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Colle Roisetta

Nota importante (luglio 2014): Proteggi il Vallone delle Cime Bianche grazie al Fondo Ambiente Italiano!

 

Noto anche come Colle della Pointe Sud des Cimes Blanches o come Bocchetta Sud del Colle Inferiore delle Cime Bianche, il Colle Roisetta è un passo attualmente poco frequentato che collega l'alta Val d'Ayas con la Valtournanche. Sorge ai piedi dell'imponente cima omonima.

Esso mette in comunicazione l'alta Comba d'Aventina, testata del Vallone di Cime Bianche, con gli alti pascoli soprastanti il comune di Valtournenche; sorge a 2828 metri, immediatamente a nord della lunga cresta settentrionale del Monte Roisetta ed a meridione della Pointe Sud, la vetta più meridionale delle tre Cime Bianche. Varasc.it, nell'agosto 2011, ha voluto raggiungere e descrivere questo passaggio alpino, insolitamente ignorato dalla manualistica e dallo scibile Internet, per offrire al pubblico ed ai viandanti una più completa ed esauriente "copertura" dell'affascinante, vasta area delle Cime Bianche.

Il colle venne solamente descritto da Gino Buscaini nell'opera Monte Rosa e Mischabel e nel volume La Valle del Cervino di Francesco Cavazzani nel 1962. La difficile ripartizione geografica e toponomastica dell'area, fitta di cime e di valichi ai quali vennero dati più nomi (sia dalle popolazioni del versante ayassino che della Valtournanche) fu analizzata nella Parte quarta del libro: (...) Anche qui si deve segnalare la confusione delle denominazioni. Esistono due bocchette delle Cime Bianche, una N e l'altra S, con conseguente difficoltà di distinguerle fra loro. La prima (m 2896 IGM) si apre tra la Gran Sometta e il Bec Carré, la seconda (m 2733 TCI, non quotata dall'IGM) si apre a S della Cima Bianca S. Entrambe sono transitabili: ed allora quale delle due è il "colle inferiore delle Cime Bianche"? Secondo l'IGM la qualifica spetta alla bocchetta N, la carta del TCI (tanto per cambiare) è di parere opposto e attribuisce il nome di colle infer. delle Cime Bianche alla bocchetta S oppure (edizioni più recenti) a tutte e due. (...) Ritorniamo alla cresta spartiacque. Dopo la bocchetta S delle Cime Bianche, lo spartiacque si rialza alla q. 2826 IGM e continua a salire fino alla vetta del M. Roisetta (m 3324 IGM, 3321 TCI). L'Autore tornò più avanti, a pagina 247, a descrivere la Bocchetta Sud (m 2826 IGM senza nome, 2733 TCI), oggi definito Colle Roisetta. (...) Dove termina la cresta N della Roisetta si apre una depressione che costituisce il nostro colle. A parte l'incredibile differenza (quasi 100 metri!) di quota esistente tra la carta IGM e quella del TCI, facile è la confusione con l'altra bocchetta più a N, dato che entrambi i valichi sono indicati come un unico colle inferiore delle Cime Bianche. Chi proviene da Cervinia lo usa raramente transitandovi soltanto per salire lungo la cresta N alla Roisetta; rappresenta invece un notevole accorciamento di percorso tra Fièry e Cheneil o Valtornenche, evitando il più lungo giro attraverso la Bocchetta N. 

Più in dettaglio, l'ampio valico è posto ad 1.3 km in linea d'aria dalla vetta ayassina della Roisetta ed a 557 metri dalla Pointe Sud. E' bene specificare che la salita a questo colle oggi dimenticato, per chi proviene dall'alta Ayas, comporta un lungo tragitto di avvicinamento (nel complesso, l'escursione tocca i 20 km di estensione) e, nel tratto terminale, la salita in zone prive di segnaletica e dirupate, con brevi ma forti pendenze e passaggi su roccette ed erba in posizione scoscesa. Per tali motivi, l'escursione al Colle Roisetta è consigliata ai soli escursionisti esperti ed allenati, in grado di ricorrere con profitto a bussola e cartografia; la salita è consigliabile nella stagione estiva, in assenza di neve. Il dislivello da Saint Jacques ammonta a circa 1140 metri, con svariati saliscendi che ne rendono difficile l'esatta determinazione; il tempo necessario ammonta a circa 4 ore.

L'avvicinamento si svolge, come per la maggior parte delle mete poste nell'alto vallone di Cime Bianche, mediante il sentiero 6-TMR-GSW che risale da Fiery, al disopra di Saint Jacques-Blanchard. Gli escursionisti più esperti della zona potranno effettuare variazioni di questo percorso iniziale, risalendo dal piacevole valloncello di Tzère o di Cère oppure lungo il selvaggio sentiero 5A, lungo il Torrent de Cortot, peraltro parallelo al più usuale tracciato numero 6.

Non si abbandona mai il sentiero principale, in questo caso il 6, che offre una maggiore visibilità rispetto al 5A e dunque una migliore percorribilità. A quota 2735 metri ed a circa tre ore dalla partenza, ben oltre l'alpe Mase, si perviene, lungo il torrente, ad un evidente bivio ben segnalato: a sinistra, un guado segna l'inizio dei sentieri 6A e 6B che, dopo un tratto in comune, si dividono nei pressi del Lac de Rollin, a 2822 metri. Si abbandona dunque il 6, che corre ancora alla volta del Gran Lago delle Cime Bianche e quindi al soprastante Colle Nord, voltando a sinistra e superando il torrente. La traccia diviene più incerta, a tratti nascosta dalla bassa erba delle alte quote, riaffiorando in alcuni tratti; mantenendo tuttavia la direzione e puntando l'inconfondibile Bec Carré (la vetta centrale delle tre Cime Bianche) si arriva alla sponda orientale dell'ampio Lac de Rollin. Da qui, ben evidente a causa delle piste da sci, il 6B corre alla volta del Colle Sud o Inferiore delle Cime Bianche, ai piedi della Gran Sometta. Occorre invece prendere il labile 6A, antico sentiero oggi evidenziato solamente da qualche ometto e da occasionali segni in vernice gialla, saltuariamente ben evidenti perché dipinti su alte roccette candide.

Il 6A lascia la sponda meridionale del lago sul bordo sinistro ed orientale di un grande fronte di frana interamente composto da rocce bianche, crollate in epoche immemori dalle calcaree Cime Bianche. Sfiora la grande frana, restando sull'erba, risalendo per pascoli ondulati in continui saliscendi; la direzione (sud-sudovest) punta costantemente l'inconfondibile "prua" del Monte Roisetta, con una piacevole dicotomia cromatica tra il verde dell'erba ed il bianco brillante delle fasce detritiche che attraversano i pendii. Labile e difficile da ritrovare in caso di smarrimento, l'esile traccia in terra battuta si inerpica in linea retta sui pendii erbosi, mai interamente nascosta dai frequenti fronti franosi provenienti dall'alto e tuttavia del tutto invisibile dal basso; poco prima del candido colle calcareo, un netto promontorio roccioso cade diagonalmente sui pascoli sottostanti, creando un'interruzione di roccia più scura e sormontata da prati in dolce pendenza. L'ampia zona sottostante è ancora adibita a pascolo: in un'area non toccata dal sentiero, un singolare affioramento calcareo, bianchissimo, cela infatti un antico riparo sotto roccia dedicato alla pastorizia degli ovini.

Il 6A punta una evidente spaccatura nella bastionata rocciosa, ove si nota un segno giallo. Si rimonta la spaccatura senza difficoltà, su rocce e sassi, accedendo al piccolo prato soprastante, con una morbida depressione erbosa al centro. Risalendo verso destra, in pochi istanti si accede all'ampia dorsale del Colle Roisetta, per metà erbosa e per metà cosparsa di minuti detriti bianchissimi. Notevole il panorama in ogni direzione; ad ovest si nota un'ampia conca prativa, con un laghetto, da cui arriva il sentiero 23 che sale dalla Tsa d'Illiaz (2384 metri). Impressionante il panorama sull'incombente Roisetta, sulle Cime Bianche antistanti, sul Ghiacciaio di Ventina. Il rientro si presenta solitamente più agevole poiché la traccia, ormai nota, è facilmente percorribile verso nord-nordovest fino al Lac de Rollin; la discesa al lago richiede circa mezzora. Una piacevole escursione "di riscoperta" che consente, oltre alla base di partenza per la perigliosa ed erta salita da nord alla Roisetta, una migliore conoscenza del magnifico, delicato e prezioso ecosistema delle Cime Bianche. Un lungo vallone, ricco di fauna e vegetazione, amato da generazioni di escursionisti e purtroppo da tempo minacciato da foschi propositi di "collegamenti" sciistici.

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