone di Cime Bianche, vero gioiello d'alta quota, composto da un delicato ecosistema di pascoli, zone umide e ruscelli da preservare ad ogni costo.

Le Cime Bianche e la Sometta nella letteratura

Nel 1923, l'opera Itinerari alpini V. Dall'Attendamento S.A.R.I. in Valle d'Ayas descrisse la Gran Sometta o Cemetta, m. 3167. Interessante belvedere sulla testata della Valtournanche e valle d'Ayas. Il volume forniva sommarie informazioni sulla salita per la cresta N.-E. e Per il versante Nord, oltre che per la cresta Sud, dal colle inferiore a sud delle Cime Bianche in un'ora circa.

Nel 1962, La Valle del Cervino di Francesco Cavazzaro descrisse la Gran Sometta o Cemetta ( m 3166 IGM e TCI). Facile montagna; isolata com'è offre uno splendido punto di vista su tutto l'alto bacino di Valtornenza. Se ne dipartono tre creste: quella E scende sul colle superiore delle Cime Bianche (colle della Gran Sometta o di Fièry); quella S scende sul colle inferiore delle Cime Bianche, bocchetta N; quella O scende a formare la Motta di Pleté.

Il Canonico G. Carrel nel numero 12 del Bullettino del Club Alpino Italiano, 1° semestre 1868 pubblicò il pregevole articolo La Vallée de Valtornenche en 1867, descrivendo la Grand'Cemetta. Cette gracieuse cime est sur la même arête que la Motta de Plété, mais elle est plus au levant et beaucoup plus élevée (3230m). La vue en est très-étendue. On voit très-bien le Mont-Blanc, la cime de Luseney, la Dent de Rond, la Dent-Blanche, les Mischabels, le Breithorn, la Tête-Grise, la Roizetta et le Grand-Tornalin. On distingue aussi le lointain le Mont-Viso et les magnifiques cimes des Alpes Graïes. Cette pointe est tout à fait en face du Mont-Cervin.

(...) La Grand'Cemetta domine au midi le col des Cimes-Blanches (2911m) par lequel on passe pour aller de Valtornenche à Ayas. Elle domine au levant le Col Supérieur dit aussi des Cimes-Blanches (3021m) que traversa De Saussure le 16 août 1792 en se rendant du Breil à Saint-Jacques d'Ayas. Elle domine enfin les immenses glaciers qui s'étendent au pied du Breithorn depuis ce col jusqu'à Saint-Théodule. C'est un passage très-fréquenté par les voyageurs qui se rendent d'Ayas et de Gressoney en Valais par les glaciers de Saint-Théodule. Ce fut à un petit kilomètre de ce col que périt dans une profonde crevasse François-Léon Welf, syndic de Gressonney-la-Trinité, le 2 septembre 1852, à 8 heures du soir. Tout ce qu'on a fait alors pour le retirer de cet abime à été sans succès. Le glacier a gardé sa victime. Il dotto Autore aggiunse inoltre: (...) L'étymologie de Cimes-Blanches vient vraisemblablement de la couleur de la roche qui compose l'arête des montagnes qui séparent les hauts pàturages de Valtornenche et d'Ayas depuis la Roizetta jusqu'à la Grand'Cemetta; ce sont des masses énormes de calcaire plus ou moins blanc.

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